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17/12/2018

In ricordo di Paola

di Agata Gueli

Sei bella.
E non per quel filo di trucco.
Sei bella per quanta vita ti è passata addosso,
per i sogni che hai dentro
e che non conosco.
Bella per tutte le volte che toccava a te,
ma avanti il prossimo.
Per le parole spese invano
e per quelle cercate lontano.
Per ogni lacrima scesa
e per quelle nascoste di notte
al chiaro di luna complice.
Per il sorriso che provi,
le attenzioni che non trovi,
per le emozioni che senti
e la speranza che inventi.
Sei bella semplicemente,
come un fiore raccolto in fretta,
come un dono inaspettato,
come uno sguardo rubato
o un abbraccio sentito.
Sei bella
e non importa che il mondo sappia,
sei bella davvero,
ma solo per chi ti sa guardare.

Alda Merini

È stata l’ultima poesia che ho inviato a Paola proprio quel 24 novembre, il giorno in cui è  improvvisamente sparita dal nostro orizzonte.  È riuscita a leggerla, prima di sparire. Mi sembrava una poesia delicatissima, gentile, nella quale il tema della bellezza la riguardava pienamente, per tutte le dimensioni nelle quali la viveva e la offriva agli altri col suo essere così, una persona forte, generosa, intelligente, rigorosa, allegra, equilibrata, tenace, accogliente, emozionante. Una persona capace di emozionare per questo eccezionale mix di doti.

Paola Caterina Mattioda era capace di metterle in campo tutte, quando nelle scuole in cui ha insegnato – l’IPS “J. B. Beccari” e l’ I.I.S. “Avogadro” di Torino,  le ultime – la costante responsabilità che sentiva verso i suoi studenti la portava a trascorrere ore ed ore a preparare i diversi momenti delle lezioni, a costruire attività sulle quali non poche volte ci confrontavamo, a studiare. Ore ed ore, spesso notturne. La dimensione etica del mestiere del maestro le apparteneva totalmente, accompagnata dalla consapevolezza che in un tempo così complesso come il nostro si dovesse anche mettere in conto la possibilità di non centrare l’obiettivo. E questo sì che la tormentava non poco.

Ma è alla scuola tutta che Paola ha sempre guardato con impegno etico, mettendo a disposizione dell’universo scolastico le sue competenze professionali ed umane, un binomio che in lei non ha mai avuto fratture.  I ruoli ricoperti sono stati tanti: formatrice, tutor, esperta, autrice, valutatrice. Parole dietro ognuna delle quali c’è stata fatica, passione, rigoroso impegno. La conobbi in uno di questi ruoli più di 10 anni fa, quando teneva un laboratorio di scrittura durante i lavori seminariali previsti dal Piano Nazionale di formazione dei docenti Poseidon. Subito riconobbi in lei un notevole spessore culturale traghettato con  la leggerezza  di chi non teme di svelare la propria umanità ad una sconosciuta, in fondo, quale ero io. E questo ci unì da allora.

Seguirono tanti altri incarichi che poi ci videro operare insieme, sia con INDIRE, per la formazione  dei docenti nell’ambito del Progetto nazionale Educazione linguistica e letteraria in un’ottica plurilingue, sia con INVALSI. Le sue particolari competenze sulla didattica della scrittura la portarono infatti a collaborare con INVALSI come correttrice esperta delle Prove di Italiano conclusive degli Esami di Stato della secondaria di 2° grado del 2007-2009 insieme ad altri 47 correttori esperti. E ancora a partecipare alla fase sperimentale della valutazione di sistema delle scuole all’interno del Progetto INVALSI Vales nel 2014. Fu, questa, un’esperienza particolarmente arricchente per Paola, come per me, perché fu l’occasione per poter riflettere su quale idea di scuola dobbiamo avere oggi, su cosa sia oggi la realtà fattuale della scuola, delle scuole. In quelle a lei assegnate è entrata in punta di piedi per svolgere l’attività valutativa, ponendosi nel confronto con tutti i protagonisti, dal Dirigente Scolastico al collaboratore scolastico, in atteggiamento di ascolto serissimo e tutto proteso a potere dare una mano per migliorare qualcosa.

Il suo servizio alla scuola lo ha svolto anche come autrice, avendo collaborato alla stesura di una grammatica per il biennio del superiore e ad una per la scuola secondaria di 1° grado. Chi ha lavorato con lei ne ha scritto questo ricordo.

Ma da qualche tempo, da un paio di anni almeno, da tutto questo mondo altro rispetto al suo ruolo di insegnante Paola si era allontanata. Era urgente per lei darsi di più ai suoi affetti familiari, non sottrarre più loro troppo tempo. Ma sorgeva in lei anche qualche interrogativo di troppo sul senso da poter assegnare ancora ad altri incarichi. Le nostre discussioni erano frequenti su questi temi, e mi vedevano svolgere il compito di chi cercava di indicare che un senso si doveva riconoscere sempre e comunque, quand’anche piccolo ne fosse stato il risultato prodotto. Di più, di questi tempi, non si poteva e non si può fare.

Così la convinsi un anno fa a ritornare ad impegnarsi come valutatrice di sistema delle scuole, come componente dei NEV (Nuclei esterni dei valutazione). Avremmo potuto insieme continuare ad analizzare tante questioni che riguardano la scuola concreta, reale. Dovevamo cominciare insieme, adesso. Dovevamo.

l'autore

Agata Gueli Docente di materie letterarie, formatrice nel campo dell'educazione linguistica, docente esperto in progetti Indire e Invalsi.