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di Pino Assandrifiori di loto

24/02/2014

Cominciare da piccoli

 La scommessa di Nati per leggere

Origine e DNA del progetto

Di Nati per leggere, tutti hanno per lo meno sentito parlare. Il progetto infatti è nato nel 1999 e l’idea dell’importanza della lettura ad alta voce fin da piccolissimi è in qualche modo “passata”, almeno in superficie. Meno noti ed esplorati sono i presupposti, le evidenze scientifiche e la valutazione di efficacia di un progetto che programmaticamente intende promuovere la lettura ad alta voce in Italia, puntando sulla prima infanzia.

Ispiratori di Nati per leggere (Npl) sono stati i progetti americani Born to read e soprattutto Reach Out and Read (ROR): quest’ultimo, sin dall’inizio degli anni ’90, ha introdotto nella promozione della lettura ad alta voce il coinvolgimento dei pediatri, cercando altresì di dimostrare l’efficacia dell’intervento sulle famiglie.

In Italia il progetto è stato promosso dall’Associazione Culturale Pediatri (ACP); dall’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e dal Centro per la Salute del Bambino/Onlus (CSB). Una specificità italiana è l’aver posto, almeno nelle intenzioni, il pediatra di famiglia o di comunità all’interno di una più ampia rete di promozione che comprende biblioteche, scuole dell’infanzia, Enti e istituzioni pubbliche e private.

Promuovere la lettura ad alta voce ai bambini di età compresa tra i sei mesi e i sei anni, questo è il DNA del progetto, e la sua idea di fondo è chiaramente espressa nel suo logo, ideato da Altan: un adulto che legge una storia è un’immagine d’amore, che con il suo “dono” e gesto innaffia i semi dell’amore per la lettura e fa crescere il diritto di ogni bambino, a essere protetto non solo dalla malattia e dalla violenza ma anche dalle mancate occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo.

L’idea forza è quella di una precoce esposizione alle storie, che sono “cibo per la mente”, sin dalla primissima infanzia. Il pediatra entra in relazione con (quasi) tutte le famiglie e la sua autorevolezza è una carta da giocare: per la salute del bambino può consigliare una dieta speciale, l’aria di mare o di montagna, ma anche la sana abitudine di leggere ad alta voce. In primo piano c’è dunque la famiglia, ma con il supporto che possono dare le biblioteche, i lettori volontari, le educatrici, le associazioni; ancora meglio se in relazione con asili nido e scuole dell’infanzia. That’s all. Ma davvero non è poco, se si riesce a realizzarlo!

Il sito di Npl, ricco di informazioni e riferimenti per i diversi soggetti coinvolti, riporta alcuni versi “programmatici” di Bruno Tognolini:

Leggimi subito, leggimi forte
dimmi ogni nome che apre le porte
chiama ogni cosa, così il mondo viene.
Leggimi tutto, leggimi bene.
Dimmi la rosa, dammi la rima.
Leggimi in prosa, leggimi prima.

Gli obiettivi e gli ‘attori’

L’ipotesi è che l’intervento modifichi l’atteggiamento dei genitori nei confronti della lettura ad alta voce, incidendo sull’esito finale atteso: lo sviluppo delle competenze emergenti, del linguaggio, il miglioramento dell’interazione tra genitore e bambino. In prospettiva: l’abitudine alla lettura e il successo scolastico, favoriti dal precoce e quotidiano contatto con i libri e la lettura, mediati da mamma e papà. I benefici tratti dalla lettura a voce alta operata in famiglia in età prescolare sono documentati da numerosi studi internazionali.

Nati per leggere non ha una struttura centralizzata, ma solo un gruppo di coordinamento nazionale. Tutto è lasciato alla progettualità dei gruppi locali, alle alleanze virtuose che si costituiscono nei territori, all’impegno e all’entusiasmo di operatori e sostenitori.

Destinatari principali del progetto sono i genitori ai quali vengono offerti molti suggerimenti concreti sul quando, cosa e come leggere ai bambini. I gruppi locali promuovono serate, letture ad alta voce e laboratori, corsi di formazione per genitori, lettori volontari, educatori.

Tanti i “luoghi” e le occasioni per leggere e far circolare albi illustrati: biblioteche, ambulatori pediatrici e ospedalieri, asili nido, festival o settimane della lettura, feste di paese o di quartiere. Un appuntamento fisso è la “Settimana Nazionale Nati per Leggere”, legata alla “Giornata dei Diritti del Bambino” che si svolge ogni anno il 20 novembre. 

Informazioni e consigli

Il coordinamento nazionale cura la pubblicazione di bibliografie specifiche e la distribuzione di materiali per i pediatri e le biblioteche. Uno strumento utile è la “Guida per i genitori e futuri lettori”, con consigli di lettura mirati e circostanziati. Particolarmente consigliato a chi vuole saperne di più (genitori, bibliotecari, educatori) è il “Libro fammi grande”, scritto da due esperti di valore: il bibliotecario Luigi Paladin e la studiosa di letteratura per l’infanzia Rita Valentino Merletti, che ha accompagnato sin dall’inizio il cammino di Npl, come esperta, consulente e presidente della giuria del Premio Nazionale. Con taglio divulgativo, il libro presenta i risultati di alcuni studi sulla Family Literacy e sui Picture Books e aiuta a orientarsi nella produzione editoriale per i piccolissimi, sin dalla primissima fascia (6-18 mesi). 

Il Premio Nazionale Npl

Istituito nel 2009 dalla Regione Piemonte, il Premio costituisce un momento importante per dare visibilità e sostegno ai migliori libri e progetti di promozione alla lettura per i più piccoli (0-6 anni). Partner sono la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, la Città di Torino (con Iter e le Biblioteche Civiche), il coordinamento nazionale di Npl, la rivista “LiBeR” (con il suo portale Liberweb.it). Nei giorni del salone del Libro sono assegnati i Premi, articolati in quattro sezioni: “Nascere con i libri”, che premia i migliori libri per le fasce d’età (6-18 mesi; 18-36 mesi; 3-6 anni); “Crescere con i libri”: da gennaio a marzo nelle biblioteche, centri di lettura e scuole dell’infanzia selezionate vengono letti ad alta voce i libri finalisti, scelti con la collaborazione di librerie, biblioteche e genitori.
Nel 2014 il tema è “Io e l’altro. La scoperta di sé e degli altri nei libri per bambini” e le scuole dell’infanzia coinvolte sono quelle di Torino, Roma, Iglesias-Carbonia, Monza e Foggia. Oltre a segnalare il pediatra che, aderendo al progetto, promuove nel modo migliore la pratica della lettura ad alta voce in famiglia, viene premiato il miglior progetto di promozione alla lettura rivolto alla prima infanzia capace di coinvolgere il più ampio numero di soggetti (genitori, bibliotecari, pediatri, insegnanti, educatori, volontari) mediante un continuativo lavoro di rete.

Nel 2013 il premio “Rete di libri” è stato assegnato al Comune di Cortona (AR): è la dimostrazione che anche in una piccola realtà - se ci sono buone idee e tanto entusiasmo - si può fare molto. I vincitori delle varie sezioni del Premio Nazionale 2014 saranno comunicati lunedì 12 maggio, durante il Salone del Libro di Torino.

Punti di forza e criticità

Numerosi i punti di forza insiti nel cuore del progetto, che puntando sull’alleanza tra pediatri e bibliotecari ha raggiunto circa il 30% dei bambini della fascia 0-6 anni; promettente, in alcune realtà, la collaborazione con le biblioteche civiche, i centri di lettura e le librerie indipendenti. Lo stesso vale per l’adesione di molti pediatri, spesso motivati e attivi.

Ma la diffusione del progetto appare frammentaria e intermittente, spesso legata all’impegno di singole persone. Discontinua la presenza delle “reti”, afflitte dall’endemica incertezza sulle disponibilità di budget. Il volontariato è un punto di forza, ma spesso non è sufficiente. Gli assessori, nelle occasioni ufficiali, magnificano il valore del progetto, ma poi fino all’ultimo momento non si sa se sarà possibile acquistare i libri che servono per far vivere le iniziative (e questo vale anche per il Premio). Manca, come si sa, nel nostro Paese un piano nazionale di promozione della lettura. Mancano visioni e prospettive.
I Ministeri e le istituzioni nazionali preposte latitano o, al più balbettano. I genitori vengono per lo più lasciati soli e spesso cadono nelle trappole del marketing, come sta accadendo oggi per i tablet. La scommessa di Npl merita di essere sostenuta. È rivolta in primo luogo ai genitori, certo, ma gli asili nido e le scuole dell’infanzia possono diffondere con l’esempio e il passa parola la lettura ad alta voce ai bambini.

Sarebbe bello che anche i mezzi di informazione concedessero un’attenzione meno superficiale ed estemporanea all’impegno di promuovere la lettura (e l’incontro con le storie) sin da piccoli. L’invito è per tutti a restare meno chiusi nel proprio recinto, concentrati solo sul proprio lavoro.
Aprirsi e unire maggiormente le forze, dal coordinamento nazionale Npl alle biblioteche, dai pediatri agli educatori, ai responsabili e decisori scolastici, sino al “Centro per il Libro e la lettura”, promuovendo un’alleanza senza egemonie ed esclusioni. I bambini e le loro famiglie ne trarrebbero indubbi benefici, investendo sui futuri lettori.

 

Per saperne di più


Sulla “valutazione di efficacia” del progetto, si può consultare il sito Nati per leggere e in particolare leggere l’articolo La promozione della lettura ad alta voce in Italia. Valutazioni dell’efficacia del progetto Nati per leggere, realizzato dai Gruppi di Lavoro per il monitoraggio, attraverso un questionario ispirato a quello BABAR (Before and After Books and Reading) utilizzato negli Usa.

Sulle basi scientifiche della lettura ad alta voce in età prescolare, si può consultare il sito Nati per leggere  ai link “Pediatri” e “Bibliografia scientifica” . Sempre dallo stesso sito è possibile accedere a quello di Reach Out&Read del progetto americano ROR.

“Una guida per genitori e futuri lettori” (2012) è  acquistabile presso la segreteria nazionale dell’AIB

Rita Valentino Merletti  e Luigi Paladin (con illustrazioni di Marta Comini), Libro fammi grande, Idest, Firenze, nuova edizione 2014.

Informazioni dettagliate sul “Premio Nazionale Npl” si trovano sul sito npl  e su quello del Salone del Libro.

L’articolo “Dietro le quinte del Premio” (Liber n. 100,  Idest, Firenze, 2013) - reperibile sul sito Libri per bambini e ragazzi  - contiene informazioni e spunti di riflessione aggiornati sul Premio.

Di che cosa parliamo

Il loto fa un bellissimo fiore che nasce nel fango, proprio dove uno non se l’aspetta. Anche nella scuola, spesso nei luoghi più impensati, crescono semi buoni che hanno bisogno di essere innaffiati. Nella rubrica si andrà alla scoperta di esperienze educative e didattiche -  non solo all'interno delle scuole -  che vale la pena di conoscere, nate dall’inventiva di  insegnanti, educatori , operatori culturali, animatori.
In primo piano, il mondo delle storie, da leggere e da scrivere, ma anche i laboratori che nascono dalla contaminazione dei linguaggi e delle esperienze. Lo scopo è di mettere in circolo idee, proposte, riflessioni e interrogativi. Per trovare conforto e incoraggiamento nel cammino.

 

L'autore

Ha lavorato a lungo come insegnante e dirigente scolastico, in Italia e all’estero, coordinando attività interculturali e progetti sulla lettura come esperienza cognitiva ed emotiva. Studioso di letteratura ragazzi, ha collaborato con la Jugendbibliothek di Monaco. Scrive per le riviste il Pepeverde (letteratura ragazzi) e Conflitti. È autore di vari testi sulla lettura e la scrittura pubblicati dall’editore Zanichelli.

 

Pino Assandri collabora stabilmente a Il pepeverde. Rivista di letture e letterature per ragazzi