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14/11/2020

Geografia e cittadinanza

di Angela Caruso

A integrazione dell'intervento di Angela Caruso dell'11 novembre 2020, nell'ambito dei seminari del ciclo "Una scuola per la cittadinanza", (Esercizi di cittadinanza: la laboratorialità dentro e oltre le discipline, dal min. 31), pubblichiamo questo suo contributo, corredato dalle indicazioni bibliografiche.

Quando i compiti diventano realtà

Sono un cittadino, non di Atene o
della Grecia, ma del mondo.

Socrate

 

Il sapere geografico si nutre di contenuti e di obiettivi formativi che mirano alla formazione di un cittadino del mondo, un Mondo in continua trasformazione, che richiede menti allenate al cambiamento.
Per tali ragioni, la didattica della geografia non può essere circoscritta negli spazi scolastici, ma deve aprirsi ai luoghi e alla persone, in una dinamica attiva tra i saperi e i contesti formativi.
La Geografia è un ponte per la cittadinanza, perché attraverso essa:

  • Si può conoscere il Mondo nella sua complessità (l’esplosione demografica, l’incalzante globalizzazione, la crescente mobilità, la necessaria sostenibilità ecc.).
  • Si può costruire l’etica della responsabilità, il sentimento di appartenenza.
  • Si può padroneggiare il pensiero critico, lo spirito d’iniziativa, nonché la cittadinanza attiva.
  • Si può progettare il cambiamento.
  • Si può creare per innovare.

Per raggiungere questi obiettivi - certamente ambiziosi, ma non utopistici - l’approccio – tipico di un’ultra-disciplina - è globale e allo stesso tempo concreto, fattivo, interattivo.

Un’idea progettuale che coniuga tutto questo è L’AGENDA 2030, in cui emergono concetti chiave, tematiche di fondamentale importanza, come ad esempio:

  • sradicare la povertà e la fame;
  • benessere di tutti;
  • istruzione inclusiva ed equa;
  • uguaglianza di genere;
  • crescita economica e industrializzazione inclusiva e sostenibile;
  • ridurre le disuguaglianze promuovendo società pacifiche;
  • proteggere gli ecosistemi;
  • sostenere l’innovazione.

Sono concetti, questi, che si possono tradurre in esperienze didattiche ed educative che consentono di approcciarsi ai grandi problemi globali e di pensare a costruire il cambiamento.

Esempi di pratica didattica “reali” potranno essere:

 Primo ciclo:

  • la mobilità sostenibile, con il biciBUS e il piedi BUS;
  • esperienze di alimentazione sostenibile;
  • vivere una giornata senza plastica;
  • dare una seconda vita al materiale di scarto (come ad esempio realizzare: opere d’arte, materiale scolastico, utensili ecc.).

Secondo ciclo:

  • progettare città intelligenti “Cosa serve alla nostra città per diventare una città SMART”;
  • i muri e i ponti nella storia e nella geografia “Come un muro può trasformarsi in un ponte?;
  • mettere in pratica la regola delle 5 R “Riduci, Riusa, Ricicla, Risparmia, Ripara”;
  • bere sostenibile – acqua a Km0;
  • per i più grandi – iniziare a ideare  e sperimentare forme innovative di economia circolare.

Per approfondire:


Angela Caruso, da "insegnare" ...

"Cittadinanza vs Educazione Civica?", 22.05.2019

"L'Agenda 2030. Educare alla cittadinanza e alla sostenibilità nella scuola dellerealtà", 13.11.2018 .

"Ripensare al micro per rivoluzionare il macro", 26.12.2017

"Storia e Geografia per un curricolo integrato",  25.8.2017

"Mayday Mayday, Italia chiama Finlandia!", 13.12.2014.

Inoltre

A. Caruso, "Per una cittadinanza globale". in M. Ambel, a cura di, Una scuola per la cittadinanza, vol. 1, Il progetto curricolare, PM Edizioni, pp. 133-138.

M. Armiero e P. De Rosa, "AMBIENTE. Una scuola ecologica", in M. Ambel, a cura di, Una scuola per la cittadinanza, vol. 2, Gli orizzonti di senso, PM Edizioni, pp. 143-148.

 

 

l'autore

Angela Caruso Docente nella scuola secondaria di primo grado e dottore di ricerca in "Studi Umanistici" presso l'Università degli Studi "G. d'Annunzio". Membro direttivo del CIDI di Pescara

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