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Per Lorena

 Lorena Currarini è un’insegnante di lettere nel liceo scientifico di Orbassano, in provincia di Torino.
E’ una nostra autrice: in insegnare tiene l'i/stanza “rovelli e furori”. 

Il 5 Agosto ha pubblicato sul suo profilo instagram un video in cui contesta la proposta del ministro Valditara di vietare alle studentesse delle scuole italiane l’uso del burqa

Il provvedimento, secondo Valditara, difenderebbe l’uguaglianza delle ragazze tra di loro e le preserverebbe dalla sottomissione ai maschi. Il ministro sta dedicando la sua estate alla questione degli alunni stranieri e delle alunne straniere nelle classi, come è ben chiarito da Alex Corlazzoli sul Fatto, perchè, verosimilmente, ha ricevuto ordini di scuderia precisi: inseguire Vannacci sul terreno propagandistico della difesa dell’identità, ma mettendoci un po’ di “left shaming”, criticando la sinistra di non essere abbastanza femminista.
Ignoranza su ignoranza,  mistificazione su mistificazione. 

Ma torniamo a Lorena. 

Dopo aver pubblicato il suo video, in cui espone in forma sarcastica la sua critica severa su un’iniziativa propagandistica, l’ennesima, che agita le acque torbide dell’”identità”,  viene inondata da centinaia di messaggi d’odio. Violenza verbale sul suo aspetto fisico, sulle sue parole, su tutt’e due. L’augurio della morte. 

Certamente molti di questi commenti sono generati da sistemi automatizzati, che, però, sono messi in movimento da persone.
Molti saranno stati digitati intenzionalmente da altre persone che, come le prime, decidono di disumanizzarsi, alimentando la cultura della denigrazione, dell’insulto, e, appunto, della disumanizzazione, di cui sono evidentemente molto esperte. 

L'opinione di Lorena può non trovarci d'accordo, può suscitare dubbi, può essere controargomentata; l'aggressione personale insultante non ha nulla a che vedere con il confronto di opinioni. Chi usa quelle deiezioni della comunicazione pubblica a scopi propagandistici ed elettorali lo fa sapendo benissimo che deve costruire il proprio consenso su invenzioni e falsità, non potendo usare competenza ed esperienza. 
Alimentare la cultura dell’odio non aiuta neanche chi la provoca: chi ci governa e ci amministra conosce benissimo le condizioni delle città piene di problemi e violenze, di un disagio giovanile che cresce costantemente, svelando il totale fallimento della disuguaglianza e della repressione assunte come programma politico. 

Noi sappiamo bene che la società esiste, come ha scritto la filosofa Giorgia Serughetti, e la scuola deve garantire giustizia educativa per una necessaria giustizia sociale. 

Lorena, che noi della redazione sosteniamo, incarna questa idea di scuola in cui ci riconosciamo, e che respiriamo, nonostante i ripetuti tentativi di asfissia, ad ogni suono di campanella.