La Giornata della Memoria si celebra da 25 anni, ma, considerando lo scenario attuale sembra che sia passato un secolo, sebbene le radici di questo sconvolgimento culturale, politico, sociale che si manifesta oggi affondano nel secolo scorso.
E' particolarmente difficile, stando in classe, mettere in correlazione storia, memoria e presente, quindi, ma è necessario farlo per entrare in questioni dicotomiche (uguaglianza/discriminazioni, autoritarismo/democrazia...) attraverso un uso molto accurato delle fonti e di tutte le modalità che a scuola insegniamo per esprimere pensieri, sentimenti e dubbi.
La sciatteria progettuale è particolarmente pericolosa, in questo momento, giacchè la materia, e il modo in cui viene negoziata nelle classi, è impattante sulle percezioni del presente che i giovani e le giovani possono sentire: loro hanno un accesso disintermediato al materiale informativo su fenomeni contemporanei che ricordano molto da vicino ciò che è accaduto in Europa tra la prima e la seconda guerra mondiale, e la didattica della Shoah è un'occasione preziosa per provare ad individuare alcune chiavi di lettura.
Grande cura va riservata in ogni grado di scuola, in profondità crescente al decrescere dell'età degli alunni e delle alunne, scegliendo accuramente le parole da non dire.
Per le classi delal scuola di base, si può lasciar parlare un libro. In rete si trovano tante bibliografie ragionate di libri per infanzia e adolescenza sulla Shoah (ad esempio, questa), ma il testo da proporre dovrebbe essere individuato per la qualità della sua narrazione: che abbia un rapporto riconoscibile con la storia e con i luoghi, che conservi la leggerezza della scrittura narrativa senza perdere il contatto con la realtà, che non enfatizzi le dimensioni sentimentali in modo condizionante. Se si sceglie un albo illustrato, inoltre, è sempre opportuno fare caso alla bellezza formale della parte grafica.
Per le classi finali di questo ciclo e per il biennio del secondo ciclo, si può continuare con l'uso