Se le generazioni future arriveranno ad avere un buon rapporto (psicologico e fisico) con l'e-book, il potere del Don Chisciotte non cambierà”. (Umberto Eco, Sulla letteratura)
Un libro non è soltanto i significati che comunica, ma i significati che vi aggiungiamo, garantiti, se non dalla correttezza intellettuale, dall’intensità del sentimento, dell’emozione, dell’affetto. (Ezio Raimondi, Le voci dei libri)
Nell’ottica di un rinnovato coinvolgimento degli studenti nella lettura del testo letterario e di un progressivo rafforzamento delle loro capacità di analisi e interpretazione, un interessante spazio di intervento si è aperto con la possibilità di fare uso, nella prassi didattica, di risorse digitali. In campo linguistico-letterario gli ambiti nei quali si è mossa l’innovazione digitale, accanto alle enciclopedie e agli ipertesti, sono oggi i corpora linguistici e le digital libraries, ossia la lettura del testo collocato in ambiente online. Questa nuova dimensione della reading literacy, come dimostrano studi recenti condotti in proposito [1], oltre a sollecitare l’attivazione di processi cognitivi propri della lettura digitale [2] apre per lo studente/lettore nuovi scenari anche motivazionali. La riflessione sulla dimensione emotiva del testo è, in effetti, una chiave di lettura capace di motivare e coinvolgere i lettori, nella duplice direzione di scoperta della componente emozionale che impronta il testo e delle emozioni cha la lettura suscita in chi legge.
Le due citazioni in exergo esprimono le ragioni di una scelta didattica orientata, nella secondaria di primo e secondo grado, nella direzione di: interrogare il testo letterario in versione digitale;
In che modo dunque sviluppare la competenza di lettura del testo online? In risposta a questa domanda si propone una lettura esemplificativa - tracciata nelle sole linee essenziali e senza pretesa di esaustività - che ha come oggetto “Quel vasto quadro silenzioso: i colori che raccontano le emozioni in Grazia Deledda”, un ambito tematico che trova espressione in una vasta gamma di modi di essere e di sentire, di sentimenti ed emozioni e che costituisce una delle cifre narrative della scrittrice, premio Nobel per la letteratura 1926.
Con il supporto della editoria digitale è possibile adattare la ricerca sul testo alle necessità della classe, rendendo più motivanti e autonome le attività didattiche. Ciò nella convinzione che la competenza di lettura sia il risultato di una acquisizione che si costruisce attivamente ragionando sul testo – nelle forme scritte e nei vari formati multimediali - e adottando strategie mirate ed efficaci di analisi. E, in una fase successiva, allorché entra in gioco la capacità di attribuire un significato, spiegare, mettere in relazione tutto ciò che è emerso dal testo anche in forma simbolica, acquisire una capacità di autonoma interpretazione. Il piacere della lettura si raffina, infatti maturando consapevolezza di sé e della propria capacità di comprensione testuale.
Con il supporto di una digital library [3], in cui sia presente una raccolta delle opere della Deledda, è possibile, in tempi rapidi e su un repertorio ampio di testi, selezionare, visionare e interrogare le opere della scrittrice per condurre una ricerca individuale o, preferibilmente, di gruppo all’interno di una attività di laboratorio linguistico-letterario al cui interno dialogare e condividere idee e sensazioni.
Come interrogare il testo in versione digitale? È importante partire da una domanda di senso, che definisca i confini della ricerca. In questo caso la domanda è: che significato assume in Deledda l’immagine sinestetica “quel vasto quadro silenzioso” e in che modo i colori raccontano le emozioni? A partire dalla individuazione di alcune parole chiave è possibile effettuare una ricerca delle frequenze lessicali, delle occorrenze di parole e dei relativi contesti semantici e tematici, delle correlazioni intratestuali e intertestuali.
Per la lettura su Internet è necessario accedere al sito web appropriato e poi utilizzare autonome strategie di navigazione per muoversi in modo efficiente e consapevole. Nel caso specifico, l’opera della Deledda è reperibile nella Biblioteca Digitale IntraText che contiene la raccolta delle opere della scrittrice elencate in ordine cronologico, una lista in ordine alfabetico per frequenza delle parole, cioè il conteggio di quante volte la singola parola compare nel testo con il relativo campo semantico, e la suddivisione delle parole in fasce di frequenza.
Le singole parole sono inoltre collegate alle concordanze), ossia ai contesti testuali in cui sono inserite, con il rimando al capitolo e all’opera.In una prima fase, è bene procedere in modo sistematico alla raccolta mirata di elementi utili alla propria ricerca, a partire dalla individuazione di parole chiave, utilizzando la lista alfabetica delle parole. La prima è sicuramente “quadro”, una parola che nella raccolta di opere in IntraText ricorre frequentemente in diverse varianti (quadretti 26 volte: quadrettini 1; quadretto 32: quadri 59: quadro 167) e, soprattutto, in moltissime opere. (Figura 1)

Figura 1
Di seguito, alcuni esempi della presenza del termine collegato alle concordanze, cioè all’elenco di citazioni di passi nei quali si trova la parola nel testo, in questo caso in Elias Portolu, Amori moderni, Cenere e L’argine:


Individuati così i contesti semantici in cui il termine è presente, si può risalire dalle singole concordanze, ossia dalla sezione di testo con la parola chiave evidenziata al relativo capitolo e all’opera. La lettura di passi significativi può essere più o meno estesa in base agli interessi personali e alle esigenze didattiche. Si propone di seguito una raccolta esemplificativa di brevi passi nei quali il termine “quadro” è usato nell’accezione “di opera d’arte, dipinto.”
2. Lentamente i rumori si spendero, e tutto fu silenzio su quella specie di clan addormentato. Elias rientrò e si coricò a fianco di Pietro, sullo stesso fascio di erba ch’esalava un acre profumo. Tutta la cumbissia era sparsa di giacigli erbosi: qualche fuoco brillava ancora spruzzando tremuli chiarori rossastri su quel vasto quadro silenzioso: si vedeva or sì or no una lunga barba, un costume lanoso, un volto di donna, una sella, un cane accovacciato accanto ai focolari, un fucile appeso alla parete. (da Elias Portolu)
3.Il cielo era fresco e puro; un soffio di brezza, profumato dai cespugli aromatici, passava sull'altipiano; le quaglie cantavano fra le stoppie, e nugoli di uccelli volavano trillando e frusciando da una macchia all'altra. Era un quadro mirabile, sul quale Colomba s'ergeva luminosamente. Antonio non si saziava di guardarla, e avrebbe voluto innamorarsene sul serio, ma molte ragioni ne lo distoglievano. (da Amori moderni)
4. Il colore dorato della sua carnagione freschissima in armonia con gli occhi e coi capelli, e sopra tutto il mento ovale, con una profonda fossetta, mi ricordano qualche figura di quadro, direi quasi del Botticelli, se le trecce di lei fossero sciolte e svolazzanti serpentine al vento di un azzurro mattino di marzo. Oggi l'azzurro non c'è: c'è del grigio, come il vestito e il berretto di lei; il vento è freddo, umido, e le mani nude e rosse della ragazza danno unsenso di pena. (da L’argine)
5. Vuol condurmi a casa sua: ma preferisco invitarlo io al Caffè sotto i portici. Il quadro è piacevole, movimentato, pieno di figure caricaturali, miti e colorite; mi diverto, mi dimentico di me stesso… (da L’argine)
6. Un silenzio tragico circondava i viaggiatori, interrotto soltanto, a intervalli, dal grido degli avoltoi. Forme strane apparivano qua e là fra la nebbia, ai lati del sentiero roccioso, e il grido degli uccelli carnivori sembrava la voce selvaggia di quelle misteriose parvenze, disturbate dal passaggio dell'uomo. Anania credeva di camminare fra le nuvole, sentiva qualche volta il senso del vuoto, e per vincere la vertigine doveva guardare intensamente il sentiero, sotto i piedi del cavallo, fissando le lastre umide e lucenti dello schisto e i piccoli cespugli violetti del serpillo la cui acuta fragranza profumava la nebbia. Verso le nove, fortunatamente pei viaggiatori che in quell'ora percorrevano un sentiero strettissimo tagliato sul dorso immenso di Monte Spada, la nebbia diradò: Anania diede un grido di ammirazione, quasi strappatogli violentemente dalla bellezza magnifica del panorama. Tutto il monte apparve coperto da un manto violetto di serpillo fiorito; e al di là, la visione delle valli profondissime e delle alte cime verso cui si avvicinavano i viaggiatori, pareva, tra il velo squarciato della nebbia luminosa, fra giuochi di sole e d'ombra, sotto il cielo turchino dipinto di strane nuvole che si diradavano lentamente, un sogno d'artista impazzito, un quadro d'inverosimile bellezza. (da Cenere)
7. La corriera riprese il viaggio: ecco Mamojada, emergente tra il verde degli orti e dei noci, col campanile chiaro disegnato sull'azzurro tenero del cielo; da lontano il quadretto aveva le tinte delicate d'un acquerello, ma appena la corriera si inoltrò su per lo stradale polveroso, il profilo del paesetto prese tinte cupe, ancor più forti di quelle del paesaggio. (da Cenere)
8. A misura che egli saliva, il sole calava: era un tramonto meraviglioso. Passando sotto un albero egli fermò il cavallo per contemplare uno squarcio di paesaggio che sembrava un quadro simbolico: le montagne s'eran fatte violette; una lunga nuvola dello stesso colore oscurava l'orizzonte in alto: fra la nuvola e le montagne il cielo d'oro e un grande sole cremisi senza raggi. In quel momento, non seppe perché, Anania si sentì buono buono e triste. ( da Cenere)
Questa attività di ricerca diretta sui testi può avere come fine auspicabile anche una rafforzata motivazione alla lettura che potrebbe non limitarsi ai passi selezionati ma essere estesa a una più ampia raccolta e approfondimenti stimolati da interessi e curiosità personali.
A partire dall’analisi di questi brevi passi è possibile comprendere in che modo la scrittrice, attraverso una gamma vastissima di sfumature di colori e di una alternanza di atmosfere (luce e buio, suoni e silenzi) riesce a fondere la leggerezza idilliaca e quasi incantata del paesaggio con le vicende umane che si intrecciano da sempre con la natura circostante. Ne è prova in Elias Portolu la casupola campestre tipica della Sardegna (cumbissía) che accoglie tutta la famiglia nella penombra della notte sulla quale si posa lo sguardo della scrittrice che lo percepisce e descrive come un atavico “vasto quadro silenzioso”. O anche quando in Cenere la scrittrice fa esclamare al protagonista “Come la natura è grande, e come è bella! e come è forte!” davanti a un paesaggio, dominato da un silenzio quasi totale, che gli appare “tra il velo squarciato della nebbia luminosa, fra giuochi di sole e d'ombra, sotto il cielo turchino dipinto di strane nuvole che si diradavano lentamente, un sogno d'artista impazzito, un quadro d'inverosimile bellezza”.
Con analogo procedimento è possibile- nell’ambito della vasta produzione della scrittrice presente nella biblioteca digitale IntraText - estrapolare altre parole chiave funzionali alla ricerca sui colori, per poi risalire dal lessico ai relativi contesti semantici e selezionare passi esemplificativi da leggere e interpretare.
Dal lemma base “colore”, scaturisce un’ampia famiglia lessicale (Figura 3) presente con un’alta frequenza in numerose opere (colore 392 volte, colori 145 ecc.) come attestano le occorrenze, ossia la presenza di parole con un link che conduce alla pagina in cui è inserita la specifica parola. Un esempio, tra i tanti possibili, sull’uso di questo termine: “Era vestito di colore del sole e dei monti , e il viso si rassomigliava a quello di un figlio di don Zame Pintor…”. (da Canne al vento)
Per avere un’idea dell’incredibile gamma cromatica e lessicale tramite la quale la Deledda descrive lo spazio narrativo e racconta le emozioni di chi lo vive, si può effettuare una semplice ricerca lessicale. La scheda che segue, fornisce un esempio di lista di frequenza delle parole utilizzate dalla Deledda - nelle opere raccolte nella biblioteca digitale IntraText - per definire le sensazioni visive di “bianco “e “giallo”.
545 bianca
1 bianca-nera
7 biancastra
3 biancastre
8 biancastri
13 biancastro
274 bianche
2 biancheggiano
5 biancheggiante
1 biancheggianti
4 biancheggiare
1 biancheggiassero
19 biancheggiava
6 biancheggiavano
14 bianchezza
|
253 bianchi
1 bianchicce
1 bianchicci
4 bianchiccia
1bianchiccie
5 bianchiccio
17 bianchissima
7 bianchissime
16 bianchissimi
18 bianchissimo
662 bianco
1 bianco-grigio
1 bianco-roseo
13 biancofiore
1 biancoperla
10 biancore
1 biancoria
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142 gialla
20 giallastra
10 giallastre
7 giallastri
18 giallastro
115 gialle
112 gialli
1 giallicci
3 gialliccia
3 gialliccio
1 giallina
6 gialline
2 giallini
6 giallino
1 giallissime
|
215 giallo |
Per concludere, la Deledda coglie il senso profondo del silenzio in un’epoca che si avviava a perderlo per essere sommersa dai suoni e dalla multimedialità, e della natura che si avviava a subire l’impatto delle attività umane sull’ecosistema. Anche in questo emerge la modernità della scrittrice di cui è stata forse consapevole anche nella resa espressiva. Così almeno autorizzano a pensare le tante immagini quasi fotografie istantanee, le dissolvenze, i quadri e le inquadrature quasi cinematografiche presenti nelle sue pagine.
E per i giovani lettori, dopo aver compreso in che modo il testo veicola le emozioni e l’universo emotivo di chi scrive, diventa sicuramente più facile percepire una risonanza interiore con ciò che leggono.
Bibliografia di riferimento
Carioli S., La lettura online come nuova dimensione della literacy. Formazione & Insegnamento, vol.11, N.3 (2013), 189–198, (ver. 04.04.2015).
Eco U., Sulla letteratura, Bompiani, 2008
Grossi L., Per una riflessione sentita: coniugare emozione e competenza interpretativa, in Paolo D’Achille (ed.), Grammatica e testualità. Metodologie ed esperienze didattiche a confronto. Atti del I Convegno Seminario dell’ASLI Scuola (Roma, Università Roma Tre, 25-26 febbraio 2015), Firenze, Cesati, 2016, pp. 123-136.
Grossi L., Il silenzio come cifra narrativa in Deledda. Un percorso digitale, in «Pagine dimenticate», 2016
A. Nardia, Lettura digitale vs lettura tradizionale: implicazioni cognitive e stato della ricerca
Ezio Raimondi, Le voci dei libri, Il Mulino, 2012