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17/11/2022

I consiglieri "bipartisan" di destra-centro

di Mario Ambel

La squadra bipartisan di Valditara” ha titolato "Tuttoscuola" del 14 novembre l’articolo di presentazione dei consiglieri del Ministro Valditara. E l’ha aperto con una dichiarazione importante del neo Ministro:

una grande alleanza per la Scuola e per il Merito. Quando l’ho lanciata – ha dichiarato Valditara – non intendevo fare della retorica, ma indicare la strada che oggi iniziamo a percorrere con questo accordo: una grande collaborazione tra istituzioni, parti sociali, docenti, studenti, famiglie, ognuno nel suo ruolo, per prenderci cura di quella straordinaria comunità che è la scuola italiana.

Più che a una visione  bipartisan siamo quasi di fronte a un programma-appello tra linterclassista e il corporativo, non tanto nel senso di corporativo come sinonimo di piccolo cabotaggio di microcategoria autoreferenziale, quanto piuttosto di grande disegno di accordo fra le componenti sociali secondo la dottrina del corporativismo, in una delle sue molteplici e complesse  sfaccettature.  

Ma al di là dei riferimenti storici, sempre ovviamente parziali e da ricontestualizzare, è bene precisare che non intravediamo nulla di “bipartisan” nelle biografie e nelle posizioni, che "Tuttoscuola" ci rammenta, dei componenti la  compagine di consiglieri del Ministro. Almeno se per bipartisan si intende la convergenza di due concezioni e posizioni politiche antitetiche e alternative, ovvero la destra e la sinistra.

Più che una convergenza fra destra e sinistra a noi sembra infatti una convergenza fra la destra e il centro, se vogliamo leggerla in termini politici e partitici, come "Tuttoscuola" la vuol rappresentare.
Noi, per esempio, ci consideriamo di sinistra, senza vergogne o pentimenti, né tentazioni di salire sul carroccio del vincitore. Ebbene, non ci sentiamo per nulla in sintonia o in convergenza con quanto di significativo e di rilievo hanno fatto o sostenuto in passato gli esperti avocati a sé dal Ministro Valditara.

Non pensiamo si consideri di sinistra il prof. Bertagna, esperto e artefice dei programmi politici e delle riforme, nei Governi Berluscooni II e III, della Ministra Moratti contro cui ci schierammo con fermezza e continuità.
Dal prof. Bertagna, con il quale non mancano certo aspetti di convergenza, come l’attenzione per la vocazione autenticamente democratica e ispirata alla Costituzione della scuola di base, ci dividono però alcune modalità di perseguirla, per esempio una visione dell’autonomia che tende ad accogliere positivamente le ipotesi di autonomia differenziata o, per tornare a vecchie questioni, una maggior propensione per la personalizzazione rispetto all’individualizzazione (per noi è l’opposto). E non abbiamo mai condiviso la formalizzazione del PECUP, Profilo Educativo, Culturale E Professionale, applicato anche ai primi anni di scolarizzazione.

Analogamente non ci risulta che si consideri uomo di sinistra Max Bruschi, il quale, tra l’essere “stato capo dipartimento al ministero dell’istruzione con il ministro Azzolina” e “per diversi anni dirigente tecnico incaricato in Lombardia”, come ricorda "Tuttoscuola", è stato consigliere della Ministra Gelmini. E quanto, da sinistra, dai grembiulini al ritorno al voti nella scuola di base, ci opponemmo al suo Governo e alle sue riforme ci pare superfluo rammentarlo.

Di Luciano Chiappetta, senza dubbio un valente “dirigente di lungo corso al ministero dell’istruzione, dove è stato anche capo dipartimento”, è sempre lo stesso "Tuttoscuola" a informarci che “dopo il pensionamento, ha svolto attività di consulenza per il sen. Mario Pittoni (responsabile del dipartimento Istruzione della Lega, nonché estensore principale del programma elettorale sulla scuola)”.
Del capo dipartimento Chiappetta, per esempio, non ci sentiamo di condividere il senso di affermazioni e prospettive come quelle con cui ha partecipato al convegno
"Uno, nessuno, centomila. Libri di testo e risorse digitali per la scuola italiana in Europa. Il convegno sulle risorse digitali per la scuola", nel quale ha fornito un esempio di visione tecnocratica e acritica della necessità ineluttabile della “innovazione” costituita dalla “digitalizzazione”. Con tanto di critica, divenuta ormai un cult, del superamento della didattica trasmissiva, sconfitta dalla “velocità dei mezzi di comunicazione moderni” e della “globalizzazione”, che richiedono una “moderna didattica interattiva circolare".

Di Marco Campione, infine, "Tuttoscuola" ci ricorda che "per diversi anni è stato al ministero dell’istruzione a fianco di responsabili politici del PD: nella segreteria tecnica del ministro Fedeli e capo segreteria del sottosegretario Faraone (poi passato a Italia Viva)”.
E qui crediamo che qualcuno possa pensare che le scelte di Valditara si siano spinte fino ai banchi dell’opposizione. Vedremo al riguardo che cosa ne dirà il PD qui chiamato in causa, ma ci permettiamo di annotare che anche la “Buona scuola”, di cui il sottosegretario Faraone fu interprete, al tempo sicuramente una proposta del PD, a noi, non è mai sembrata una riforma condivisibile e di sinistra. Anzi, l’abbiamo ripetuto qualche giorno fa, intervenendo a proposito del “merito” e formulando una ipotesi di convergenza che è stata testé confermata:

... se il Governo intende esplicitamente e coerentemente finalizzare l’intera scuola italiana, a partire dalla scuola dell’infanzia e magari dai nidi, all’incremento, alla selezione e allo sviluppo del “capitale umano”, allora i provvedimenti da prendere, in coerenza con la categoria del merito desunta in questo caso dal mercato del lavoro e dalle sue aspettative, sono molti e impegnativi. Va detto che in questa trasformazione, è probabile che il nuovo governo potrà contare sull’appoggio di altre forze politiche perché, per esempio, la sedicente “Buona Scuola”  dell’allora Governo Renzi intendeva andare in quella direzione e infatti trovò ferma opposizione nella scuola e nel paese. Noi in prima istanza eravamo  e saremo fermamente contrari.  Per noi la scuola pubblica è e deve restare finalizzata allo sviluppo umano, all’emancipazione individuale e sociale, certamente quella dell’obbligo ma anche quella successiva. E sono due cose assai diverse."

Si, sono proprio cose diverse come diverse sono le idee di scuola della destra e della sinistra e mi pare che tutte le azioni fin qui condotte dal Ministero lo confermino. Anche queste nomine.
Intendiamoci, non c’è ovviamente nulla di illegittimo nell’essere uomini e donne di destra, così come, auspichiamo, non ci sia ancora nulla di male a essere donne e uomini di sinistra. Semplicemente sono due cose diverse, con buona pace di chi si è convinto, da un po’ di tempo, che siano categorie superate, anche se leggendo la lettera del Ministro Valditara agli studenti sul Muro di Berlino e il comunismo crediamo possa aver avuto validi motivi di ricredersi.


Ebbene, il Ministro Valditara, com’è suo diritto e forse persino dovere, ha scelto consiglieri a lui congeniali, che promuoveranno una politica che è probabile che alla gente di sinistra non piacerà per nulla. In attesa magari di ricrederci, basta non alzare polveroni e vedere convergenze dove non vi sono.
Forse le nomine del Ministro Valditara potranno essere in continuità con la politica scolastica degli ultimi vent’anni, che è stata, questa sì, in buona misura bipartisan: infatti non ne abbiamo condiviso quasi nulla e non ne abbiamo mai fatto imistero:

Alcune componenti del bilancio storico della politica scolastica sembrano peggiorare, se ci concentriamo solo sugli ultimi dieci o vent’anni anni: prima, nel secolo scorso, gli aspetti negativi del sistema scolastico coincidevano soprattutto con ciò che auspicavamo, ma non veniva realizzato. Mentre nei primi vent’anni di questo secolo spesso non abbiamo condiviso molte delle scelte fatte, perché deleterie.  (Mario Ambel, Le tracce di un percorso)

Insomma, se vogliamo metterla in politichese stretto, come suggerisce "Tuttoscuola",  ci sembra che le nomine del Ministro Valditara delineino una convergenza e forse un terreno d’intesa e una futura alleanza fra le forze politiche che hanno vinto le elezioni e alcuni consiglieri di ministeri e governi (Gelmini e Renzi) oggi riuniti nel terzo polo.
Quindi suggeriremmo a "Tuttoscuola" di cambiare il loro titolo con il nostro: I consiglieri bipartisan di destra-centro.

l'autore

Mario Ambel Per anni docente di italiano nella "scuola media"; esperto di educazione linguistica e progettazione curricolare, Direttore di "insegnare".