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di Marco Guastavignasopravvivere al 2.0

18/06/2022

Guardare oltre

Storicizzare le categorie, valutare il (proprio) posizionamento nell’ambito delle strutture di produzione del sapere e rispetto alle lotte contro l’oppressione e la distruzione del pianeta: insieme alla “guerra cognitiva”, questi sono solo alcuni dei temi trattati dai tre seminari di cui riproduciamo la locandina e proponiamo le registrazioni così come realizzate dagli organizzatori, ma da noi “ipermedialmente estese”.  Ovvero arricchite con collegamenti a materiali presenti su internet o mediante contenuti a comparsa su video che si arrestano in automatico, per dare modo all’utente di decidere se attivare l’ampliamento o meno.

Gli incontri sono stati un’iniziativa del Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università Bicocca, che ci è parsa avere grande importanza politico-culturale e per questo motivo la riproponiamo nei nostri spazi di analisi, confronto e allargamento, almeno potenziale, delle prospettive e degli approcci.

Registrazione degli eventi con link multimediali e con materiale a comparsa,
a cura del Cidi di Torino


11 maggio 2022
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Decentrare la teoria

24 maggio 2022
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Decentrare l'epistemologia
1 giugno 2022
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Decentrare la metodologia

 

Troppo spesso, infatti, il dibattito su cosa “insegnare” – e quindi “far imparare” – fa coincidere, sovrapponendole, conoscenze costitutive della cittadinanza e discipline accademiche, senza considerare che le strutture universitarie, l’organizzazione istituzionale della cultura e le filiere editoriali sono in primo luogo strumenti e sedi di potere e di sottopotere.

Molto significativi, da questo punto di vista, sono i contributi – anche polemici – forniti nei tre dibattiti da esponenti dell’attivismo politico, che sottolineano implicazioni e pericoli dell’eurocentrismo e dell’antropocentrismo, asserviti alla razionalità e all’efficienza capitalistiche come misura del mondo e delle cose e del dualismo società/natura come strumento di oppressione. Rivendicando necessità, urgenza e diritto di costruire – e accettare – un “arcipelago di punti di enunciazione”. E rifiutando la gerarchizzazione dei saperi e il dualismo modernità/tradizione, considerati strumenti di dominio.

Ci viene chiarito con forza, insomma, che il pensiero critico non può essere concepito come esito di percorsi di istruzione individuali, ma invece e sempre più come esplicita intenzione politico-culturale e pratica collettiva, approccio alla conoscenza e alle conoscenze intese quali patrimonio sociale e planetario, che nasce dalla consapevolezza del conflitto, non dalla neutralità (presunta) del sapere da scaffale.

Vogliamo insomma illuderci ancora una volta che sia possibile uscire dalla polarizzazione, confrontandosi davvero e avendo come scopo la sintesi e non il perpetuarsi della rissa, sulla base di una risposta analitica e precisa a queste domande:
- quali conoscenze?
- quali competenze?
- con quale approccio epistemologico?
- con quale approccio ontologico?
- con quale contributo alla lotta per l'emancipazione, contro l'oppressione e contro la devastazione del pianeta?

Di che cosa parliamo

La rubrica vuole essere presidio del senso critico, contrastare i diversi elementi della deriva demagogica dell’innovazione tecnologica: pensiero pedagogico unico, marketing concettuale, darwinismo digitale.

L'autore

Insegnante di Scuola secondaria di secondo grado e formatore, si occupa da quasi trent’anni di “nuove” tecnologie e rappresentazioni grafiche della conoscenza. Traccia la sua attività intellettuale in www.noiosito.it.




Fogarolo Flavio, Guastavigna Marco,  Insegnare e imparare con le mappe. Strategie logico-visive per l'organizzazione delle conoscenze, Centro Studi Erickson, 2013

Il volume - dedicato all'uso didattico e educativo delle mappe come strumento in grado di sostenere l'apprendimento attraverso l'organizzazione visiva, logica e funzionale delle proprie conoscenze analizza e confronta i tipi di rappresentazione grafica più efficaci, ciascuno con un diverso modello logico-visivo e con uno scopo cognitivo differente. Nel volume si forniscono inoltre indicazioni operative per migliorare l'efficacia delle mappe come strumento compensativo per gli alunni con difficoltà di apprendimento o inadeguato metodo di studio, nonché per ridurre i rischi sottesi al loro utilizzo come facilitatori (mappe fornite già pronte): banalizzazione dei contenuti, apprendimento meccanico, atteggiamento passivo da parte dello studente.