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di Pino Assandrifiori di loto

18/06/2014

Un posto per riconoscersi, imparare e raccontarsi

L’esperienza dell’Associazione ASAI di Torino

Per le strade intorno a Porta Palazzo, cuore del principale quartiere multietnico di Torino, risuonano con forza tamburi di latta, trombe e fischietti. È un pomeriggio di prima estate e un lungo serpente umano sfila festoso. Tanti bambini con bandiere, magliette della pace, cartelli coloratissimi con slogan che invitano a incontrarsi e condividere. Giovani in abiti sgargianti, volontari sorridenti coi capelli bianchi, maestre in sandali infradito, mamme col velo e musicisti di strada. Un ricco intreccio di realtà culturali e associazioni: “Lungo le strade del mio quartiere…. ABITO” è il tema della “parata” 2014. Abitare non solo le case, ma anche le scuole, gli spazi sociali e culturali. Dietro Porta Palazzo, il più grande mercato d’Europa con profumi d’Africa e d’Oriente, c’è l’Arsenale della Pace del Sermig e ora anche la Scuola Holden. Promotrice della marcia che vuol mostrare la bellezza dell’incontro tra culture ed esperienze è l’ASAI, (ASsociazione Animazione Interculturale), che opera in città da quasi vent’anni, con una storia e un progetto che vale la pensa di conoscere.  

ASAI: un’esperienza interculturale di cittadinanza attiva
Presidente e fondatore dell’Asai è Sergio Durando, infaticabile catalizzatore di energie, gran camminatore, stakanovista di riunioni concrete e produttive, valorizzatore di talenti  davanti a un piatto di pasta cucinato al momento, capace di ricordare i nomi di tutti,  sprizzare entusiasmo contagioso e fare squadra. Tanta strada dagli esordi, prima obiettore poi animatore all’oratorio salesiano “San Luigi”, sino alla guida della Pastorale Sociale dei Migranti. Attorno a lui c’è oggi un gruppo di persone forti e motivate: giovani educatori professionali, operatori sociali e culturali e tanti volontari, circa quattrocento che sono il vero capitale umano dell’Asai. Tra loro, studenti universitari, giovani appassionati di educazione, musica, arti varie. Insegnanti ancora sulla breccia o in pensione. Ex dirigenti pubblici che si sono rimessi in gioco, con umiltà e coraggio. Nuovi italiani che vogliono restituire quel che hanno ricevuto in dono.

Che cos’è l’Asai oggi? C’è chi lo ha definito un porto di mare, un’enorme pentola con tanti ingredienti ben amalgamati, una nuvola, un’arca, forse è soprattutto un posto in cui sentirsi a casa, crescere ed educarsi. Perché “Nessuno educa nessuno. Nessuno educa se stesso. Gli uomini si educano fra loro con la mediazione del mondo”: la celebre espressione di Paulo Freire, dell’educazione come pratica della libertà è una delle stelle polari; come la lezione di Barbiana e la pratica educativa di Don Bosco, attualizzate in un mondo che va veloce. E poi la voglia di incontrarsi e stare insieme, il lievito buono dell’animazione originaria, il gioco, il desiderio di praticare, di mettere radici mobili in un territorio. E di guardare al futuro, accettando sfide e trasformazioni impegnative.

“Destinatari, sono soprattutto giovani appartenenti a due o più culture, ricercatori di spazi di partecipazione, di protagonismo, di cittadinanza”, spiega Sergio Durando, sottolineando “l’importanza di luoghi educativi in cui riconoscersi, in cui sperimentare esperienze di cooperazione e convivenza, in cui apprendere l’arte del narrarsi, in cui recuperare la memoria e valorizzare l’esperienza personale”.

“I racconti sono la moneta corrente di una cultura”, ha scritto Jerome Bruner ne La fabbrica delle storie e non è un caso che l’Asai abbia pubblicato nel 2005 “Storie di storie”, una sorta di laboratorio di scrittura collettiva che raccoglieva le testimonianze di circa 100 persone entrate a vario titolo in contatto con l’Asai, a cura di Lucia Portis (della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari e collaboratrice del Centro Interculturale di Torino).

Spazi, obiettivi e attività

Ogni giorno, l’Asai propone attività rivolte a bambini, giovani e famiglie in centri aggregativi, scuole, spazi sociali di incontro. L’ambizione di questa attivissima associazione di volontariato è anche quella di coinvolgere i cittadini in azioni concrete e di fare rete con enti e associazioni che operano sul territorio. Nelle scuole, da anni l’Asai partecipa al progetto cittadino contro la dispersione scolastica “Provaci ancora, Sam”, promuovendo momenti di formazione sull’intercultura, la cittadinanza attiva, la creatività, aperti ai volontari ma anche agi insegnanti interessati. Al mondo della scuola propone occasioni di dialogo, discussione e confronto anche critico. Un esempio significativo è stata la pubblicazione di “Allora che ci faccio nel mare?”, una lettera agli insegnanti sul possibile cambiamento della scuola, scritta da un gruppo di adolescenti che narrano il loro stare a scuola.  

L’associazione attualmente opera in diversi luoghi della città. I principali sono la “Casa dell’adolescente” nella sede storica del quartiere San Salvario e dal 2009 il “Cantiere S.O.S. – Scuola Oltre la Scuola” a Porta Palazzo, sportelli e laboratori in altri quartieri a forte tasso migratorio, come San Donato e Barriera di Milano, dove l’Associazione collabora al progetto del Centro Interculturale della Città di Torino “Giovani al Centro”.

Scorrendo il rapporto Asai sulle attività del 2013 appena presentato (oltre 160 pagine complete di tabelle e grafici!) si resta impressionati dalla varietà dei “fronti” di impegno e dei progetti che fanno incontrare creatività e sociale.

Ci sono i vari progetti con finanziamenti FEI  (Fondo Europeo per l’Integrazione dei Cittadini dei Paesi Terzi), come PROV@WORK (per l’accompagnamento al lavoro di cittadini migranti) e TABULA (per l’inserimento e l’integrazione sociale di cittadini migranti attraverso l’alfabetizzazione e l’apprendimento della lingua e cultura italiana); “InMediaRes”, per favorire l’integrazione positiva dei minori migranti di recente ingresso e offrire agli operatori strumenti psicologici e supporti alla didattica multiculturale, “Un PO di mamme vanno a scuola”; i percorsi di giustizia riparativa per minori, con un protocollo di intesa con la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori e la Polizia Municipale di Torino, progetti specifici per i ROM, attività educative di strada, gli Sportelli Lavoro per i giovani e gli adulti, i corsi di italiano L2 per gli adulti, i laboratori al femminile (il laboratorio di cucito e “Una tazza di thè e tanti racconti”).

Le attività di sostegno scolastico e i laboratori creativi

Quello dell’Asai è un progetto educativo aperto e trasversale e il “Cantiere S.O.S.” è prima di tutto uno spazio per crescere, apprendere, incontrarsi. Lì si svolgono corsi di italiano L2 per giovani e adulti, attività per le donne, incontri formativi e mostre. E poi c’è la “compagnia teatrale integrata AssaiAsai, nata nel 2010, con circa 40 attori tra i 15 e i 75 anni con background e provenienze diversissime. I più recenti spettacoli Il mondo è un calzino puzzolente, ma se trovi qualcuno di cui ti fidi puoi vivere felice (2012) e Se mi lasci non vale. Appello dell’Italia agli italiani, nascono da riflessioni sulla realtà sociale, frammenti di vita e improvvisazioni. Il laboratorio teatrale è condotto da Paola Cereda, regista, psicologa, operatrice Asai (ora anche scrittrice emergente con il romanzo Se mi chiedi di restare, appena pubblicato da Piemme). Da segnalare inoltre la collaborazione artistica in campo teatrale tra ASAI e la scuola secondaria di I grado “Rosselli” (IC via Ricasoli), con 200 ragazzi sulla scena in Lei non sa chi sono io – L’Italia al tempo della crisi (2013) e L’evoluzione lavorativa della specie. Da Adamo ed Eva a Star Trek (regia di Annamaria Tulliach).

Nel progetto educativo Asai, un ruolo centrale è svolto dalle attività di sostegno scolastico. Non un semplice “doposcuola” per svolgere i compiti a casa, ma un momento socio-educativo, per trovare adulti attenti alle diverse esigenze dei bambini. Supporto linguistico, metodo di studio, stimolo a interagire correttamente con i pari, rispettando le regole. Non è un caso che proprio da attività di sostegno scolastico siano nati “826 Valencia” e “Il Ministero delle Storie” di Roddy Doyle, di cui abbiamo parlato in “Parole per tutti, nessuno escluso” (“Fiore di loto” n.1, novembre 2013). L’incontro tra relazioni positive e creatività può dare molti frutti per aprire la mente e far crescere la personalità. Circa 700 i bambini e ragazzi delle scuole torinesi coinvolti (6-14 anni) in quattro diversi quartieri. Due pomeriggi la settimana, metà tempo con “tutor” volontari in rapporto 1 a 1, l’altra metà impegnati in laboratori artistici, espressivi, sportivi: marionette, maschere, English Gym, scrittura creativa, fumetto, capoeira (arte marziale brasiliana), attività circensi e giocoleria, hip hop e altri. 

Il progetto educativo Asai è un esempio di relazione positiva tra scuola ed extrascuola. Un invito a rimboccarsi le maniche, a mettersi in gioco senza troppi timori e distinguo. Gli spazi scolastici possono diventare luoghi per studiare, riflettere, imparare ma anche per stare insieme con allegria e semplicità. Luoghi per coltivare senza paure la relazione maestro-alunno, per far vivere laboratori di creatività e valorizzare le storie di ciascuno. 

 

Per approfondire
 


Il sito ASAI, recentemente rinnovato, è ricco di informazioni su tutte le iniziative e le proposte.

Allora che ci faccio nel mare? Lettera agli insegnanti a cura del Gruppo ASAI, Edizioni Ananke, Torino 2011. Per tre anni, nel quartiere San Salvario di Torino, si sono incontrati presso l’Asai una decina di adolescenti per discutere della scuola reale e di quella possibile. Con loro, l’educatore Asai Riccardo D’Agostino e un insegnante un po’ speciale: Domenico Chiesa.

Per interrogarsi anche su alcuni spunti suggeriti da questo “fiore di loto”, è interessante il dibattito  in “La lettura”, inserto settimanale de “Il Corriere della Sera”, con interventi di dieci scrittori italiani sullo stato di salute dell’educazione pubblica e una tavola rotonda finale con la partecipazione del ministro Giannini “A scuola d’estate” (“La lettura” n.134, 15 giugno 2014).

Credits immagini

Prima in alto: Piazza della Repubblica (Porta Palazzo): Conservatoria delle Cucine del Mediterraneo da www.cct-seecity.com  
Successive: dal sito ASAI.

 

Di che cosa parliamo

Il loto fa un bellissimo fiore che nasce nel fango, proprio dove uno non se l’aspetta. Anche nella scuola, spesso nei luoghi più impensati, crescono semi buoni che hanno bisogno di essere innaffiati. Nella rubrica si andrà alla scoperta di esperienze educative e didattiche -  non solo all'interno delle scuole -  che vale la pena di conoscere, nate dall’inventiva di  insegnanti, educatori , operatori culturali, animatori.
In primo piano, il mondo delle storie, da leggere e da scrivere, ma anche i laboratori che nascono dalla contaminazione dei linguaggi e delle esperienze. Lo scopo è di mettere in circolo idee, proposte, riflessioni e interrogativi. Per trovare conforto e incoraggiamento nel cammino.

 

L'autore

Ha lavorato a lungo come insegnante e dirigente scolastico, in Italia e all’estero, coordinando attività interculturali e progetti sulla lettura come esperienza cognitiva ed emotiva. Studioso di letteratura ragazzi, ha collaborato con la Jugendbibliothek di Monaco. Scrive per le riviste il Pepeverde (letteratura ragazzi) e Conflitti. È autore di vari testi sulla lettura e la scrittura pubblicati dall’editore Zanichelli.

 

Pino Assandri collabora stabilmente a Il pepeverde. Rivista di letture e letterature per ragazzi