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27/10/2015

Bisognerebbe chiedersi se ci hanno pensato.

di Luigi Tremoloso

Bisognerebbe chiedersi se ci hanno pensato.
Bisognerebbe chiederlo a chi li organizza.
Se  hanno pensato cosa significano per la scuola questi 500 Euro dati ad ogni docente per la formazione. Cosa significa per la Scuola del nostro Paese.
Se pensano che sia un bene la fiera dei corsi di formazione che stanno spuntando da tutte le parti.

Bisognerebbe chiedere, e se la risposta è “sì”, quali sono i motivi.

Che provino ad elencare le ragioni per cui pensano che faccia bene alla scuola che ciascun insegnante possa dimostrare di aver fatto formazione unicamente presentando degli scontrini.
Se faccia bene alla scuola che ciascun docente  si consideri e venga considerato un lavoratore in proprio. Uno che sceglie la propria formazione “à la carte”.
Se pensano che l'acquisto di un tablet nuovo -magari per il figlio-  possa   contribuire al suo aggiornamento e alla sua crescita culturale.

Se sono convinti che questo  “investimento”  produrrà, come cambiamento, maggiore condivisione e scambio professionale sul curricolo, sulla metodologia, sulla valutazione...
E se, dopo, allievi e famiglie troveranno una scuola più efficace.

Se ritengono che questo fosse il modo migliore per riconoscere la professionalità docente e per attivare processi di aggiornamento.
Per verificare, infine, che non diano la risposta più ipocrita possibile, ovvero di farlo per limitare i danni. 

Bisognerebbe che avessero il coraggio di rispondere.

Se invece la risposta è “no”,  allora bisognerebbe capire come mai tutti tacciono e non c'è niente, nessuna voce, che difenda la Scuola da questa irrisione  e rammenti agli insegnanti che la loro dignità professionale vale molto, molto di più, della mancia che il demagogo di turno fa arrivare dall'alto come se fosse una sua concessione.  

l'autore

Luigi Tremoloso Insegnante di matematica e scienze nella scuola secondaria di I°; membro della segreteria del Cidi Torino