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12/01/2014

Un'esperienza di CirSchool

di Anna Locchi

Il decennio che ha dato inizio al XXI secolo ha messo in evidenza il legame debole che costituisce il tessuto delle società moderne, caratterizzate da molteplici e continui cambiamenti sia tecnologici che socio-culturali e politici, ai quali, probabilmente, le comunità non sono ancora preparate. Il rapido passaggio da realtà sociali stabili a società dinamiche e complesse, tra loro interagenti a livello globale, richiede che ogni persona, comunità, collettività sia attrezzata a saper gestire i rischi e le opportunità che questo scenario, ineludibilmente, propone.
Di questo cambiamento è investito il sistema formativo dei giovani, in primo luogo, che pur non rappresentando l’unica esperienza di apprendimento, sicuramente deve assumersi il compito di rivedere le modalità e le strategie di insegnamento, nonché i contenuti del sapere, al fine di promuovere le competenze dei giovani riducendo il rischio di frammentazione della conoscenza e della capacità di agire in modo consapevole nel mondo che sta loro davanti.

Nella consapevolezza che ogni istituzione scolastica debba fare la sua parte per contribuire a rendere il sistema formativo aderente alle nuove esigenze educative, il III Circolo Didattico di Perugia ha promosso e presentato - in veste di capofila - un progetto multilaterale LLP alla Commissione Europea dal titolo “CirSchool: il modello della pedagogia circense applicato all’insegnamento formale”. Il progetto è stato approvato e ora vede la scuola, in rete con cinque partner europei, impegnata nell’analisi comparativa, nello studio ed elaborazione di un modello pedagogico relativo alla didattica laboratoriale per l’apprendimento scolastico, a partire dalle modalità con le quali si organizzano le lezioni di attività circense, che da tempo, vengono svolte con sistematicità da molte classi dell’istituto.

Potrà apparire strano mettere in comune, in un unico processo innovativo, le pratiche circensi, spesso limitate a ruolo di divertimento, con la pratica scolastica formalizzata. Le esperienze che ci hanno indotto a formulare e presentare il progetto, attestano invece una connessione interessante, soprattutto per ciò che riguarda la metodologia di lezione e le strategie organizzative,  per riflettere e sperimentare nuove formule del processo di apprendimento/insegnamento. Infatti CirSchool intende spostare il ruolo del movimento del corpo da una forma d’intrattenimento a uno strumento chiave per l'apprendimento, come sostiene Hubert Montagner, uno dei più importanti ricercatori nel campo della pedagogia del circo.

La scelta delle esperienze circensi applicate all’ambiente formale di formazione dell’individuo, deriva anche dagli esiti positivi che nel corso del tempo si sono verificati con gli alunni che hanno partecipato alle lezioni, sulle competenze di autonomia, gestione del compito e di capacità collaborative. L’attività circense, quindi, può diventare l'ambiente paradigmatico per trasformare l’impostazione classica di lezione, perché è basato sulle opportunità di esplorare e conoscere – in modo autonomo ma guidato - il proprio fisico, scoprire i propri talenti, attraverso un percorso coeso di proposte legate al miglioramento di abilità circensi. Una molteplicità di competenze coinvolgono le attività circensi: dalla consapevolezza delle potenzialità del corpo, all’esplorazione delle personali attitudini, dalle modalità di ricerca, di tenacia, di curiosità, fattori molto importanti per la motivazione ad apprendere, alla acquisizione di un metodo per conoscere e valutare rischi ed opportunità. Il corpo diventa pertanto un agente del pensiero.

CirSchool ha l’ardire, dunque, di formulare un modello pedagogico che possa fornire agli studenti competenze per imparare a imparare attraverso il problem-solving e l’autogestione del compito, acquisendo fiducia sulle proprie capacità e competenze; si rivolge anche ai docenti affinché riflettano sulle metodologie di insegnamento e, a loro volta, elaborino strategie e metodologie per rispondere all'apprendimento di cui oggi hanno bisogno gli studenti. Una formazione in servizio, quindi, basata non solo sull'aggiornamento delle conoscenze teoriche, ma anche sul know-how e sulla riflessione, sulla capacità di cooperare a livello peer-to-peer, per migliorare le competenze di valutazione sia del proprio operato che del sistema di istruzione.

Di questa esperienza proveremo a dar conto in seguito, sperando che possa contribuire al rinnovamento delle pratiche didattiche.


Immagine: Georges Seurat, Parade de Cirque, 1887-88, Metropolitan Museum of Art, USA. Da http://commons.wikimedia.org

l'autore

Anna Locchi insegnante di scuola primaria, tutor del piano ISS per l'Umbria.

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