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11/03/2020

Per ridurre i danni della “mancata presenza”

a cura di insegnare

Per ridurre i danni della “mancata presenza”

Appello per un monitoraggio indipendente della “scuola a distanza”

La grave emergenza attuale non è un’occasione per incrementare la didattica a distanza,
ma una situazione di assenza della scuola reale da fronteggiare con ragionevolezza.

Questo momento assai difficile va affrontato lucidamente, con lo scopo prioritario di ridurre il danno determinato dall’impedimento alla relazione diretta tra scolari, studenti e insegnanti. Accettare la sfida, con un utilizzo critico e consapevole delle tecnologie digitali nella didattica e nei rapporti professionali, è quindi necessario e doveroso.

I pericoli per l’istruzione, però, sono sostanzialmente tre, gravi e strettamente collegati e conseguenti l’uno all’altro:

  1. L’improvvisazione, dovuta alle difficoltà sopraggiunte ma anche alimentata dal marketing istituzionale sull’efficacia “a prescindere” della “didattica digitale”, significante-quasi-vuoto capace di comprendere tutto e il suo contrario; e anche etichetta omologante che ha consentito un’OPA della mentalità liberista sulla “scuola attiva”, laboratoriale e altre tradizioni tipiche dell’insegnamento militante mediante la retorica dell’innovazione fine a se stessa.
  2. La subordinazione delle istituzioni pubbliche alle piattaforme del capitalismo di sorveglianza, ulteriormente glorificata in forma ipocritamente solidale sulle pagine istituzionali e già attive in molte scuole (in particolare le varie filiazioni scolastiche di Google). Perché offrono soluzioni chiavi-in-mano e sono conformi ai dettami sulle competenze subordinate alla mercificazione del lavoro, alla logica dell’istruzione come investimento su e di “capitale umano”.
  3. L’accentuazione delle profonde disuguaglianze che già gravano sul sistema scolastico italiano fra territori, singole istituzioni, tipologie di scuole, famiglie, studenti. Si rischia di uscire da questa emergenza con una scuola apparentemente più “innovativa” e sostanzialmente più diseguale, ovvero meno democratica.

In questi giorni la quasi totalità dei docenti sta dimostrando, con energia e passione, di voler salvaguardare, seppure a fatica, l’autenticità dei processi relazionali e ambientali di insegnamento/apprendimento: è questo il momento di non vanificarne lo sforzo.  Si configura però una situazione di conflitto tra la definitiva colonizzazione della progettazione didattica, sempre più prevalentemente  individuale, da una parte, oppure, dall’altra, la sua indipendenza, a difesa del senso e delle prerogative collegiali e costituzionali della scuola pubblica. La scuola monopolizzata dalle grandi piattaforme sarebbe una scuola asservita al lavoro esecutivo eterodiretto, definitivamente e strutturalmente sottoposta a presunti controlli oggettivi di risultato, efficienza e qualità.

Una scuola che in questo momento riaffermi invece la propria volontà e capacità di progettare in modo flessibile e articolato, con soluzioni condivise all’interno delle comunità educanti e nel rispetto di una relazione reale e praticabile con la realtà socio-culturale in cui opera, terrebbe la barra dritta sull’emancipazione e sullo sviluppo umano. Mentre, all’opposto, chiamarsi fuori in modo aprioristico e indifferenziato è un errore gravissimo: questa posizione lascia infatti campo aperto, rafforzandolo, al tecnoliberismo che vorrebbe contrastare.

Se, insomma, il “digitale” irrompe con tutte le sue ambiguità non solo nell’immaginario, ma anche nella organizzazione d’emergenza della scuola della Repubblica, è necessaria a nostro avviso una mobilitazione intellettuale e professionale che approfondisca le questioni e vigili su applicazioni e implicazioni, abbattendo il recinto tecnocratico e illusoriamente tecnoentusiasta in cui esse rischiano di essere ulteriormente confinate.

Proponiamo quindi alle organizzazioni professionali e sindacali di avviare un monitoraggio nazionale della situazione il più puntuale possibile e soprattutto a sua volta del tutto indipendente e trasparente, perché solo se immune da marketing, ricerca di consenso e volontà di orientamento potrà avere una valenza culturale e professionale, civile e politica capace di preservare la democrazia a scuola.

Firme finora raccolte


Per sottoscrivere questo appello, clicca qui


Per avere un primo riscontro delle reali situazioni che la scuola sta affrontando, il Cidi Torino ha avviato un’indagine preliminare cui hanno già aderito molti colleghi.

Se sei un docente impegnato a fronteggiare questa situazione di emergenza, 

puoi rispondere all'indagine preliminare cliccando qui.


Se vuoi scaricare questo appello in formato pdf da diffondere 

clicca qui


 

Hanno sottoscritto finora ...

100 Amadio Caterina – Torino
Amendola Assunta
Ambel Mario – Torino
Angelelli Rosanna – Roma
Baldacci Massimo - Fucecchio (FI)
Becchis Michela
Bertin Adriano - Rivoli
Bocci Stefano
Borgo Gianfranco
Bordoni Federica
Braidotti Daniela – Torino
Bruni Maria Irene - Salerno
Caffarati Luca Ballestra
Calì M. Gloria – Palermo
Camera Alessia - Torino
Carapacchio Antonietta
Caruso Angela – Castel di Sangro (AQ)
Casaccia Daniela – Pescara
Chiesa Domenico – Torino
Cicconetti Alain - Pescara
Corsi Raffaella - Piossasco (TO)
Costantini  Irene
Costantino Giuseppe
Cristini Francesca – Pescara
Dalla Valle Grazia – Torino
Della Corte Elisabetta - Cosenza
De Luca Piero - Napoli
De Stefano
Di Franco Antonio - Roma
Di Iulio Anna Maria - Pescara
Di Martino Mariarosa - Roma
Durante Valentina
Di Filippo Stefania
Fasoli Simonetta – Roma
Fassio Piero
Ferraris Magda – Torino
Finelli Claudis - Roma
Fortugno Carmela - Moncalieri (TO)
Gammaldi Caterina – Cosenza
Gatti Marta - Acicurzio (MB)
Gilardi Veronica - Varallo (VC)
Girardi Luisa – Torino
Ghiringhelli Gianluigi - Torino
Giglielmino daniela - Torino
Guastavigna Marco - Chieri (TO)
Guastavigna Marta - Torino
Guastavigna Giovanni
Iaria Pino
Interdonato Daniele
Iori Maria Luisa – Torino
Limone Paola - Rivoli (TO)
Lucente Marilena – Caserta
Manno Giuditta - Roma
Manuele Franca – Torino
Masturzo M. Luisa – Torino
Matteucci Gian Luca 
Mattiuzzo Michela - Foligno
Meotto Marco

Morello Ermanno - Venaria (TO)
Morini Cristina
Nobis Marilena- 
Novelli Luisella
Nugara Silvia
Pagliasso Caterina
Palumbo Carlo – Torino
Pagliasso Caterina
Paone Fiorella
Paone Rosario
Penge Stefano
Peri Paola - Sesto San Giovanni (MI)
Perini Noto Ingrid
Petralia Eliana
Pirrone Catania - Catania
Pisciotta Filomena – Roma
Polito Daniela 
Pozza Erik - Valdilana (BI)
Re Daniela - Torino
Raniolo Giovanni
Renzi Paolo - Torino
Ristori Silvia
Rossetti Marilena – Pordenone
Russo Giuseppina
Sacco Francesca
Salerno Rosario
Sanno Rita Angela
Saragnese Luigi - Torino
Scarlata Claudia
Serra Massimo - Torino
Sironi Mario - Ischia
Sirio Linda
Solvi Daniele - Roma
Tambone Eliseo
Tassella Renato
Tegardi Simona - Roma
Teverino Carmela - Roma
Tredicine Antonella - Roma
Tremoloso Luigi – Torino
Truccolo Maria Angela
Vespa Mariel
Vigna-Taglianti Andrea - Cuneo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

37

Alba Andrea - Torino
Bargetti  Gabriale - Olbia (SS)
Benvenuto Vincenza - Milano
Bilardo Salvatrice - Milano
Bitonto Andrea - Alberobello (BA)
Boggio Marzet Giulia
Bruno Francesca - Roma
Cantarini Gabriella - Jesi
Caranci Ernesto - Pescara
Catrignano Giovanna - Monop. (BA)
Compagno Francesco
De Clementi Silvia - Civitavecch. (RM)
Di Martino Mariarosa - Roma
Fabbricatore Marcello - Cosenza
Fiori Anna Teresa
Forte Carlo - Mestre (VE)
Fratini Piera - torino
Freda Mino - Cerveteri (RM)
Gammaldi Adele - Pellezzano (SA)
Gazzeri Nicoletta
Lampis Natasha - Alghero (SS)
Mari Lorenzo - Bologna
Micheletti Stefano
Mittica Vincenza -Marina di G. I.(RC)
Muraglia Maurizio - Palermo
Pennazio Antonella - Chieri (TO)
Riva Maria Grazia
Roberti Roberta - parma
Salmaso Carlo - Padova
Sanna Rita Angela
Scrivano Fabrizio - Roma
Sermi Valentina - La Spezia
Vayola Patrizia
Villa Roberto
Zodiaco Lodovico -Pieve di Sacco (PD)
 

Seguirà a breve elenco completo e in progress