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11/07/2015

Mentre tutto cambia nulla è diverso

di Mariella Ficocelli Varracchio

Maturità 2015. Piccoli pensieri estivi.

E così anche quest’anno mi ritrovo a fare i conti con le riflessioni che mi raggiungono ad ogni fine anno scolastico:
Quanto ho contribuito al processo di crescita dei miei alunni che in questi giorni si trovano ad affrontare lEsame  di Stato in un rituale che sancisce il passaggio ad  una nuova fase della loro  vita?
… Sono diventati cittadini ,hanno raggiunto quelle competenze di cittadinanza che permetteranno loro di  procedere  verso il futuro con qualche attrezzo in più  nel loro bagaglio esistenziale?

Mi sono divertita a vederli agire  dinanzi alla commissione d’esame col mouse in mano e una gran voglia di esibirsi .
Ho sofferto con loro nel vederli bianchi in viso, smunti e spaventati prima di affrontare il colloquio orale, le loro notti insonni, il terrore di non riuscire a proferir parola.
Ed ecco risuonarmi  le parole dei tanti commissari d’esame incrociati, parole che da sempre si ripetono in questi miei numerosi anni di partecipazione alla maturità: Ai tempi miei noi eravamo molto più preparati, è umiliante ascoltare la loro approssimazione… Non sanno niente di matematica, non studiano...

Mentre mi soffermo sull’ascolto del fallimentare colloquio di informatica dei miei studenti  (secondo il commissario esterno  non ce n’è uno sufficiente, nessuno si salva) mi tornano in mente le lamentele del collega di corso di informatica  a sua volta impegnato come commissario esterno in altro Istituto : Questanno mi sono capitati studenti che  non sanno i basilari fondamenti della materia!

Mi chiedo cosa è che non funziona, come mai questa percezione unanime del fallimento da parte di molti valutatori esterni (e a volte anche degli interni a dire il vero).
Sicuramente non sono i ragazzi che eravamo noi tanti anni fa, ma non basta questo a definirli Peggio.  Sono le future generazioni Erasmus, sono ragazzi pronti a frequentare il quarto anno del corso di studi all’estero, a volte a migliaia di chilometri di distanza da casa. Sono i ragazzi 2.0.
Molto più abili e competenti di noi in tanti ambiti eppure così ignoranti!

Necessita  una riflessione da parte di noi adulti addetti ai lavori , una riflessione sui processi di valutazione (griglie strutturate in modo così complesso da mettere in crisi i più abili docimologi fra noi),una riflessione sulle prestazioni stesse richieste ai candidati (difficoltà dello svolgimento delle prove scritte , scrittura documentata o problema di economia aziendale) e, ultima ma non l’ultima, una riflessione sulle modalità di apprendimento degli alunni , sugli ambienti di apprendimento  e sulla specificità della  didattica richiesta per l’apprendimento delle discipline.

Se la matematica, l’informatica, l’economia aziendale proprio non riescono ad impararle (e su questi punti il coro è unanime, se si eccettuano isolati casi di eccellenze) proviamo a sperimentare didattiche ed ambienti di apprendimento nuovi e, forse, più efficaci.

Gruppi di ricerca-azione variamnete dislocati sul territorio nazionale sono attivi presso i Cidi  e il loro lavoro è teso appunto a sperimentare nuove strade di didattica percorribili e compatibili con i nuovi discenti . Si tratta della ricerca di strade tese a rendere armonioso il cammino - per esempio- verso lo svolgimento del  saggio breve  o del fatidico e temuto compito di economia aziendale  oppure per afrontasre in modo graduale ed efficace un curricolo verticale sul numero.

E c’è anche chi, come moltissimi di noi oltre alla sottoscritta, si porta  i compiti delle vacanze a casa per elaborare e condividere con discipline affini protocolli didattici di apprendimento delle competenze più consoni a questi strani ragazzi con cui oggi ci troviamo a fare mi conti.

 

l'autore

Mariella Ficocelli Varracchio docente di discipline giuridiche ed economiche, criminologa, Presidente del Cidi Pescara

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