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22/01/2023

Rispettare le diversità - Ridurre le disuguaglianze

a cura di insegnare

Attuare interventi adeguati nei riguardi delle diversità,
per fare in modo che non diventino disuguaglianze.
Indicazioni nazionali, 2012.

È destino che quando la destra va al governo e in particolare assume la responsabilità del sistema scolastico nazionale si riapra la diatriba fra “individualizzazione” e “personalizzazione”.

Il tema si è riproposto recentemente all'attenzione a seguito di alcune dichiarazioni del Ministro Valditara, che  rispondendo a una interrogazione parlamentare,  ha fortemente evocato la necessità di 

Le parole del  Ministro sono tratte da questo articolo di "Orizzonte scuola".

una più incisiva personalizzazione e flessibilità dei piani di studio che consentano di coltivare le potenzialità di tutti, sostenendo i più fragili e alimentando le capacità dei più bravi, anche se privi di mezzi. [...]
È da questa consapevolezza che nasce la sfida del merito, che dà sostanza alla parola istruzione, coinvolgendo prioritariamente le studentesse e gli studenti con i loro talenti e le loro vocazioni.

Sono certamente condivisibili i fini individuati dal Ministro come strategici: il contrasto della dispersione e dell’abbandono scolastico, la promozione del successo educativo e dell’inclusione sociale. Non concordiamo, invece, sulle strade indicate per perseguirli se - come intende il ministro - vengono orientate alla valorizzazione del merito e ancorate a talenti e vocazioni, ovvero ai caposaldi su cui poggiano le strategie classiche della personalizzazione. In questo modo, infatti, a nostro parere, non solo si falsificano i propositi inclusivi, ma si rischia di fatto di ottenere l'effetto opposto: selettivo, classificatorio e meritocratrico.

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Non è una questione nuova: è stata al centro del dibattito, già al tempo della riforma Moratti, quando assunse le parvenze di uno scontro anche duro fra i fautori della “individualizzazione” (a sinistra) e quelli della “personalizzazione” (a destra) e puntualmente si ripresenta ora. Non è una questione secondaria poiché coinvolge tutti i livelli del sistema scolastico e una pluralità di contesti e situazioni in cui trova applicazione.

Il tema si ripropone oggi, come centrale, perché  riguarda il rapporto fra parità di diritti, eguaglianza, rimozione degli ostacoli che "impediscono il pieno sviluppo della persona umana"; oppure - per dirla con la frase tratta dalle "Indicazioni nazionali ", che abbiamo usato come epigrafe di questa pagina di presentazione - perché si tratta di affrontare le difficoltà e i modi di attuare la gestione delle diversità, di tutte le diversità perché non diventino disuguaglianze. 

Vogliamo quindi riproporre questo tema come asse portante di una rinnovata progettualità educativa, ma in modi possibilmente nuovi, affrontandone tutte le sfaccettature e le implicazioni, poichè si tratta di  una delle questioni maggiormente irrisolte dal nostro sistema scolastico (e non solo dal nostro).

Lo faremo anzitutto a partire da una rilettura del rapporto fra “individualizzazione” e “personalizzazione”, tema che ha una ricca bibliografia alle spalle, che in parte ripercorreremo, ma che richiede, a nostro parere, una ulteriore riconcetualizzazione e soprattutto pratiche applicative più coerenti ed efficaci: pratiche che, in un’ottica di qualità del sistema di istruzione e di emancipazione individuale e collettiva, permettano di portare a sintesi le due fondamentali istanze della scuola dell’inclusione: equità di opportunità e  valorizzazione delle differenze personali, nella prospettiva della emancipazione individuale e collettiva.

La nostra elaborazione prende le mosse da un intervento di avvio di Fiorella Paone,  Individualizzazione e personalizzazione nella scuola democratica: due istanze contrapposte? e proseguirà in questo "speciale".

A seguire, suggeriamo la lettura dell'intervento di Simonetta Fasoli, Ugualmente differenti , "insegnare", 5.12.2023.

Complementare a questa elaborazione resta la riflessione a più voci che abbiamo compiuto attorno alla scelta del nuovo Governo di transitare  Dal Ministero della Pubblica Istruzione a quello del Merito .

Inoltre segnaleremo su questa pagina via via testi e letture anche meno recenti, che ci sembra utile riprendere, alcune delle quali offerte anche in  esclusiva per gli abbonati alla rivista.

 

 

 

 

 


Vorremmo che questa riflessione assumesse i contorni di una ricerca polivante a più voci: invitiamo chi lo desidera a collaborare. 
Inviare eventuali commenti o contributi a redazioneinsegnare2010@gmail.com;
Oggetto: Rispettare le diversità - Ridurre le disuguaglianze

 

 

Dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, 2012.

Valorizzare l’esperienza e le conoscenze degli alunni, per ancorarvi nuovi contenuti. Nel processo di apprendimento l’alunno porta una grande ricchezza di esperienze e conoscenze acquisite fuori dalla scuola e attraverso i diversi media oggi disponibili a tutti, mette in gioco aspettative ed emozioni, si presenta con una dotazione di informazioni, abilità, modalità di apprendere che l’azione didattica dovrà opportunamente richiamare, esplorare, problematizzare. In questo modo l’allievo riesce a dare senso a quello che va imparando.

Attuare interventi adeguati nei riguardi delle diversità, per fare in modo che non diventino disuguaglianze. Le classi sono oggi caratterizzate da molteplici diversità, legate alle differenze nei modi e nei livelli di apprendimento, alle specifiche inclinazioni e ai personali interessi, a particolari stati emotivi e affettivi. La scuola deve progettare e realizzare percorsi didattici specifici per rispondere ai bisogni educativi degli allievi. [...]

Favorire l’esplorazione e la scoperta, al fine di promuovere il gusto per la ricerca di nuove conoscenze. In questa prospettiva, la problematizzazione svolge una funzione insostituibile: sollecita gli alunni a individuare problemi, a sollevare domande, a mettere in discussione le conoscenze già elaborate, a trovare appropriate piste d’indagine, a cercare soluzioni originali. [...]

Incoraggiare l’apprendimento collaborativo. Imparare non è solo un processo individuale. La dimensione sociale dell’apprendimento svolge un ruolo significativo. In tal senso, molte sono le forme di interazione e collaborazione che possono essere introdotte (dall’aiuto reciproco all’apprendimento cooperativo, all’apprendi­mento tra pari), sia all’interno della classe, sia attraverso la formazione di gruppi di lavoro con alunni di classi e di età diverse. [...]

Promuovere la consapevolezza del proprio modo di apprendere, al fine di “imparare ad apprendere”. Riconoscere le difficoltà incontrate e le strategie adottate per superarle, prendere atto degli errori commessi, ma anche comprendere le ragioni di un insuccesso, conoscere i propri punti di forza, sono tutte competenze necessarie a rendere l’alunno consapevole del proprio stile di apprendimento e capace di sviluppare autonomia nello studio. [...]

Realizzare attività didattiche in forma di laboratorio, per favorire l’operatività e allo stesso tempo il dialogo e la riflessione su quello che si fa. Il laboratorio, se ben organizzato, è la modalità di lavoro che meglio incoraggia la ricerca e la progettualità, coinvolge gli alunni nel pensare, realizzare, valutare attività vissute in modo condiviso e partecipato con altri, e può essere attivata sia nei diversi spazi e occasioni interni alla scuola sia valorizzando il territorio come risorsa per l’apprendimento. [...]

Da Indicazioni nazionali e nuovi scenari, 2018.

La scuola realizza appieno la propria funzione pubblica impegnandosi, in questa prospettiva, per il successo scolastico di tutti gli studenti, con una particolare attenzione al sostegno delle varie forme di diversità, di disabilità o di svantaggio. (…)
In entrambi i casi con la finalità sancita dalla nostra Costituzione di garantire e di promuovere la dignità e l’uguaglianza di tutti gli studenti “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” e impegnandosi a rimuovere gli ostacoli di qualsiasi natura che possano impedire “il pieno sviluppo della persona umana”