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28/01/2026

Educare alla sostenibilità. L’esperienza del CPIA di Ragusa nel concorso nazionale del Cidi “A scuola di Costituzione”

di docenti e dirigente del CPIA di Ragusa

Qui documentiamo l’esperienza degli studenti del CPIA Ragusa coinvolti nel progetto nazionale CIDI “A scuola di Costituzione” dedicato alla sostenibilità, per l’a.s. 2024-2025; il prodotto finale elaborato dalle sedi coinvolte ha ottenuto il primo premio ex aequo. Il percorso, sviluppato in modo condiviso dalle sedi di Comiso, Ispica, Modica, Scicli e Santa Croce Camerina, ha coinvolto corsi di primo livello e di alfabetizzazione linguistica, intrecciando Educazione Civica, discipline curricolari e una forte attenzione al territorio. Attraverso metodologie attive e un costante dialogo con i contesti locali, la sostenibilità è stata proposta come esperienza concreta e come orizzonte educativo capace di promuovere i principi e le azioni necessarie finalizzati all’esercizio di una cittadinanza consapevole, all’inclusione e al senso di responsabilità verso il bene comune da parte degli studenti dei percorsi di alfabetizzazione e di 1° livello che hanno partecipato alle attività..

Il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti di Ragusa opera come una scuola diffusa, radicata nei diversi contesti della provincia e capace di rispondere ai bisogni formativi di un’utenza eterogenea per età, provenienza e vissuti personali. Nei CPIA, l’istruzione si configura come spazio che, attraverso i saperi disciplinare, ricostruisce percorsi interrotti, fa incontrare le culture e rende possibile l’esercizio concreto della cittadinanza.
È in questa cornice che prende forma il progetto sulla sostenibilità ambientale presentato al concorso CIDI 2024-2025.

La scelta del tema nasce dalla consapevolezza che la sostenibilità rappresenta oggi una chiave interpretativa imprescindibile per leggere il presente. In un contesto educativo come quello del CPIA, caratterizzato dalla spiccata pluralità delle esperienze di vita e dei riferimenti culturali, essa diventa un terreno comune su cui costruire linguaggi condivisi. Il riferimento all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e ai principi costituzionali di tutela dell’ambiente ha offerto una cornice di senso entro cui collocare il lavoro didattico, orientandolo verso la formazione di una cittadinanza attiva, consapevole e responsabile.

Il progetto è stato condiviso tra i docenti delle sedi coinvolte e realizzato in forma collegiale dagli studenti delle sedi di Comiso, Ispica, Modica, Scicli e Santa Croce Camerina. Le diverse realtà territoriali sono diventate laboratori educativi nei quali osservare, analizzare e comprendere pratiche di sostenibilità già presenti o possibili. Le attività in aula si sono intrecciate con uscite didattiche, incontri con realtà produttive e istituzionali e momenti di rielaborazione personale e collettiva. La metodologia adottata ha privilegiato l’esperienza diretta e il learning by doing, favorendo il coinvolgimento attivo degli studenti.

Nella sede di Comiso il percorso si è sviluppato a partire dal rapporto tra risorse naturali, acqua e produzione agricola. La visita al mulino ad acqua seicentesco Inxiraro ha consentito agli studenti di entrare in contatto con un modello produttivo fondato sull’uso di energie rinnovabili e sul rispetto dei cicli naturali. L’incontro con l’azienda di agricoltura rigenerativa Inferno Food Forest ha ampliato la riflessione, mostrando come sia possibile coniugare innovazione, sostenibilità ambientale ed economia.

Gli studenti di Ispica, in visita presso la Capitaneria di porto di Pozzallo, hanno potuto conoscere le attività svolte da questa istituzione nell’ambito della sicurezza portuale e della navigazione e il servizio di emergenza in mare. La visita presso un’azienda zootecnica del territorio ragusano ha fatto conoscere loro una tipica attività del territorio in cui risiedono, quella zootecnica, da cui proviene quasi tutto il latte siciliano, in parte utilizzato per la produzione di formaggi. Il percorso presso il settecentesco Mulino ad acqua di Cava Ispica, restaurato e perfettamente funzionante, simbolo di una realtà produttiva sostenibile di un tempo tipica di quest’area dell’isola, ricca di torrenti e vallate.

A Modica e Scicli il lavoro si è intrecciato con il tema della tutela del territorio e della prevenzione dei rischi ambientali. Le attività svolte, anche attraverso la collaborazione con la Protezione Civile, hanno permesso di riflettere sul ruolo delle istituzioni e dei cittadini nella salvaguardia dell’ambiente, evidenziando come la sostenibilità non riguardi solo le scelte individuali, ma anche le responsabilità collettive.

Il percorso della sede di Santa Croce Camerina ha assunto una particolare rilevanza per la sua articolazione e per il forte legame con la memoria storica del territorio. La visita al Museo Demologico ha consentito di riscoprire stili di vita della civiltà contadina, improntati a un uso sobrio delle risorse e a un rapporto equilibrato con la natura. Le successive visite ad aziende agricole sostenibili e al Centro Comunale di Raccolta dei rifiuti hanno rafforzato la riflessione sull’economia circolare, mentre la passeggiata ecologica nel parco Fonte Paradiso ha tradotto la riflessione teorica in un gesto concreto di cura del bene comune.

Gli esiti del progetto sono stati significativi sia sul piano degli apprendimenti sia su quello della motivazione. Molti studenti hanno mostrato un interesse crescente per i temi della sostenibilità e dell’Agenda 2030 e hanno fornito il loro fondamentale contributo in relazione alla propria esperienza di vita; in alcuni casi il lavoro realizzato è stato presentato sotto forma di elaborato per il colloquio orale agli esami di Stato.

Il riconoscimento del primo premio ex aequo nel concorso nazionale CIDI 2024-2025 ha rappresentato la conferma della qualità del lavoro svolto e della forza del legame costruito tra scuola e territorio e il riconoscimento del valore del percorso che risiede anche nella sua trasferibilità, in quanto propone un modello didattico replicabile in altri contesti dell’istruzione degli adulti.

L’esperienza del CPIA di Ragusa mostra come l’educazione degli adulti possa diventare uno spazio privilegiato per affrontare le grandi sfide del presente, trasformando la sostenibilità da tema di studio in pratica educativa quotidiana e condivisa.