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21/06/2015

Scuola di cittadinanza

di Luigi Tremoloso

Leggo, oggi 21 giugno, primo giorno d’estate  come avvertono ghiaccioli colorati e sgocciolanti sulla pagina ricerca di Google, che cento intellettuali hanno firmato una lettera aperta al Consiglio europeo. Quasi un: “Ops, scusate”, da in fondo alla sala.

E tuttavia, ho pensato: era ora.
Si parla di “Grexit” da mesi  e domani i capi di stato si incontreranno per decidere  il destino della Grecia - ma non solo, forse quello stesso dell'Unione - e tutti ce ne stiamo zitti come quando arriva una ondata di gelo prevista dai bollettini meteorologici.
Non è un problema che ci riguarda: non siamo greci. 

Siamo colpiti, invece, dalle ondate migratorie; assistiamo increduli a questa grandinata annunciata anch'essa da tempo.  
Siccome in questo caso il problema ci riguarda, allora siamo  percorsi da fremiti.  Prima di tutto contro gli immigrati, come  fossero pezzenti maleducati (e ovviamente pericolosi) decisi a venire a prender il sole sulle spiagge di noi ricchi,  al più, poi, mugugniamo contro l'Europa che non ci protegge abbastanza.
Noi cittadini adulti europei - magari anche di sinistra - oscilliamo così, abulici tra l'indifferenza e il mugugno scrutando l'orizzonte, in attesa.

Noi adulti e magari anche insegnanti. 

Ma che esempio diamo ai nostri ragazzi? Che esempio di cittadinanza siamo per un quattordicenne, un quindicenne, un sedicenne, ecc.?
Stanno distruggendo il loro futuro, peggio, stanno preparando per loro un futuro da incubo con muri e miseria, e noi mugugniamo.
Come potranno prenderci sul serio a scuola, in casa, quando parleremo loro di volerli educare ad essere  cittadini consapevoli e responsabili, qui come in Francia, in Germania, e in qualsiasi altro paese d'Europa?
Con quale autorevolezza potremo parlare loro di Storia e di autoritarismo?   Non si sono forse  affermate tali concezioni dello Stato soffiando sul fuoco del mugugno di chi è stato attento  solo ai propri minimi interessi? 

Se fossimo educatori (genitori, insegnanti, adulti) seri saremmo in piazza - qui come a Berlino, Stoccolma, Londra, Parigi - a gridare: NO.
No ad un Europa con il portafogli al posto dell'anima.

Non per noi, ma per loro; da cittadini attivi perché vigili sul futuro delle nuove generazioni.

Parole chiave: diritti, idea di scuola

Scrive...

Luigi Tremoloso Insegnante di matematica e scienze nella scuola secondaria di I°; membro della segreteria del Cidi Torino

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