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una recensioneoltre la lavagna

26/01/2021

Samuele Ferrarese, a cura di, "Didattica della Musica"

di Giulio Pirrotta

Due psicologi della musica, una pedagogista della musica, una musicologa, un matematico-musicologo e una matematica-musicista, alcuni dei quali anche musicisti e operatori musicali attivi, insieme a una musicista-didatta, sono gli autori di questo testo, che ha come sottotitolo “Fare e insegnare musica nella scuola di oggi”. È un piccolo manipolo rappresentativo di quegli odierni esperti della musica, dalla qualificazione e preparazione scientifica e tecnica piuttosto articolata, che sono abbastanza diversi dalle figure, soprattutto musicologi (più spesso storici della musica) e musicisti, nelle quali fino alla seconda metà del secolo scorso, circa cinquant’anni fa, venivano identificati gli esperti di musica.
È all’interno dello stesso volume, in un passaggio tra gli altri (Lamanna pag. 303), che, sottolineando

...il problema cruciale del passaggio dal sapere e saper fare esperto del musicista al sapere e saper fare scolastico del «maestro»...

viene tracciata una linea che può chiarire il progetto del testo. E l’idea viene rafforzata con l’affermazione successiva.

Nella storia dei curricoli formativi musicali italiani è venuta a mancare, solo da poco vi si sta ponendo mano, quell’integrazione necessaria ed intenzionale tra la linea pedagogico-didattica dell’apprendistato artigianale – basata sull’esercizio tecnico, il procedimento induttivo, la conoscenza implicita – e quella formale, intellettuale, fondata sul possesso di un sistema di regole, procedure e conoscenze, razionale oggettivo ed esplicito tipico della istruzione professionale superiore di livello universitario, ancorché compresa nel sistema accademico.

Il testo, interpretando questa prospettiva di integrazione culturale e professionale, ci propone un percorso tra le tematiche principali che chiariscono la valenza dell'insegnamento della musica nella scuola d’oggi e - probabilmente, nelle intenzioni del curatore e degli autori - del futuro prossimo. Si procede dalle evidenze scientifiche dei risultati dell’apprendimento della musica nel funzionamento cerebrale, nella fisiologia percettiva e per la memoria, al potenziamento delle abilità motorie, all’efficacia nella espressione emozionale, nello sviluppo delle relazioni sociali e nell’ambito delle disabilità, per accennare solo qualche anticipazione alla lettura.

Undici capitoli/articoli, dei quali: due ciascuno per Desiré Carioti, Luisa Curinga, Antonella Coppi e Mariantonietta Lamanna, ed uno ciascuno per Samuele Ferrarese, curatore della raccolta, Roberto Iovino e Caterina Picasso, per un totale di 360 pagine, oltre gli indici. Al capitolo firmato da Iovino si aggiungono due appendici curate da Nicole Olivieri. A conclusione del testo un’appendice a corredo del volume su riferimenti teorici, storici ed anche alcuni suggerimenti d’ascolto.

L’itinerario indicato evidenzia e dimostra efficacemente la natura linguistica della musica e i suoi fondamenti fisici e percettivi. Illustra, con un’ampia gamma di citazioni, esempi argomentati e commentati e riferimenti alla letteratura specifica, le implicazioni pedagogiche e didattiche, sia per le ricadute cognitive sia per le ricadute comunicative, e le motivazioni di scelte metodologiche e didattiche nell'insegnamento della musica. Nei vari articoli si passano in rassegna utilmente, secondo il tema assunto, acquisizioni teoriche e metodi pedagogico-didattici storici (Jaques-Dalcroze, Kodály, Orff, Willems, Ward, Montessori, Agazzi, Bassi) e anche di più recente elaborazione (Gordon, Murray Schafer, Stefani, tra gli altri), facendo riferimento anche ai differenti segmenti scolastici ai quali si adattano più efficacemente.

Particolare attenzione viene posta alle connessioni e alle opportunità fornite dalla disponibilità di tecnologie per lo studio, per l’analisi, per la didattica del suono e della musica e alle metodologie attuali ad esse connesse.
Non manca un passaggio di attenzione particolare alla Storia della musica (Curinga, pag.88), nel quale si  evidenzia e si dimostra come

l’evoluzione della pedagogia e della didattica della musica abbia un legame stretto con il parallelo svilupparsi dell’arte musicale

rilevando allo stesso tempo come tale legame

non sembra destare tra gli educatori una sufficiente attenzione

e lamentando

la pressoché totale assenza dell’insegnamento della storia della musica nelle scuole italiane di ogni ordine e grado.

A tal proposito, se le argomentazioni dell’autrice chiariscono la fondatezza del suo assunto - che condividiamo - tuttavia non possiamo non ricordare che un approccio storicistico veicolato attraverso una metodologia educativo-didattica “statica” (come spiega Carlo Delfrati ne Il maestro ben temperato, Milano 2009) sostenuta dal sistema accademico istituzionale dei Conservatori, da una parte, e dell’Università, dall’altra, prima e durante le evoluzioni intervenute negli anni tra il 1974 e il 1999, ha vincolato piuttosto rigidamente la didattica della musica nella scuola.

Le linee interpretative proposte dall’articolo testimoniano come anche per la storia della musica l’approccio metodologico-didattico sia cambiato e permetta oggi di rivendicare opportunamente che

...il dialogo fertile tra le due dimensioni, storica e pedagogica, infatti, può indirizzare le scelte educative in modo da creare dei percorsi formativi articolati e flessibili, in linea con le esigenze dell’attività quotidiana in sezione, ma senza mai smarrire quell’orizzonte storico in grado di sostanziare di significato ogni scelta.

Nel volume sono ampiamente trattate anche le questioni e le opportunità offerte dallo studio della musica in relazione ai bisogni educativi particolari, ivi compresa la Dislessia, ai quali il sistema educativo e scolastico si trova a dover far fronte con specifica attenzione, soprattutto in ragione di recenti evidenze e di una crescente sensibilità, e per le quali l’apprendimento e la pratica della musica dimostrano di ottenere sempre più significativi risultati.

Il testo, come già evidenziato, si propone di essere un supporto per il primo approccio alla didattica della musica, ma, allo stesso tempo, uno strumento di approfondimento “epistemologico”. E ci riesce.
Offre infatti insieme, da una parte, la valenza scientifica di una esposizione fondata su analisi e riferimenti puntuali alla letteratura prodotta dalla ricerca nei vari ambiti di competenza disciplinare per la musica; dall’altra, l’utilità tecnico-pratica (manualistica) del rendere disponibili in maniera lineare soluzioni alle questioni pedagogico-didattiche: quelle questioni che un docente si trova a dover affrontare nel quotidiano della propria attività di elaborazione e messa in atto di strategie per la formazione degli alunni attraverso e con la musica.

A nostro modo di vedere, questa pubblicazione può essere considerata un’utile traccia dei progressi che il cammino dell’impegno speculativo e di ricerca in ambito musicale, sviluppatosi negli scorsi decenni nel nostro paese, insieme al lungo processo di riforme del sistema formativo nazionale dell’istruzione musicale, ha compiuto. Un cammino che ha visto con passo lento e altalenante, ma tutto sommato costante l’inserimento dell’insegnamento ordinario della musica e della pratica musicale nelle scuole del primo ciclo, e l’integrazione - ancora in progress - della ricerca musicale e degli studi musicali professionali (vedasi Istituti Superiori di Studi Musicali, ex Conservatori) nell'ambito della formazione universitaria. Entrambi passaggi che, insieme, hanno elevato il grado di riconoscimento, a livello accademico e tra la cittadinanza, dell’insegnamento e dello studio della musica.

Nel volume - come indicato nel breve abstract di copertina - gli autori si propongono di facilitare la risposta a quesiti quali:

Qual è il ruolo della Musica nella Scuola? Quale il valore della pratica musicale all’interno di percorsi di sviluppo? Come orientarsi nella progettazione di attività e situazioni di apprendimento/insegnamento musicale?

Il testo viene strutturato anche come indicazione per un percorso “formativo” per il docente, come evidenzia lo stesso curatore:

“Una volta fatto ordine, sicuramente in maniera non del tutto esaustiva, all’interno delle diverse sfaccettature che esprime il concetto di musica nella Scuola, è facile capire come solo un paradigma che integri le diverse «anime» del discorso musicale possa delineare percorsi didattici efficaci e completi che consegnino allo studente (di tutte le età) una modalità interpretativa e operativa del mondo musicale. Il primo passo, come si può ben immaginare, è il lavoro personale del formatore, del docente, che per primo deve avvicinarsi e addentrarsi nei meandri del ricco panorama musicale per conoscerlo, riconoscerlo e saperlo manipolare con sicurezza e familiarità: un percorso impegnativo e complesso che, però, assicura la bellezza della scoperta di un nuovo modo di intendere il contesto sonoro. Prendiamo come riferimento i paradigmi riguardanti il rapporto tra testo/contesto, oggettività/soggettività e sistemi in relazione per provare a descrivere come la musica (prodotta e ascoltata) può avere un ruolo fondamentale nella definizione dei rapporti tra l’individuo e l’ambiente, tra gli individui e tra gli ambienti (anche di apprendimento)” (Ferrarese a pag. 10).

Un percorso a più entrate rivolto a:

“musicisti e non-musicisti, … esperti di didattica” ed anche “… a chi da poco tempo si è avvicinato alle dinamiche dell’insegnamento.”

In questa prospettiva vengono inseriti per ciascun capitolo/articolo: all'inizio, un breve indice dei paragrafi; a conclusione, una articolata bibliografia e la sintesi schematica Comprendere e ricordare, con i temi e i concetti principali proposti.

Inoltre, offrono un supporto teorico-pratico per attività operative di didattica della musica: le due appendici al capitolo 3 (Il linguaggio della musica: conoscere, riconoscere e manipolare le variabili del suono di Roberto Iovino) a cura di Nicole Olivieri (Altezza e intensità del suono; Gli strumenti musicali) con proposte di attività didattiche per la scuola dell’infanzia e primaria; e, infine, a conclusione del testo, l’Appendice Elementi di teoria musicale. I codici musicali: aspetti teorici, riferimenti storici e indicazione di ascolti.

 

Samuele Ferrarese, a cura di,
Didattica della Musica.
Fare e insegnare musica nella scuola di oggi


Collana I saperi dell’educazione diretta da Giorgio Chiosso,
Mondadori Università, Firenze, 2020,
pagg.
 X-358, € 29,00

l'autore

Giulio Pirrotta Operatore musicale e docente nella scuola sec. di I gr. statale, è stato presidente della sezione di Palermo della SIEM (Società Italiana per l'Educazione Musicale).