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04/12/2015

Almeno non facciamo danni sui piĆ¹ piccoli!

a cura di insegnare

Nell'ambito delle discussioni che stanno sorgendo attorno alla Deleghe previste dalla legge 107/2015, dedichiamo il "caso" di questo mese agli interventi sui segmenti 0-3 e 3-6 anni, che già ormai ci stiamo abituando a chiamare 0-6, nel contesto di quella che potrebbe essere una occasione di rinforzo e rilancio dell'intervento educativo nella prima scolarizzazione. Ma potrebbe anche diventare un rischioso arretramento rispetto a esigenze ormai ribadite da anni e a esperienze accumulate nel tempo.

Proprio sulla natura, le garanzie, le prospettive del "Nido" e della "Scuola dell'infanzia" si sta riaprendo un delicato confronto cui la rivista partecipa con interventi originali e segnalando contributi di particolare rilievo.

Poiché destano non poche riserve e proccupazioni gli interventi legislativi recenti in altri settori (basti pensare alla formazione in servizio trasformata in business per scorribande spesso prive di scrupoli, alimentate dall'appetibilità dei 380 milioni di copertura del Bonus di 500 euro pro capite per spese individuali di aggiornamento), ci auguriamo che almeno questo segmento di estrema delicatezza sia salvaguardato e protetto dalle logiche che hanno governato la politica scolastica di questi ultimi anni.

Del resto è questo un settore su cui il Paese annovera una grave arretratezza rispetto alla necessità di generalizzazione e  diffusione delle strutture e forti squilibri fra nord e sud del paese,  accanto a note esperienze educative di eccellenza riconosciute anche a livello internazionale.

Già in passato la rivista è intervenuta a sollecitare una riflessione su quanto siano importanti il riconoscimento e la salvaguardia dei diritti all'educazione della prima infanzia, con interventi di  Annamaria PalmieriAntonella Bruzzo,  Mirella Castagnoli.

Ora vorremmo seguire il dibattito e l'elaborazione sullo 0-6, sicuri che si tratti di un settore che non deve certo riguardare solo chi ne è direttamente interessato, perché dal suo sviluppo dipende molta parte del successo formativo successivo.

Non è certamente un tema nuovo. La stessa proposta di legge presentata qualche mese fa era frutto di un dibattito e di richieste precedenti. E sarebbe bene che di tutto questo, e delle voci attualmente in campo, il Governo tenesse conto, perché l'esercizio dell'improvvisazione presuntuosa e della superficialità, in questo ambito, potrebbe rivelarsi particolarmente dannoso...

Chiunque voglia comunicarci opinioni e suggerimenti su questo tema, scriva a redazioneinsegnare2010@gmail.com; oggetto: zero/sei.

 


Nell'immagine in alto "Infanzia", scultura dell'artista siriano Nazir Ali Badr, da Le pierres del l'artiste syrien Nazir Ali Badr.

Parole chiave: scuola infanzia

Testo Unico delle disposizioni in materia di istruzione 
Il Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti  è quello che dovrebbe contenere tutte le novità intervenute dopo l’emanazione del Decreto legislativo 297/94 (che è l'attuale "Testo Unico"), ivi comprese le norme che, dopo la L. 59/97 (istitutiva dell'autonomia), sono intervenute a modificare l’ordinamento scolastico negli ultimi 15 anni: la L. 53/03 ("Moratti"), l’innalzamento della scolarità obbligatoria, la valutazione numerica, i modelli organizzativi della scuola primaria, gli atti regolamentari che hanno cambiato l’impianto del primo ciclo e della scuola secondaria superiore, la certificazione delle competenze, l’apprendistato e la conseguente riduzione di un anno della scolarità, le sperimentazioni che prevedono la riduzione della scolarità superiore, la diffusione degli Istituti comprensivi, l’annosa questione dell’istruzione professionale in rapporto ai percorsi di formazione professionale...

Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai sei anni; definizione dei livelli essenziali delle prestazioni della scuola dell’infanzia e dei servizi educativi per l’infanzia 
Questa delega ha o potrebbe avere ripercussioni su un riordino nei fatti del sistema scolastico e formativo nel suo complesso. Temi noti quali l’anticipo della scolarizzazione, il rapporto pubblico – privato (scuole statali – Enti locali – privati), il ruolo degli Enti locali, le differenze territoriali nella domanda e nell’offerta anche in termini quantitativi e qualitativi, il profilo culturale e professionale del personale, la formazione iniziale in ambito  l’universitario… sollecitano il confronto in sede politico-culturale e professionale, ancorché sindacale, finora ignorata nella discussione che ha preceduto l’emanazione della L. 107/15.   

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