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23/12/2015

A proposito di un documento RAV per la scuola dell'Infanzia

di Giuseppe Bagni

Il 30 Novembre scorso si è tenuto a Roma un incontro tra i rappresentanti dell’Invalsi (Dottor Paolo Mazzoli e la Dottoressa Cristina Stringher) e il Coordinamento Nazionale per le politiche dell’Infanzia e della sua Scuola*. Al termine di tale incontro è stato pubblicato un comunicato stampa all’interno del quale si annuncia l’imminente “uscita” di un RAV e la formulazione di un documento per la valutazione degli esiti per la Scuola dell’Infanzia.

Entrambi gli annunci danno origine a delle perplessità. Siamo totalmente d’accordo in merito alla necessità di un documento di valutazione per la Scuola dell’Infanzia.

Proprio per questo riteniamo assolutamente imprescindibile un coinvolgimento reale delle scuole e degli insegnanti nel processo che porterà alla sua stesura, partendo, per esempio, da una rilevazione preliminare delle pratiche attualmente in atto nelle scuole. Questo per evitare scollamenti tra il documento e la scuola che lo dovrà ricevere e rendere operativo.

Sulla questione del RAV, invece, la situazione è ben diversa. Dall’incontro tra Invalsi e Coordinamento è emerso uno scarso coinvolgimento della Scuola dell’Infanzia nella compilazione del documento all’interno degli Istituti Comprensivi e dei Circoli didattici. Quale può essere il rimedio a questa criticità emersa? La separazione della Scuola dell’infanzia dagli altri segmenti di istruzione con la creazione di un RAV speciale?

Più volte ci siamo espressi contro ogni “specializzazione” della Scuola dell’infanzia, e lo facciamo anche adesso. Il RAV è uno strumento nuovo: sta nelle cose che abbia bisogno di aggiustamenti e miglioramenti progressivi. Se c’è un problema, deve essere affrontato per quello che è, non ricorrendo a facili scorciatoie. La questione dei diversi gestori della Scuola dell’Infanzia (Stato, Comuni, Privati) non regge per giustificare la creazione di un RAV “a parte”: anche per gli altri segmenti d’istruzione esistono gestioni diverse da quelle statali (cambia solo la consistenza numerica) eppure nessuno ha sollevato la questione come origine di possibili difficoltà.

Finché la Scuola dell’Infanzia fa parte del sistema di formazione e istruzione di questo Paese in quanto elemento costitutivo delle istituzioni scolastiche (comprensivi e circoli) è dovere dell’Invalsi costruire strumenti (o affinare quelli già in essere) che consentano la partecipazione e il contributo di tutte le componenti, nessuna esclusa.

La creazione di un RAV speciale costituirebbe un passo importante (sia sul piano simbolico, sia su quello della prassi e del senso comune) nella direzione di una separazione e di un allontanamento della Scuola dell’Infanzia dal contesto della scuola così come delineata dalle Indicazioni Nazionali per il Curricolo.


* Sull'incontro si veda anche una Sintesi e il Comunicato Stampa a cura del Coordinamento Nazionale per le Politiche dell’Infanzia e della sua Scuola, che forniamo in allegato.

Immagine

Nell'immagine in alto "Infanzia", scultura dell'artista siriano Nazir Ali Badr, da Le pierres del l'artiste syrien Nazir Ali Badr.

Parole chiave: delega 0-6, scuola infanzia

Testo Unico delle disposizioni in materia di istruzione 
Il Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti  è quello che dovrebbe contenere tutte le novità intervenute dopo l’emanazione del Decreto legislativo 297/94 (che è l'attuale "Testo Unico"), ivi comprese le norme che, dopo la L. 59/97 (istitutiva dell'autonomia), sono intervenute a modificare l’ordinamento scolastico negli ultimi 15 anni: la L. 53/03 ("Moratti"), l’innalzamento della scolarità obbligatoria, la valutazione numerica, i modelli organizzativi della scuola primaria, gli atti regolamentari che hanno cambiato l’impianto del primo ciclo e della scuola secondaria superiore, la certificazione delle competenze, l’apprendistato e la conseguente riduzione di un anno della scolarità, le sperimentazioni che prevedono la riduzione della scolarità superiore, la diffusione degli Istituti comprensivi, l’annosa questione dell’istruzione professionale in rapporto ai percorsi di formazione professionale...

Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai sei anni; definizione dei livelli essenziali delle prestazioni della scuola dell’infanzia e dei servizi educativi per l’infanzia 
Questa delega ha o potrebbe avere ripercussioni su un riordino nei fatti del sistema scolastico e formativo nel suo complesso. Temi noti quali l’anticipo della scolarizzazione, il rapporto pubblico–privato (scuole statali – Enti locali – privati), il ruolo degli Enti locali, le differenze territoriali nella domanda e nell’offerta anche in termini quantitativi e qualitativi, il profilo culturale e professionale del personale, la formazione iniziale in ambito universitario… sollecitano il confronto in sede politico-culturale e professionale, ancorché sindacale, finora ignorata nella discussione che ha preceduto l’emanazione della L. 107/15.   

l'autore

Giuseppe Bagni Insegnante di Chimica negli Istituti secondari, Presidente nazionale del Cidi, membro eletto del CSPI.

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