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11/09/2015

Sulle "Fiabe Gay"!!

di Giuseppe Assandri

A proposito dei "libri proibiti per l’infanzia"

Quelle che seguono, sono alcune riflessioni scaturite dalla polemica estiva sulla lista dei 49 libri per bambini (definiti anche “fiabe gay”!) da bandire nei nidi e scuola dell’infanzia di Venezia, per ordine del sindaco Brugnaro (Forza Italia) che ha vestito i panni del crociato a difesa dei valori della famiglia tradizionale, contro l’avanzata delle teorie “gender” (?!) propugnate in modo mellifluo dalla sinistra. Le reazioni seguite all’iniziativa censoria e il dibattito che ne è nato meritano un momento di attenzione anche da parte di chi normalmente non si occupa di libri per bambini.

I fatti. Riassumiamoli, in breve. Insediato da pochi mesi, il primo cittadino veneziano invia a fine giugno una circolare annunciando di voler ritirare da tutte le scuole comunali i libri acquistati dalla giunta precedente (quella del sindaco Orsoni, naufragata tra le acque limacciose del Mose) per realizzare il progetto “Leggere contro gli stereotipi” (un migliaio di libri, 10 titoli per i nidi, 39 per le scuole dell’infanzia), sui temi della differenza sessuale e dei ruoli maschio/femmina nella società. Motivazione: “sono temi che non devono riguardare i bambini, materie da lasciare ai loro genitori”. L’iniziativa arriva in contemporanea con l’ennesimo Family Day di Roma e la dura opposizione al disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili. E scatena molte e forse impreviste reazioni, soprattutto da parte di biblioteche, associazioni, movimenti di base, lettori appassionati, editori e autori per l’infanzia  [1].
Nati per leggere, L’Associazione Italiana Biblioteche e Ibby Italia diffondono il documento “Liberi di leggere tutto, leggere per essere liberi" [2]. Tanti gli appelli a reagire, e le attività spontanee che promuovono letture animate nelle piazze e nelle spiagge, con flashmob in tante città. Biblioteche che espongono i libri “proibiti” con il cartello “Siate ribelli, leggeteli!” e iniziative come #49libri49giorni. Il sindaco, preso in contropiede, fa una parziale marcia indietro, riconosce che alcuni libri forse non meritano il rogo e che sarà fatta un’attenta cernita, caso per caso. Ma ce li immaginiamo i funzionari comunali con la matita rossa e blu a decidere quali libri eliminare e quali no? Una vicenda grottesca, che indigna e fa riflettere. Ma che può essere letta anche come una reazione positiva, per la libertà e contro l’omologazione.

Di che libri si tratta? La prima cosa da dire, scorrendo la famigerata lista, è che tra i 49 libri [3] ci sono molti piccoli capolavori della letteratura dell’infanzia, alcuni che possono essere considerati come “classici” imprescindibili per chi lavora sul campo e crede che l’incontro precoce con le storie (parole e figure) sia un irrinunciabile cibo per le giovani menti. È il caso degli albi di Leo Lionni, come “Piccolo blu e piccolo giallo” o “Guizzino” (scritti negli anni ’50) o di Eric Battut, Mario Ramos, Julia Donaldson, Michael Rosen. L’espressione “fiabe gay” è del tutto falsa e fuorviante, e rivela, oltre ai toni beceri, una stolida ignoranza di che cosa siano oggi i libri per bambini. Un’ignoranza che non è esclusiva ahimè dei sostenitori del sindaco di Venezia e delle sue crociate. L’idea che i libri per bambini servano ad ammaestrare è ottocentesca, e fa male che anche sulla grande stampa si continui a parlare di “fiabe” o di “libretti”.
La letteratura per l’infanzia, quella buona a partire da Astrid Lindgren e Roald Dahl, rappresenta un tesoro nel campo, che favorisce il pensiero critico e divergente, la creatività, l’autonomia, la possibilità di pensare mondi diversi e si interroga sulle questioni profonde della vita: l’amicizia, l’amore, l’inganno, la paura, la guerra, il coraggio, la morte [4]. E ciò vale anche per i libri e gli albi illustrati per i più piccoli[3].  Chi lo ignora, dimentica la carica sovversiva che possiedono anche libri come Pinocchio o Alice nel paese delle meraviglie (150 anni portati bene) sino ai libri e agli albi di oggi, formidabili compagni per crescere. In Italia, si sa, la letteratura per ragazzi è bistrattata e ignorata e i percorsi di formazione per diventare insegnanti non la prevedono in alcun modo. Manca del tutto la formazione, ma è un vecchio discorso, da non ripetere qui.
La maggior parte dei 49 libri (non tutti capolavori, certo!) affrontano, declinandolo in tanti modi, il tema della diversità. Raccontano ai piccoli e piccolissimi lo stare insieme, il significato di “comunità”, la solitudine, l’accoglienza e la ricerca dell’autonomia. Narrano con le parole e soprattutto con le immagini di famiglie che si allargano e cambiano, parlano di affetti, di incontri e di condivisione. Solo 4 o 5 di essi toccano, in modo più o meno implicito, la sfera dell’omosessualità. Si tratta di “Piccolo uovo”, di Francesca Pardi, illustrato da Altan, il libro preso più di mira dai censori: un uovo che sta per chiudersi, ma non si sa ancora come sarà la sua famiglia e gira il mondo per conoscere le varie possibili realtà. E di altri libri pubblicati dall’editore Lo Stampatello (specializzato sul tema dell’omogenitorialità, degli affetti e delle famiglie alternative). Come si vede, lo slogan “I libri gay entrano a scuola” appare del tutto infondato, quasi tragicomico.

La posta in gioco. Il fatto specifico si inserisce in un terreno tradizionalmente ben arato dal centro destra (è grottesco che si evochi la difesa della libertà). A marzo Forza Nuova aveva lanciato l’idea di una crociata anti-gender e contro “l’indottrinamento gay” (obiettivo simbolo il libro “Piccolo uovo” illustrato da Altan, edito da “Lo Stampatelo”). E qualcuno forse ricorda che Berlusconi nel 2000 aveva indetto una campagna contro i libri di scuola di “derivazioni marxiste”. L’intera vicenda ci invita come cittadini, a riflettere sul tema della libertà di leggere e più in generale sui tanti tipi di censura [5], andando al di là di quanto accaduto e delle reazioni (per fortuna vivaci e positive) che ha suscitato. Censure di ieri e di oggi che propugnano la diffusione di modelli conformistici e stereotipati, di modelli di famiglia rigidi ed obsoleti, di comportamenti sessuali basati sul possesso e il consumo. La questione, che meriterebbe di essere in altra sede approfondita, è quella che l’infanzia appare sempre più confinata, nella percezione sociale, dentro i confini concettuali di ‘problema’, senza assegnarle la capacità di protagonismo e cittadinanza. È proprio la visione dell’infanzia in gioco, ricordando, come diceva Loris Malaguzzi che i bambini hanno cento mani, cento lingue, cento pensieri e che il cento c’è con tutte le diversità e le differenze.

Qualche consiglio di lettura.  C’è chi ha proposto di intendere la lista dei “49 libri” come una sorta di lista della spesa. L’invito, per chi ha tempo e voglia, è comunque quello di cercare i libri in biblioteca o in libreria, sfogliandoli e lasciandosi suggestionare. Ne suggeriamo alcuni, tra quelli più interessanti. Di Leo Lionni, Piccolo blu e piccolo giallo, Babalibri 1999 (la storia di due amici che giocando insieme finiscono per mescolarsi l’uno con l’altro, diventando verdi) e Guzzino, Babalibri 2006 (con un piccolo pesce che insegna ai compagni che, contro il pesce tiranno, l’unione fa la forza); Michael Rosen-Helen Oxenbury, A caccia dell’orso, Mondadori 2013 (una famiglia parte a caccia dell’orso, attraverso gli ambienti più diversi, ma alla fine sarà l’orso a trovare loro); Richard Hamilton-Babette Cole, Se io fossi te, Il Castoro 2009 (papà e figlia giocano al se fossi, scoprendo tanti modio di essere diversi); Mario Ramos, Sono io il più bello, Babalibri 2006 (tutti si sottomettono al lupo, tronfio di sé, tranne un draghetto che afferma che il più bello è il suo papà): Peter Parnell-Justin Richardson, E con Tango siamo in tre, Junior 2010 (due pinguini fanno schiudere un uovo e formano una famiglia, da una storia vera allo zoo di New York); Gabrielle Vincent, Ernest ha l’influenza. Ernest e Celestine, Gallucci 2013 (la topina vuole aiutare l’amico malato e si prende cura di lui, un elogio dell’amicizia tra diversi); Julia Donnaldson.Axel Scheffler, Dov’è la mia mamma?, Emme Edizioni 2006 (la scimmietta cerca la sua mamma…se solo sapesse com’è fatta!). E per finire, il bersagliatissimo albo di Francesca Pardi, illustrato da Altan, Piccolo uovo, Lo Stampatello 2012, (un uovo alla scoperta della tante diverse famiglie possibili).

Note

1. Calcando un po’ la mano, l’associazione degli scrittori italiani per l’infanzia ha parlato di “prassi autoritaria che ha visto luce soltanto nei periodi più bui della storia delle dittature”.
2. Il documento, sintetico ma molto chiaro, è leggibile sul sito www.natiperleggere.it
3. La lista completa dei libri si può leggere su Il Corriere della sera  dell’8 luglio.
4. La bibliografia è molto ampia. Segnaliamo qui due libri da non perdere, per chi vuole approfondire: Aidan Chambers, Il lettore infinito, Equilibri, Modena 2015 e Maria Teresa Andruetto, Per una letteratura senza aggettivi, Equilibri Modena 2014.
5. Segnaliamo qui solo tre libri recenti, per saperne di più: Rita Valentino Merletti-Luigi Paladin, Libro fammi grande. Leggere nell’infanzia, Idest Firenze 2012; Marcella Terrusi, Albi illustrati. Leggere, guardare, narrare il mondo nei libri per l’infanzia, Carocci Roma 2012; sui libri 0-3, si veda il recentissimo libro di Rita Valentino Merletti-Luigi Paladin, Nati sotto il segno dei libri. Il bambino lettore nei primi mille giorni di vita, Idest Firenze 2015.
5. La rivista Il Pepeverde. Letture e letterature per ragazzi, nel numero 45 (luglio-settembre 2015) contiene il dossier “Speciale. Censure di ieri e di oggi” con articoli di Manuela Salvi, Paola Parlato, Ermanno Detti. Si veda anche il numero di settembre della rivista Andersen pubblica due riflessioni: una riflessione del bibliotecario Tito Vezio Viola (“Com’è triste Venezia”) e la testimonianza di Nicola Fuochi, libraio a Venezia.

Credits

L'immagine a lato di Altan è  tratta da  Francesca Pardi, illustrato da Altan, Piccolo uovo, Lo Stampatello 2012


Leggete le nostre esperienze di lettura su alcuni di questi libri su  il paniere:
Dov'è la mia mamma?;        Guizzino e altri diversi ...
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redazioneinsegnare2010@gmail.com    Oggetto: Uno dei 49 e altri libri


 

l'autore

Pino Assandri Insegnante e dirigente scolastico; studioso di letteratura ragazzi; scrive per le riviste il "Pepeverde" (letteratura ragazzi) e "Conflitti"; su "insegnare" cura la rubrica "Fiori di loto"