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19/03/2015

Wikipedia, un modello di produzione collettiva di conoscenza

di Tommaso Castellani

L’enciclopedia on-line Wikipedia, uno dei siti internet più visitati al mondo, si basa su un modello di autorialità collettiva detto user generated content, cioè contenuto generato dagli utenti. La caratteristica principale del modello Wikipedia è che la conoscenza proviene “dal basso”, senza alcuna gerarchia o selezione, in completa antitesi rispetto al modello classico di enciclopedia, fortemente centralizzato. 

Le caratteristiche

In campo scientifico e tecnologico si parla talvolta di questo approccio alla produzione di conoscenza con le espressioni “citizen science” o “crowd-sourced science”: un esempio notevole è costituito dalle stampanti 3D, un prodotto tecnologico che consente la realizzazione casalinga di modelli di oggetti tridimensionali in plastica o altro materiale. Lo sviluppo delle stampanti 3D è avvenuto quasi del tutto al di fuori di contesti accademici o aziendali, ed è stato portato avanti dalle comunità di appassionati auto-organizzate con un approccio open source.
I due elementi principali che hanno contribuito all’affermazione della forma di produzione di conoscenza “dal basso” sono l’economia globale e la diffusione di internet. Entrambi sembrano essere pre-condizioni perché sia disponibile un numero elevato di persone con competenze specializzate in grado di comunicare tra loro, così che anche se ciascuno dedica una piccola parte del proprio tempo all’attività si ottengono progressi. Il ruolo dei cosiddetti “dilettanti” in campo scientifico non è però una novità: se agli albori della scienza erano gli Umanisti a farla da padroni in ambito accademico, e quindi molti dei pionieri della scienza moderna lavoravano al di fuori di tali contesti, fino almeno all’Ottocento numerosi “dilettanti” hanno continuato a dare il loro apporto alla conoscenza scientifica. 

Il progetto Wikipedia nacque nel 2001 come costola dell’enciclopedia Nupedia, la cui filosofia era meno orientata alla totale apertura nella creazione di contenuti ma prevedeva un processo di revisione “esperta”. Questo processo si rivelò però determinante nel rallentare la crescita dell’enciclopedia, che infatti non ebbe successo e chiuse dopo breve tempo. Destino opposto ebbe il progetto satellite Wikipedia, che rinunciò a qualsiasi processo di revisione, e la cui crescita fu molto più rapida (il termine “wiki”, che significa “veloce” in lingua hawaiana, allude evidentemente sia alla velocità di consultazione che a quella di scrittura e aggiornamento delle voci).

Elenchiamo alcune caratteristiche che distinguono Wikipedia da una normale enciclopedia [1]:

  • è più vasta; la versione più ricca, quella inglese, contiene circa 4,3 milioni di voci;
  • è plurilingue: attualmente risultano esistere 285 edizioni linguistiche diverse di Wikipedia; tra queste lingue figurano una decina di dialetti parlati in Italia;
  • ha un numero di collaboratori dell’ordine del centinaio di migliaia; questo numero si può confrontare con i 140 collaboratori dell’Encyclopedie di Diderot e d’Alembert, considerata uno dei più vasti progetti di riorganizzazione delle conoscenze della storia dell’umanità;
  • è in perpetuo divenire: le voci di Wikipedia vengono continuamente modificate e aggiornate, e anche cancellate;
  • è veloce: la velocità riguarda sia la forma elettronica che rende immediata la ricerca, comune alle enciclopedie tradizionali una volta trasferite su supporto elettronico, sia la rapidità di aggiornamento delle voci, che seguono quasi in tempo reale l’andamento dei fatti di cronaca (Wikipedia riporta pressoché istantaneamente eventi quali la morte di un personaggio famoso o l’elezione di una carica politica importante);

Alcuni punti critici

Malgrado il successo in termini numerici, sono stati evidenziati anche diversi punti critici dell’enciclopedia on-line più famosa al mondo. Vediamone alcuni.

Prima di tutto, i contenuti di Wikipedia sono fortemente sbilanciati verso il presente. Come tutte le enciclopedie, anche Wikipedia è “specchio” della cultura del tempo: facendo ricerche a campione per lettera o per nazionalità su Wikipedia in italiano, possiamo rilevare per esempio come la categoria “calciatori” contenga un numero di voci approssimativamente tra le 10 e le 20 volte maggiore rispetto al numero di voci in categorie come “scrittori” o “politici”, e circa 100 volte maggiore rispetto al numero di voci nella categoria “scienziati”. Oltre che specchio della cultura, Wikipedia influenza del resto i contenuti della cultura stessa.

Sull’affidabilità di Wikipedia, nel 2005 è uscito sulla rivista Nature un articolo che esponeva i risultati di un confronto tra Wikipedia in lingua inglese e l’Enciclopedia Britannica, mostrando che l’affidabilità e accuratezza della prima non è affatto inferiore a quella della seconda[2] .
Meno accurate risultano le Wikipedia in lingue diverse dall’inglese, ma è stato anche osservato come per alcune lingue Wikipedia non solo sia l’unica enciclopedia libera disponibile, ma l’unica enciclopedia disponibile tout court [3].
L’aumento dell’affidabilità all’aumentare del numero di collaboratori è stato spesso osservato e discusso: la crescita del numero di revisori, che aumenta la probabilità di scovare errori, sembrerebbe compensare quella del numero di “disturbatori” che usano Wikipedia per diffondere falsità o semplicemente compiono atti di vandalismo. Malgrado numerosi casi di “intelligenza collettiva” mostrino un aumento delle “prestazioni” all’aumentare del numero di individui coinvolti, nel caso di Wikipedia l’effetto positivo della crescita del numero degli autori non era affatto scontato né prevedibile.

La tentazione di legare la buona affidabilità di Wikipedia a un valore intrinseco di una conoscenza “democratica” può essere molto forte[4]. A un’analisi più attenta, questa interpretazione si rivela però fuorviante, ed è stata peraltro ripetutamente respinta da Wikipedia stessa, come dichiarato dal suo stesso fondatore. Analizzando più a fondo la popolazione dei collaboratori di Wikipedia, i dati mostrano che una grande percentuale di articoli è in effetti prodotta da un numero molto limitato di autori, cosa che del resto pare essere una tendenza generale di internet. Se da più lati è stata avanzata l’idea che il profilo tipo dell’autore di Wikipedia (in lingua inglese) sia un maschio bianco nord-americano appassionato di computer, una recente analisi sul comportamento sociale degli autori di Wikipedia in inglese ha mostrato come il nucleo di Wikipedia sia in effetti il prodotto di una élite ristretta e con caratteristiche specifiche [5].

Se proprio si vuole trovare un valore “democratico” di Wikipedia, ci sembra più opportuno cercarlo dal lato utenti. Wikipedia è in effetti usata da tutte le categorie sociali, dall’accademico allo studente di scuola media. Ma anche in questo caso a fare la differenza è probabilmente il modo in cui viene usata e il grado di consapevolezza del processo con cui è costruita. È stato diverse volte osservato come l’uso di Wikipedia da parte degli studenti di scuola superiore sia prevalentemente acritico[6]. L’assenza di filtri rende le categorie più deboli particolarmente esposte al rischio di essere manipolate; per questo sarebbe auspicabile una maggiore attenzione a scuola alla selezione e gestione dell’informazione on-line da parte degli studenti [7].

Tra le altre critiche avanzate al progetto Wikipedia c’è l’aver contribuito a un “culto acritico del dilettante” che starebbe danneggiando la cultura contemporanea[8]

Anche Larry Sanger, uno dei primi collaboratori del fondatore di Wikipedia Jimmy Wales, nel 2006 lasciò il progetto chiedendo “rispetto per la competenza” e fondò un’enciclopedia alternativa chiamata “Citizendium”. Citizendium, a differenza di Wikipedia, ammette contributi solo da utenti registrati, che abbiano fornito il loro nome reale e abbiano allegato un curriculum allo scopo di verificare la loro competenza come autori. Per ogni voce esiste una “citable version” approvata da un editor. Il risultato più evidente di questa politica per ora è che Citizendium (che esiste solo in lingua inglese) non ha raggiunto le 25.000 voci; e dal 2011 la sua crescita si è praticamente fermata.

Non c’è dubbio che l’approccio Wikipedia sia in questo momento quello vincente. Proprio per questo è importante però mantenere una costante attenzione sul suo sviluppo – evidenziandone potenzialità e criticità –, e lavorare per favorirne un utilizzo consapevole, che favorisca l’integrazione con altre fonti al fine di evitare l’omologazione culturale e un progressivo degrado della conoscenza.

 

Note

1. Cfr. Burke P., Dall’Encyclopédie a Wikipedia, Il Mulino, Bologna, 2013.
2. Cfr. Giles J., “Internet encyclopaedias go head to head”, Nature 438, 2005.
3.Cfr. Schindler M., Vrandečić D., “Introducing new features to Wikipedia: case studies for web science”, Intelligent Systems, IEEE, 26(1), 2011.
4. Cfr. Müller-Seitz G., Reger G., “Wikipedia, the Free Encyclopedia as a role model? Lessons for open innovation from an exploratory examination of the supposedly democratic-anarchic nature of Wikipedia”, International Journal of Technology Management, 52(3), 2010.
5. Cfr. West R., Weber I., Castillo C., “A data-driven sketch of Wikipedia editors”, Proceedings of the 21st international conference companion on World Wide Web, ACM, 2012.
 6. Cfr.Moldwin M. B., Gross N., Miller T., “Wikipedia’s role in science education and outreach”, Eos, Transactions American Geophysical Union, 88(11), 2007.
7. Cfr. Castellani T., Valente A., “Notes for a research project on the relationship between teenagers and scientific information on the Internet”, IRPPS Working Paper n. 58, 2013.
8. Cfr. Keen A., The cult of Amateur, how today’s internet is killing our culture and assaulting our economy, Nicholas Brealey Publishing, Boston, 2007,  (ed. italiana, Dilettanti.com. Come la rivoluzione del Web 2.0 sta uccidendo la nostra cultura e distruggendo la nostra economia, De Agostini, Novara, 2009).

l'autore

Tommaso Castellani Ricercatore al CNR, si occupa prevalentemente di rapporti tra scienza e società; è stato insegnante ed è coinvolto in diversi progetti di educazione e didattica della scienza.

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