Home - la rivista - editoriali - ...e se si ricominciasse dal 2 Giugno?

editoriali

29/05/2026

...e se si ricominciasse dal 2 Giugno?

a cura di redazione
Il 2 Giugno 2026 è lontano ottant'anni dal 2 Giugno 1946, quando la prima votazione a suffragio realmente universale avviò l'Italia alla trasformazione da stato monarchico a Repubblica democratica. 
Oltre ogni considerazione politica e storica, per il nostro paese il conflitto mondiale era finito, il regime fascista era stato distrutto. 
L'Italia sembrava aver ripreso in mano il proprio sviluppo verso la modernità, avendo fatto esperienza tragica di guerra, e avendo chiaro un orizzonte di diritti civili e politici che sembrava fossero lì, in attesa solo di una ufficializzazione che li rendesse pratica quotidiana.  
In occasione del referendum istituzionale ha votato l'89,08% di coloro che avevano diritto a farlo; il dato è straordinario, considerando che è un paese ancora prevalentemente analfabeta, quindi con un accesso molto limitato all'informazione giornalistica. 
E'  il tema che oggi deve farci portare il 2 Giugno in classe: la partecipazione.
Partecipare è il primo movimento dello stare in una comunità, e, quindi, anche dell'essere insegnante: chi insegna non può praticare un approccio passivo e ripetitivo, perchè genera disamore per la cultura e per ogni struttura collettiva; la scuola di oggi, invece, figlia diretta di quel 2 Giugno, del movimento antifascista precedente e della Costituzione che ne è derivata, si deve intestare pienamente il compito di attivare i saperi per liberare le scelte, le condivisioni. La scuola deve costruire società, democrazia. Partecipazione, appunto. 

Nella liturgia dell'anno scolastico, il 2 Giugno cade quasi alla fine delle attività didattiche, è un giorno festivo, perciò spesso si trascura la realizzazione di iniziative di studio e di ricerca; proponiamo allora alla comunità attiva e impegnata: e se il prossimo anno scolastico, là dove il curricolo lo consenta, cominciasse con un'attività sul 2 Giugno? 
Se i primi giorni di scuola, a Settembre, fossero i giorni della "nascita della Repubblica", come sono i giorni in cui nasce l'anno scolastico?

Sarebbe, forse, il modo migliore per rimettersi a cercare, insegnanti e apprendenti, il senso dello stare a scuola per la realizzazione della società dei diritti, secondo quanto la Costituzione aveva immaginato, attraverso un uso libero e liberante della cultura. Sarebbe il miglior modo per rimettere al centro del discorso educativo la partecipazione di tutte e tutti ad una fase "costituente" che dai banchi di scuola arrivi ai banchi delle istituzioni. 

In questo spazio abbiamo raccolto solo alcuni dei tantissimi strumenti e materiali da poter utilizzare, per coltivare la professionalità e per immaginare sviluppi curricolari dei temi e dei problemi storici. 

 

In allegato: un repertorio di materiali per documentarsi e costruire attività in classe
A questo link: alcuni materiali tratti dal catalogo della mostra "La rinascita del Parlamento", allestita alla Camera dei Deputati in occasione dei 60 anni del 2 Giugno
L' intervista a Carlo Greppi condotta da Gloria Calì e Lorella Villa 
Una scheda didattica (solo in abbonamento) per un'attività sulle lettere di partigiani e partigiane che diventano canzoni. 

 

scarica l'articolo completo   .pdf - 380.6 KB

Scrive...

chi siamo: M. Gloria Calì - Angela Caruso - Daniela Casaccia - Raffaella Corsi - Pietro Levato - Annalisa Marcantonio - Filomena Pisciotta - Gianluca Salamone - Lorella Villa