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22/04/2021

Il curriculum dello studente

di Mariella Ficocelli Varracchio

Non un semplice adempimento burocratico

La novità con cui si confrontano oggi le scuole, ed  in particolar modo gli studenti che dovranno affrontare gli esami di fine percorso,  è il Curriculum dello studente.
Introdotto dalla Buona Scuola, legge  107 del 2015, e in seguito disciplinato dal decreto legislativo 62 del 2017,  il curriculum dello studente è un documento che a partire  dall’anno scolastico 2020/2021 sarà allegato al diploma conseguito al termine dell’Esame di stato del secondo ciclo. Questo documento  riporterà informazioni relative al profilo scolastico dello studente, alle certificazioni e alle attività formative conseguite durante il percorso di studio.

In particolare si potrà  integrare il CS  con le  certificazioni linguistiche, informatiche , con le attività extra-scolastiche svolte in ambito artistico e con tutte le informazioni che lo studente riterrà utili a completare il proprio profilo formativo.
Si tratta di attività svolte al di fuori dell’ambito propriamente disciplinare: ambito professionale, sportivo, artistico-musicale, di  volontariato e  di cittadinanza attiva.
Le commissioni di esame dovranno tener conto del curriculum dello studente in vista del colloquio d’esame. Al termine dell’Esame di stato il curriculum diventerà parte integrante del diploma di maturità. Naturalmente non poche  sono le perplessità che intorno a questo documento attraversano i principali attori del mondo della scuola,vale a dire docenti e studenti.

In primo luogo ci chiediamo, in un lunghissimo periodo di pandemia  quale quello  che stiano attraversando, quale senso abbia la presentazione di questo documento oggi.
 Mezzo milione di studenti su tutto il territorio italiano  saranno tenuti a compilarlo, ma quanti di loro avranno avuto la possibilità  negli ultimi due anni scolastici di conseguire tutte le  attestazioni richieste  e cosidette utili a completare il profilo dello studente?
Alcuni,  inserendosi nel dibattito,  hanno  ipotizzato  che così facendo si certifica non tanto il profilo formativo dello studente quanto la ricchezza e la povertà delle famiglie da cui i nostri studenti provengono. 
Alla reale produzione di disuguaglianza messa in atto dalla didattica a distanza dunque si unisce un ulteriore marchingegno di differenziazione fra gli studenti.

A dire il vero i miei stessi studenti   di V^ in questi giorni nell’affrontare la questione (esiste già in rete una petizione per la "Richiesta di moratoria del Curriculum degli studenti" ) hanno rilevato quanto ingiusto sia il sistema delle certificazioni per quelli che fra loro non possono permettersi stage linguistici,  viaggi all’estero, ecc.  Si arriva al paradosso che alcuni di loro, valutati dalla scuola come migliori  in lingua straniera, non  hanno potuto  inserire nel curriculum il loro talento in quanto impossibilitati ad  “acquistare" la relativa certificazione. 

Se si può fare un discorso a parte per  il mondo della formazione liceale, sicuramente all’interno della grande massa di studenti che frequentano gli istituti tecnici e professionali una percentuale minore può permettersi il lusso di  collezionare  certificazioni: viaggi all’estero, stage linguistici, persino  le semplici attività di volontariato  spesso sono prerogativa di alunni il cui bacino di provenienza rientra in una fascia socio-economica  medio- borghese. Senza contare che la  cittadinanza attiva  si apprende e si sperimenta prevalentemente in classe all’interno del percorso formativo disciplinare. 

Ritorna dunque la vera questione: a quale idea di scuola ci riferiamo?  Qual è il compito,  la funzione etica della scuola? Vaorizzare il merito in una prospettiva competitiva che divide gli studenti in vincenti e perdenti o, diversamente, "dare spazio alla espressione di talenti nella più vasta accezione della messa in comune della diversità?" [1]

Già nel maggio 2015 Massimo Baldacci  a Pescara nel Convegno  "Tra merito e meritocrazia" affermava: “….il principio su cui si deve formare la scuola  non è il merito ma l’uguaglianza di opportunità… Il neoliberismo  ci dice che le capacità sono doti naturali che sono distribuite a caso nella popolazione, al contrario noi crediamo che  gli ambienti di sviluppo siano fondamentali per definire le capacità di ciascuno.”

Lo stesso Don Milani parlava di preciso condizionamento sociale delle capacità, ricordiamo  i figli del dottore e i figli del mugnaio in "Lettera a una professoressa". La scuola deve ripianare gli scarti sociali   e garantire  a tutti una uguaglianza di opportunità ("Costituzione italiana", art. 3 comma 2). Sempre Baldacci, nel Convegno citato, diceva a proposito del pensiero di Don Milani: "Non tutti devono sapere le stesse cose ma certe cose devono essere sapute da tutti, alcune competenze devono essere assicurate a tutti , competenze culturali e sociali per l’accesso ad una dimensione di cittadinanza”.  "Cittadini sovrani", appunto.

Ma anche volendo rimanere al di fuori di questo  dibattito, per noi docenti certamente non è da oggi che soggiorni all’estero, viaggi, sport, corsi di lingua, teatro, danza siano considerati strumenti arricchenti il profilo degli studenti. Quello che ci lascia perplessi  è che queste attività fuori-la-scuola, e dunque distinte dal percorso didattico- disciplinare, vengano oggi inserite nel percorso in uscita  dello studente all’interno di un  strumento  amministrativo considerato  parte integrante del diploma di stato. Dire che un documento è parte integrante del diploma significa, nel linguaggio giuridico-amministrativo, elevare il documento di appendice  alla dignità del documento principale e questo, dobbiamo ammetterlo, è fonte di perplessità.

È per queste considerazioni che siamo fermamente convinti che oggi più che mai non ci fosse alcun bisogno di rendere attuativo il Curriculum dello Studente voluto dalla L. 107, ricordando  che nelle Indicazioni Nazionali   del 2012, nelle Indicazioni Nazionali  del 2010  per i Licei  e nelle Linee Guida per  gli Istituti tecnici  e Professionali compaiono chiaramente gli indicatori per la definizione del profilo in uscita del soggetto competente.

 

Note

1. Tomaso Montanari, "Con Bianchi alla scuola si premia chi è più ricco",  "Il fatto quotidiano", 16.04.2021.

 

 

l'autore

Mariella Ficocelli Varracchio docente di discipline giuridiche ed economiche, criminologa, Presidente del Cidi Pescara

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