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di Anna Chiara LugariniIn classe, sconfinando

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Di che cosa parliamo
 

Quando pensiamo ad una classe, che cosa vediamo? Le pareti, i banchi, un mobilio spesso un po’ scassato, qualche immagine appesa alle pareti, un armadio e in mezzo a tutto questo le ragazze e i ragazzi con i loro zaini, i loro libri, i loro diari e astucci colorati, più o meno rigonfi di oggettini, bigliettini, fotografie.
Ma quante storie riusciamo a immaginare dietro ai loro sguardi? Quante famiglie, quante lingue, quante regioni, città, comuni, quanti affetti, desideri, paure, punti di vista e competenze ci sono? Scopo di questa rubrica è condividere spunti di riflessione, narrazioni, semplici esperienze vissute per testimoniare la pluralità di identità che animano le classi di oggi  e la loro intrinseca mescolanza di culture, indipendentemente dal numero di confini che gli allievi a cui ci rivolgiamo abbiano o meno dovuto  fisicamente attraversare prima di entrare nell’aula e trovarvi il proprio posto. 
E’ possibile allenare un approccio realmente interculturale che valorizzi tutti e tutte?

L'autrice

Laureata in Filosofia, ha lavorato per diversi anni nella cooperazione internazionale con alcune ong italiane. Rientrata a Milano, dal 2005 insegna lettere nella scuola secondaria di I grado ed è tutor della cattedra di Pedagogia Interculturale nel dipartimento di Scienze Umane per la Formazione della Bicocca. Si occupa di formazione e di promuovere attività di partecipazione e di cittadinanza attiva nella scuola e attraverso iniziative promosse con l’Università. Ha progettato e tuttora anima spazi web didattici utlizzati con le classi: www.sconfinamenti.net

 



 

Mariangela Giusti e Chiara Lugarini,  Forme, azioni, suoni per il diritto all’educazione, Guerini, 2012 e seconda ed. 2015.


In seguito alle normative del 2012, 2013, 2014, la scuola italiana dei primi decenni del 2000 ha tutte le caratteristiche per essere scuola dell'inclusione. Le normative (leggi, decreti, circolari) ci sono e rimandano alla visione globale del diritto all'educazione per tutti, sancito dalla Costituzione e dalla "Convenzione internazionale sui Diritti dell'Infanzia". Il compito di dare concretezza a questo diritto è affidato a docenti, educatori e educatrici spesso giovani, alle prime esperienze lavorative, o che hanno svolto altre professioni prima di occuparsi di educazione. Sono professionisti pieni di buone intenzioni, ma inesperti; hanno bisogno di confronto e formazione. L'obiettivo del libro è coniugare il diritto all'educazione di tutti con le capacità di coloro che hanno il compito d'insegnare e educare e che, soprattutto all'inizio, vorrebbero avere dei modelli da seguire.