Barbara Accetta, insegnante di Lettere al Liceo artistico a Roma fin dalla fine degli anni sessanta, è stata una di quelle docenti che nella scuola “si vedono”, per qualità professionale e per temperamento, portata alla costante interlocuzione con tutti, allievi, colleghi, dirigenti, genitori, senza mai nascondere la sua propensione politica antifascista. Decisivo, in tal senso, era stato il suo incontro con Marisa Musu, giovanissima militante nei Gap durante la Resistenza e Medaglia d’argento, la quale, divenuta giornalista, aveva curato intere pagine dell’Unità pubblicando lavori prodotti da scolari – forte era la vicinanza con Gianni Rodari, allora suo collega al giornale -. Quando Marisa Musu decise di dedicarsi più direttamente alla scuola, dando vita, con l’introduzione degli Organi Collegiali, al Coordinamento Genitori Democratici (CGD), di cui divenne presidente, Barbara fu compartecipe di quella scelta e per diversi anni tra le più attive collaboratrici dell’associazione.
Conclusa la presidenza di Marisa Musu, Barbara Accetta, con i figli ormai adulti, lasciò il CGD per accostarsi al CIDI e riprendere quel percorso di militanza professionale che in qualità di rappresentante dei genitori fino ad allora non aveva potuto esprimere compiutamente. L’esperienza maturata nell’associazione dei genitori, strutturata e operante, per molti aspetti, in modo analogo al Cidi, consentì a Barbara di inserirsi ben presto nell’attività dell’associazione degli insegnanti, trovando nella redazione di insegnare la sua quasi naturale collocazione. Per diversi anni, fino al 2007, lavorò con passione, spessore culturale, intelligenza politica, in un difficile passaggio storico di riconversione al ribasso delle politiche scolastiche, contribuendo ad assicurare alla rivista un sostegno assai rilevante.
Barbara è scomparsa l'11 giugno scorso, serenamente.

* [N.d.R] l'immagine a fianco è l'ultima foto del profilo di Barbara su Facebook. Riunisce il papavero e la bandiera della Palestina, ad incorniciare una signora dai capelli bianchi e dall'impegno sempre vivo.