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09/02/2016

Assunzioni o stabilizzazioni? Il caso dei neoimmessi in ruolo

di Caterina Gammaldi

Il piano di stabilizzazioni, quelle che governo e media si ostinano a chiamare "assunzioni", previsto dalla  legge 107/2015 ci consente di fare una prima  riflessione sugli insegnanti di nuova generazione neo immessi in ruolo. [1]

A voler considerare l'età anagrafica, il numero di anni di permanenza nelle GAE, il numero di concorsi superati, i corsi di specializzazione, master, percorsi formativi abilitanti frequentati, siamo di fronte a una generazione che oscilla fra i 40 e i 50 anni, con esperienza lavorativa maturata nella scuola o altrove in condizione di estrema precarietà. E oggi "garantiti" dall’immissione in ruolo, con contratti “a tutela crescente”. 
Se concentriamo  l’attenzione sulla fase C, ovvero sull’organico a disposizione delle scuole per il potenziamento, abbiamo chiara la situazione: si tratta di nuove forme di precarietà, spesso senza alcun atto formale scritto - peraltro previsto - che li impegni effettivamente nell'istituzione scolastica a cui sono stati assegnati, spesso utilizzati in attività  di "supporto" a una o più classi  o  impiegati in  "supplenze". [2]
Eppure era previsto che le scuole, all'atto della richiesta, formulassero una ipotesi progettuale sulla base delle problematiche effettivamente individuate in relazione al contesto. Sono molti i dirigenti a lamentare l'arrivo di docenti che non corrispondono alle richieste a suo tempo formulate, in molti casi in numero inferiore al fabbisogno previsto e alle esigenze prospettate.
Si potrebbe obiettare che, una volta arrivati, sarebbe comunque stato necessario  formulare un progetto di utilizzo delle competenze. Non sempre è così; quando si verifica, esso è sottoscritto tardivamente e non sempre tenendo conto delle competenze culturali e professionali  del docente  neo arrivato. [3]

A questa generazione di insegnanti si chiede ora di redigere il proprio bilancio di competenze       (l'operazione è stata spostata da novembre a gennaio poi a …  non si sa quando),  in avvio del periodo di formazione previsto dalle legge che, come al solito, interverrà ad anno scolastico avviato. Più o meno contestualmente  sono previste le attività peer to peeer che il neo assunto svolge in collaborazione con il proprio tutor, attività di cui dovrà fornire documentazione da osservatore e da osservato,  in attesa della fatidica relazione finale e del parere favorevole del DS. 

È evidente:  siamo di fronte a un pasticcio.  Le "assunzioni", ovvero le stabilizzazioni,  hanno l'unico pregio di garantire, in presenza di una elevata disoccupazione intellettuale,   un lavoro finché non prenderà avvio la girandola prevista dagli ambiti territoriali che andranno a sconvolgere quel minimo di tranquillità raggiunta in questa fase.
Tranquillità che nella nuova condizione lavorativa fa i conti con l'ansia legittima di chi si misura con le difficoltà dei bambini, dei ragazzi, degli adolescenti, in assenza del necessario rapporto fra progettazione curricolare e valutazione degli apprendimenti, di spazi e tempi riconosciuti di riflessione e di collaborazione con gli insegnanti di classe, in presenza di un uso disinvolto della valutazione numerica, divenuto l'elemento che addormenta l'agire professionale schiacciandolo sul rapporto lezione – interrogazione – voto.

Non è così dappertutto! Certo! Ma… in realtà sappiamo  che, nel profondo Nord e nel profondo Sud, si cercano, in questa fase dell'anno,  supplenti: registrare, a tutte le latitudini, le preoccupazioni di chi, abilitato, non vede una prospettiva di futuro (si legga quel  che circola sulla mobilità  per i garantiti e sul nuovo concorso a cattedra per chi non è ancora stato stabilizzato); sentire i racconti di supplenti che partono alle 4 del mattino dalla costa ionica calabrese  per raggiungere Lecce come supplenti, oppure di quelli che le scuole lombarde e  piemontesi ricercano in questa fase dell’anno, non aiuta a valutare positivamente quel che, a seguito della legge 107/ 2015, si è messo in moto.

Se non sbaglio si era detto a più riprese che finalmente sarebbero diminuite le supplenze, anzi che non ce ne sarebbero state più. Mah! 
Come insegnante di vecchia generazione, ormai in pensione, vorrei poter sollecitare le scuole, gli insegnanti in servizio, i dirigenti scolastici a compiere una riflessione seria su quel che realmente è accaduto o si prospetta, dimenticando per un momento gli atti imposti dalla legge (la pubblicazione del PTOF e del PdM), l’elezione  dei Comitati di valutazione degli insegnanti per assegnare “i premi al merito” (che in queste circostanze appaiono davvero come la beffa che tenta di coprire il danno), per provare a ricostruire il senso di una professione smarrita,  pur tanto importante per la crescita del nostro Paese.
 

Note

1. Il piano straordinario  ha previsto 4 fasi: le prime due, Zero e A, secondo le regole esistenti, ovvero fino alla copertura dei posti liberi in organico di diritto in ciascuna provincia; la fase B ha previsto la copertura dei posti disponibili non assegnati; la fase C l’assegnazione di posti sull’organico aggiuntivo secondo le ipotesi formulate dalle istituzioni scolastiche per il potenziamento.
2. Nella fase C sono stati assegnati a ciascuna istituzione scolastica da 3 a 10 insegnanti in rapporto alle scelte formulate nel Piano dell’offerta formativa (con riferimento al 2015/2016). Per i riferimenti normativi si veda art. 1 comma 7 e il comma 85.
3. La tabella qui allegata è parte integrante della legge 107/15. Non compare - perché non previsto - il potenziamento nella scuola dell’infanzia. Le 23.000 assunzioni in questo ambito sono differite all’istituzione  del sistema integrato 0-6, di cui appaiono tutte le difficoltà (pubblico – privato, anticipi, sezioni primavera, profili professionali nei nidi e nella scuola dell’infanzia, scuole comunali ecc.)  di cui sulla rivista si è ampiamente dibattuto.


Allegato

Da legge 13 luglio 2015, n. 107, "Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti",  GU Serie Generale n. 162 del 15-7-2015.
Entrata in vigore del provvedimento: 16/07/2015.

POSTI DI POTENZIAMENTO

                Regione                           Primaria     Secondaria
di I°
Secondaria
di II° (**)
     Totale          Sostegno    
Abruzzo  449   176 607 1.232 182
Basilicata 264 109 394 767 50
Calabria 664 268 967 1.899 193
Campania 1.815 810 2.689 5.314 691
Emilia-Romagna 1.307 487 1.581 3.375 433
Friuli-Venezia Giulia* 421 164 529 1.114 91
Lazio 1.653 647 2.112 4.412 788
Liguria 478 193 649 1.320 164
Lombardia 2.852 1.065 3.091 7.800 1.023
Marche 517 198 698 1.413 189
Molise 188 76 271 535 34
Piemonte 1.250 488 1.506 3.244 416
Puglia 1.236 513 1.820 3.569 468
Sardegna 530 215 769 1.514 162
Sicilia 1.595 668 2.131 4.394 649
Toscana 1.078 427 1.432 2.937 354
Umbria 363 139 460 962 94
Veneto 1.473 563 1.767 3.803 465
TOTALE 18.133 7.206 23.473 48.812 6.446

 
(*)  Inclusi i posti per la lingua slovena.      (**)  Inclusi gli insegnanti tecnico-pratici. 

 

l'autore

Caterina Gammaldi A lungo docente di scuola media; già componente del CNPI