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10/05/2016

L'inclusione: tra scuole, reti e territorio

di Rosanna Angelelli

Risvegli n.2 

“Scuole aperte al territorio” è il titolo di un incontro organizzato a Roma il 20 aprile 2016 dalla rete di volontariato Scuolemigranti (SM) e da alcune scuole della Capitale e del Lazio. Il loro intento: riflettere “attorno alle varie forme di collaborazione tra il 'sistema scuola' e le energie educative dei volontari e delle associazioni radicate nelle comunità locali.” Moltissimi i partecipanti, in una complicata miscela intergenerazionale, tra insegnanti in servizio, insegnanti volontari in pensione, volontari del III settore, dirigenti scolastici, studenti di Ditals e Cils, giovani studenti.  Con un tratto in comune: il grande interesse per l’argomento...

Questi i punti base per gli interventi e la discussione successiva evidenziati con chiarezza dalla relazione di apertura di Paola Piva [1].

  • Il bisogno di coordinamento tra l’istituzione scolastica e le varie agenzie del III settore su un cammino comune, che dia un senso generale alle molteplici iniziative e attività, svolte finora da SM. Essa opera nella e per la scuola da 7 anni, a partire dalle esperienze di Educazione per gli adulti (EDA), per arrivare  a contare ben 100 associazioni in rete e ad  accogliere ormai,  tra i destinatari degli attuali progetti di inclusione e di sostegno, i migranti di II generazione.
  •  A fronte di una domanda a SM di interventi sempre più consistenti e strutturati da parte delle scuole (grazie anche all’offerta gratuita di esperti  e di progetti in situazione di vicinanza territoriale e in prossimità di rete), diventano sempre più necessarie quelle risorse finanziarie che garantiscano a SM la formazione e l’aggiornamento degli esperti volontari, finora affidata ad agenzie formative del territorio e ad associazioni professionali a titolo gratuito (come, per esempio, è stato fatto dal Cidi Roma, da due anni impegnato a svolgere gratis corsi di formazione in italiano lingua di studio).
  • Necessità di intese di sistema  e di partenariato sulla base delle esigenze delle scuole, a loro volta  non sempre facilmente soddisfacibili, data la specificità del loro profilo e del contesto territoriale di appartenenza.

Dagli interventi (di cui dettagliamo solo alcune voci) sono emerse osservazioni e proposte di sostegno e di supporto a questo ampio spettro di esigenze, tenendo in conto alcune annose problematiche in cui versano l’istituzione scolastica e la società italiana. Come implicitamente è trasparso in tutti gli interventi,    la positiva inclusione dell’immigrato a scuola si collega con la risoluzione del fenomeno più generale, addirittura nazionale,   della dispersione e dell’abbandono scolastico. Una scolarizzazione serena ed efficace è possibile se si riesce  a intraprendere   misure di accompagnamento e di inserimento idonee nei confronti delle famiglie immigrate e  se c’è una reciproca accoglienza nel territorio da parte di  famiglie italiane dotate a loro volta di istruzione e di un relativo “benessere” sociale, tanto più che la presenza dei migranti è segnalata principalmente nelle periferie di Roma e nelle province del Lazio. L’istituzione scolastica deve poter dialogare fattivamente con quella centrale (MIUR, Uffici scolastici regionali e comunali) e con gli Enti Locali, e non solo in condizioni di emergenza. La risoluzione del disagio linguistico e un incentivo al polilinguismo devono essere supportati da una riflessione teorica e da percorsi pedagogici e didattici “alti”, cioè sviluppati e verificati in stretta collaborazione tra l’università e gli Enti di ricerca da una parte, e l’intera filiera della scuola secondaria dall’altra.

Nello specifico, Patrizia Sentinelli ha proposto di costruire e/o potenziare una filiera permanente di servizi, a garanzia della piena cittadinanza per tutti gli immigrati, stranieri e nativi, e un progetto educativo su tre direttrici: lingua italiana e alunni non italofoni; vita scolastica e famiglie migranti; pratiche di intercultura e socialità per tutti, bambini, ragazzi, adulti.
Alcune scuole, come la Pisacane e la Di Donato, veri e propri centri di eccellenza, hanno dimostrato la fattibilità del progetto; settanta scuole disseminate a Roma e nel Lazio collaborano con le associazioni in rete, comportandosi come  “un motorino di avviamento a sostegno di un lavoro didattico che spetta alle scuole” perché comunque le Associazioni “ non hanno inteso né intendono il loro ruolo come una supplenza alle carenze della scuola”.
A riferire nella mattinata i progetti eseguiti e quelli programmati sono Loredana Teodoro, preside IC via Volsinio (RM), Elisa Maria Aquilani, preside IC Scriattoli, Vetralla (VT), Teresa Assalante, preside IC P. Mattei, Formia (LT). Due focus sono stati tenuti dall’associazione Casa dei Diritti Sociali (su esperienze tra L2, italstudio, e intercultura per l’inclusione) e da Claudio Tosi (su il centro giovani Fenix19 al Pigneto di Roma).
 Le  attività vanno dall’insegnamento della lingua in orario scolastico ai doposcuola, dall’italiano per i nuovi arrivati all’italiano per studiare, con interessanti esperienze di collaborazione tra docenti e volontari che servono anche a tutta la classe. Sentinelli ha prospettato l’opportunità di corsi estivi in italiano di base per i neo arrivati (figli e genitori), di attività laboratoriali di gruppo in letto-scrittura, in disegno, in arte, ecc., estese anche agli adulti. Sono i genitori, e soprattutto le mamme, a dover entrare in dialogo con le scuole, cui le associazioni possono dare un supporto prezioso per “ tradurre in più lingue procedure e avvisi scolastici, disporre di mediatori in madrelingua nell’accoglienza, nella valutazione delle competenze dei ragazzi e nella formulazione del PEI, nell’orientamento scolastico dopo la terza media”.

Manuela Bartoloni e Francesca Di Patrizio (ISTAT) hanno illustrato una interessante indagine sulle seconde generazioni de “Gli alunni stranieri nelle scuole del Lazio”, da cui è emerso che: nel Lazio ci sono meno ripetenti in generale, sia tra gli italiani sia tra gli stranieri, soprattutto se nati all'estero (-7% rispetto al dato nazionale del 27,7%); gli alunni stranieri sono più socievoli con i propri compagni di scuola, in particolare se nati all’estero; il 20,6% non frequenta i compagni al di fuori della scuola contro il 24,2% registrato a livello nazionale; è più elevata la quota di alunni stranieri che si sentono italiani  (44,1%) rispetto al valore di livello nazionale (37,8%); gli stranieri che si vogliono iscrivere al liceo sono di più di quanti vorrebbero frequentare un istituto professionale (rispettivamente il 47,5% contro il 33,2%).

Della necessità di raccogliere le esperienze tra SM e le scuole,  per dare loro maggiore sistematicità attraverso un neo “Osservatorio partecipato” del Lazio - sul modello di quello nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri  e per l’intercultura, costituito dal Miur nel 2014-, hanno parlato dapprima Patrizia Sentinelli, e poi Vinicio Ongini (MIUR) e Massimiliano Fiorucci (CREIFOS Università RomaTre). L’esigenza è sorta all’interno del Comitato Scientifico di rete e l’ Osservatorio agirà in collaborazione con insegnanti delle associazioni e dei CPIA, co responsabili delle associazioni,  ricercatori, studenti universitari e migranti frequentanti i corsi. L’adozione di metodologie di indagine qualitativa e partecipativa favorirà l’emergere del punto di vista di operatori, formatori ed esperti.

Un gruppo di ricercatori ISTAT monitorerà l’andamento delle attività sulla base di una documentazione interamente informatizzata. L’indagine qualitativa si avvarrà: dell’analisi della letteratura e della documentazione disponibile dalla rete; delle interviste semi-strutturate; di gruppi focus con testimoni privilegiati.
Le attività prese in considerazione dall’Osservatorio riguarderanno: i laboratori interculturali svolti con tutta la classe; i laboratori di italiano L2 per alunni non italofoni; la mediazione linguistica e culturale per migliorare e incrementare il rapporto genitori-scuola; i laboratori per familiari adulti; il dopo scuola anche con L2 per alunni stranieri (aperto agli italiani); il centro giovani anche con L2 per ragazzi stranieri (aperto agli italiani); le attività con comunità per minori stranieri non accompagnati. 
 

Note

1. Paola Piva è Presidente di Scuolemigranti; alcune relazioni del convegno e le slide dell’indagine ISTAT sono reperibili in rete all’indirizzo www.scuolemigranti.org.

Materiali e documentazione del seminario sono reperibili sul sito di Scuolemigranti. Dallo stesso sito è tratta l'immagine a lato del titolo.

l'autore

Rosanna Angelelli Di formazione classica, già insegnante di materie letterarie nei licei, è da anni redattrice di "insegnare".