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di Luciano Marianiconvinzioni e atteggiamenti

18/03/2018

Il potere delle metafore e le convinzioni degli insegnanti

Le metafore: una finestra aperta sulle convinzioni e gli atteggiamenti

Il linguaggio verbale, pur non essendo l’unico strumento per sondare convinzioni e atteggiamenti, è quello più frequentemente utilizzato in sondaggi, questionari e interviste. L’uso delle parole, per le connotazioni che sono loro proprie, è una spia indicativa del tipo di rappresentazioni cognitive e di reazioni affettive sottese alle espressioni verbali. Per esempio al termine “aggiornamento” oggi si preferisce spesso il termine “formazione”: pur facendo riferimento allo stesso processo, il primo termine sembra implicare la messa a punto o l’aggiustamento di un sistema già consolidato in partenza, mentre il secondo sembra porre l’accento sullo sviluppo progressivo e ricorsivo di saperi personali (conoscenze, abilità, ma anche le convinzioni e gli atteggiamenti che sono l’oggetto della nostra analisi).

Dunque le parole non sono mai neutre, ma sottendono visioni differenti rispetto al concetto che vorrebbero esprimere. Da questo punto di vista, le metafore ne sono un esempio illuminante. Chiedere a un insegnante di completare una definizione come “Sapere la mia disciplina significa …” avvia un processo di elaborazione molto diverso rispetto al chiedere di completare una metafora come “Sapere la mia disciplina è come …”, e questo per diverse ragioni. Innanzitutto, le definizioni sono per loro natura analitiche e possono riuscire più congeniali a persone sistematiche e convergenti, mentre le metafore sollecitano percezioni globali, e possono quindi attirare di più persone intuitive, sintetiche, divergenti. In secondo luogo, le definizioni tendono a mettere a fuoco opposizioni e differenze, mentre le metafore si focalizzano maggiormente su somiglianze e analogie. Infine, le metafore si prestano molto più delle definizioni ad essere rielaborate e approfondite.

Ma il punto cruciale di queste considerazioni è il fatto che creare metafore non significa soltanto portare alla superficie costrutti mentali ed emotivi, ma anche influenzare i modi in cui si concepisce la realtà e la si affronta: in altre parole, le metafore hanno il potere di creare nuove realtà strutturando l’esperienza personale. Ciò accade quando l’esperienza comincia a essere compresa nei termini di una metafora, e ancor più quando si comincia ad agire in questi nuovi termini (Lakoff e Johnson, 1980). Come è stato detto, “una metafora può agevolmente essere vista, etimologicamente, come un “ponte” che trasporta da un lato ad un altro. Collega e include il noto e il non-noto, il tangibile l’intangibile, il familiare e il nuovo” (Cortazzi e Jin, 1999, p. 149).

Esempi di metafore “all’opera”

Consideriamo queste definizioni e metafore fornite da insegnanti di materie letterarie di un liceo scientifico:

“Sapere” la mia disciplina
    significa ...
 
    è come ...
  • muoversi con facilità all’interno della materia, selezionare gli argomenti, collegarli;
     
  • conoscere autori e fatti culturali, saperli contestualizzare, recepirne almeno per alcuni il messaggio (quelli che risultano più congeniali, “sentiti” più intimamente), comprendere il linguaggio, individuare le tecniche usate
  • fare un viaggio all’interno di noi stessi
  • possedere una chiave che può aprire molte porte

 

 

 

 

 

 

 


Mentre così si sono espressi insegnanti di una scuola primaria:

Uno studente autonomo
   è una persona che  ...
 
     è come ...
  • sa muoversi da sola
  • sa pensare con la propria testa
  • l’uccellino che impara a volare: prova e riprova con la madre che lo guarda ed è pronta all’intervento
Promuovere l’autonomia negli studenti

significa…

è come…

  • fornire strumenti, attività, sollecitare competenze per risolvere problemi
  • mamma uccellino che quando si accorge che il piccolo ha gli strumenti, gli crea la necessità di spiccare il volo

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Come si vede, definizioni e metafore non sono in alternativa: entrambi costituiscono utili strumenti per sondare queste dimensioni nascoste della competenza. Le metafore, tuttavia, posseggono una qualità creativa diversa, che tende a far emergere, tramite analogie, un “vissuto” più personale, che non di rado tocca dimensioni affettive profonde e rende più trasparente l’interazione stretta tra il “cognitivo” delle convinzioni e l’”emotivo” degli atteggiamenti.

Le visioni degli stili e delle strategie di apprendimento e insegnamento

A volte le metafore hanno il potere di svelare in modo realistico e al contempo quasi “viscerale” il vissuto delle persone. Confrontiamo ancora una volta definizioni e metafore fornite da insegnanti di una scuola secondaria di secondo grado al termine di alcuni incontri di “aggiornamento” sul tema degli stili e delle strategie:

Stili di apprendimento e stili di insegnamento sono legati 

      nel senso che ...

     è come ...
  • l’uno può essere condizionante rispetto all’altro;
  • lo stile di apprendimento dell’insegnante influisce sul suo stile di insegnamento; lo stile di insegnamento deve tener conto dello stile di apprendimento degli allievi
  • genitori e figli (accanto, il disegno stilizzato di due figure);
  • come il predatore e la preda
Una strategia di apprendimento

     è ...  

      è come…

  • una pianificazione di operazioni tendenti all’acquisizione di contenuti calibrata anche sulle predisposizioni individuali;
  • lo schema (sperimentato e verificato) con cui si fa fronte a un compito non di routine
  • salire su una scala gradino per gradino (accanto, il disegno di una scala a pioli)
  • l’assalto a una fortezza
Attivare strategie da parte dell’insegnante 
     significa ...                   è come…
 
  • essere consapevoli che esistono strategie diverse di apprendimento e favorirne l’utilizzazione differenziata
  • aiutare l’allievo a utilizzare le strategie che meglio corrispondono alle modalità di apprendimento dell’allievo stesso
  • fornire una torcia elettrica in un magazzino quasi buio (accanto, il disegno di una torcia)
  •  praticare il lavoro della levatrice

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 


Mentre le definizioni entrano nel merito più “tecnico” e specifico dei concetti, le metafore tendono a fornire immagini vivide, che a volte gettano una luce inaspettata sui vissuti emotivi: si noti come lo stesso senso di relazione possa essere visualizzato sia in termini di “genitori e figli”, sia in termini di “predatore e preda”. Quest’ultima metafora viene ripresa nella visione di una strategia come “assalto ad una fortezza”, con un senso di un’impresa difficile, quasi di una guerra contro un’entità da espugnare. Allo stesso modo, si noti la visione del lavoro dell’insegnante come quello di illuminare un ambiente “quasi buio”, o, alternativamente, di nuovo il senso “genitoriale” di chi aiuta a nascere, a “venire alla luce” .

In conclusione…

Più delle definizioni, che tendono a essere abbastanza esaustive nel loro carattere analitico, le metafore si prestano a essere esplorate, ampliate, sviluppate da parte di chi le ha prodotte, promuovendo l’esplicitazione dei vissuti e dei valori più profondi e personali e, tramite questa verbalizzazione, la socializzazione e il confronto con altri. Questi strumenti verbali di indagine di convinzioni e atteggiamenti funzionano sia con gli insegnanti che con gli studenti e, come si è visto, possono essere utilmente integrati da strumenti non-verbali, come immagini, diagrammi, colori… che hanno il merito di arricchire di emozioni un viaggio che è comunque sempre fonte di scoperte e rivelazioni inaspettate.

 

Riferimenti bibliografici
 


 

Cortazzi M. e Jin L., 1999, “Bridges to learning: Metaphors of teaching, learning and language”; in Low G. e Cameron L. (Eds.), Researching and applying metaphor, Cambridge University Press, Cambridge, pp. 149-176.

Lakoff G. e Johnson M., 1980, Metaphors we live by, University of Chicago Press, Chicago.

 

 

Di che cosa parliamo

La rubrica è un invito ad un viaggio di esplorazione in territori poco frequentati e spesso misteriosi: sono i territori del “curriculum nascosto”. Sotto la superficie dell’iceberg del “curriculum esplicito”, fatto di indicazioni, progetti, descrittori, certificazioni … si celano le convinzioni, gli atteggiamenti, le motivazioni, le emozioni con cui insegnanti e studenti re-interpretano quel curricolo alla luce dei loro vissuti personali. E’ un viaggio intrigante, perché è fatto di squarci di luce su zone quasi sempre in ombra: fantasmi che, attraverso l’osservazione dei comportamenti e la verbalizzazione dei pensieri e delle emozioni, ci fanno scoprire la radice delle scelte e delle decisioni che prende ogni giorno chi insegna e chi impara. Ma è anche un viaggio un po’ rischioso, in quanto rimette in discussione tante certezze, tanti stereotipi, tante apparenze che, una volta portati alla luce, ci invitano a superare i confini delle proprie “zone confortevoli” per avventurarci in territori che non ci appaiono più così familiari ma che, al tempo stesso, ci sfidano con la freschezza della scoperta. Un viaggio, però, tutto sommato, che è coperto da una buona “assicurazione”: il piacere della condivisione, la garanzia del mutuo rispetto, la serena pratica della solidarietà.

L'autore


Insegnante, formatore, autore di materiali didattici, è da sempre interessato a tematiche trasversali come le abilità di studio, gli stili e le strategie di apprendimento e di insegnamento, le differenze individuali e l’autonomia del discente, le convinzioni, gli atteggiamenti, la motivazione e l’educazione interculturale.
E’ autore di Study Skills through English, Strategie per Imparare, Portfolio (Zanichelli, Bologna), La motivazione a scuola (Carocci, Roma) e Saper apprendere (libreriauniversitaria.it). Ha pubblicato anche Communication strategies, Le strategie comunicative interculturali e La sfida della competenza plurilingue (lulu.com). Gestisce un sito bilingue (inglese-italiano): Learning Paths - Tante vie per imparare .

​Indirizzo mail: luciano.mariani@iol.it


 

Luciano Mariani, Saper apprendere. Atteggiamenti, motivazioni, stili e strategie per insegnare a imparare, Limena (PD), libreriauniversitaria.it, 2010, pp.248, Euro 11,90. E-book Euro 9,80.

Saper apprendere significa diventare in grado di acquisire competenze complesse e mutevoli: ciò richiede nuovi modi di imparare e di insegnare a imparare. A questo scopo è indispensabile esplorare le variabili individuali di processo che condizionano il saper apprendere: le convinzioni, gli atteggiamenti, le motivazioni, gli stili e le strategie di apprendimento. Insegnare a imparare implica anche una didattica variata e differenziata, in grado di gestire l’eterogeneità dei gruppi, e una didattica strategica metacognitiva, in cui l’attivazione di strategie proceda di pari passo con la riflessione sul lavoro svolto. Il volume alterna presentazioni teoriche. attività di riflessione sull’esperienza personale del lettore e strumenti di lavoro, sotto forma di schede, studi di casi, griglie operative e questionari.