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25/05/2026

"L’ora di scienza": una possibilità di tempi e spazi democratici a scuola

di Giulia Cordone

Il libro LOra di Scienza, Cultura scientifica a scuola per lo sviluppo della persona scommette sulla possibilità di ripristinare il ruolo politico della funzione docente. In questo contesto, appare particolarmente appropriata l’accezione periclea di "politica" come arte dello stare insieme: un porsi in relazione con il pianeta nella sua interezza, tra esseri umani, piante, animali, minerali, rocce, mari, fiumi, cielo e non solo.

Si tratta di un libro prezioso perché crea connessioni tra i diversi punti di fragilità della scuola e delle società odierna, propone soluzioni e sperimentazioni, chiede a chi legge di "svegliarsi" per rintracciare il tessuto connettivo che sorregge fatti altrimenti mostrati come sconnessi, isolati e privi di quella trama di senso necessaria a sfidare la complessità. Al volume concorrono contributi che, coralmente, delineano una prospettiva per sperimentare l’interezza della conoscenza. Ciò avviene attraverso il "precipitare" in un sapere disciplinare situato e contestualizzato, e perciò trasversale, a patto però di compiere un capovolgimento delle dinamiche di potere nelle aule e di praticare un rigore, sia nella ricerca che nella proposta metodologica.

Questo capovolgimento prevede la rottura delle diverse asimmetrie quotidiane: l’accentramento della parola nella persona del docente, le pratiche puramente trasmissive dei contenuti, la geografia tradizionale degli assetti d’aula e il potere ricattatorio del voto. In questa inversione di rotta si ricerca il gusto dell’esplorazione, nella fiducia che "il sapore del sapere" – gustato prima individualmente e poi collettivamente – possa scatenare la dopamina e appassionare ai processi di ricerca. Un percorso verticale che coinvolge bambine e bambini, ragazze e ragazzi, giovani adulte e adulti , chiunque scelga di percorrere la strada di pratiche democratiche e autentiche di insegnamento-apprendimento.

Nel susseguirsi delle pagine vengono affrontati nodi cruciali del curricolo di scienze e la sua fragilità nell’agito scolastico: vengono proposte esperienze che disegnano possibilità che vanno dalle scuole dell’infanzia all’orientamento universitario, al Piano Lauree Scientifiche. Dalla fragilità parte la riflessione: si pensi, ad esempio, all'atteggiamento approssimativo con cui spesso si struttura la didattica laboratoriale, dove l’esperimento viene sovente soltanto "mostrato" e ridotto a mera conferma di uno studio teorico. Al contrario, il laboratorio scientifico dovrebbe fungere da scenario per una ricerca in cui tutti e tutte coloro che partecipano siano parimenti attori e attrici – con la propria competenza e angolatura – e contribuscano a creare le domande, a discapito dell’egemonia di risposte preconfezionate. Nelle pratiche tradizionali, invece, i materiali sono spesso già predisposti e posizionati "di fronte" ad alunni e alunne anziché al centro della proposta didattica, replicando l’asimmetria della spiegazione trasmissiva a scapito della circolarità delle idee. 
Ne consegue, in questi casi,  una percezione della cultura scientifica come qualcosa di "già dato". Più volte nel testo si evidenzia come l’esperienza e l’esperimento siano trattati in modo decontestualizzato rispetto ai processi storici di evoluzione del pensiero, alimentando l'idea fallace di un accrescimento cumulativo e lineare delle conoscenze. In questo modo diventa difficile entrare in relazione democratica con il pensiero scientifico, facendo leva su quelle abilità creative che sono il sale della ricerca e dell’apprendimento. Eppure, il laboratorio è proprio il luogo in cui l’intima relazione con il materiale, se oculatamente predisposto, può delineare una geografia di apprendimento più paritetica e collettiva; lo stesso posizionamento dell’insegnante si fa più mobile [1]

Il libro è, in definitiva, un invito a una didattica che si svolge "in piedi", in cui ci si muove e si crea circolarità, sostenuta dall’aggiornamento contenutistico, dalla metariflessione e dalla ricerca metodologica.

LOra di Scienza è anche un invito alla coerenza. Risulta significativa, in tal senso, l’analisi delle nuove Indicazioni Nazionali del 2025 per il primo ciclo, che rileva come la notevole quantità di obiettivi specifici d’apprendimento sia in netta contraddizione con l’introduzione del documento stesso, la quale prospetta poche ed essenziali conoscenze come nodi per una didattica delle competenze.

Il testo sfida il conformismo del presente per affermare una scuola democratica che rivendichi pari dignità alle scelte formative di ciscuna studentessa e ciascuno studente, conciliando l’homo faber con l’homo sapiens. Su questo punto appare particolarmente interessante l’analisi del rapporto egemonico della scienza rispetto alla tecnologia. Un legame subordinato che, purtroppo, viene ribadito dalle recenti scelte ministeriali sugli istituti tecnici, orientate alla "curvatura al lavoro" e alla domanda di competenze del sistema produttivo (come prevede la riforma resa attuativa dal Decreto Ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026). Per associazione di idee, viene in mente Albert Einstein: nel suo Annus Mirabilis (1905), lavorava come esperto di terza classe all'Ufficio Brevetti di Berna. Proprio in quell'anno pubblicò i quattro lavori che rivoluzionarono la fisica moderna. Chissà che un lavoro così pratico e a contatto con le invenzioni non abbia avuto un ruolo cruciale in quella  straordinaria produzione di fisica teorica, tra le più rivoluzionarie di tutti i tempi [2]

Inoltre il libro è un invito al rigore: “Occorre rimettere nelle discipline quello che è stato tolto per la fretta di giungere velocemente alle conclusioni. Occorre restituire alla disciplina ciò che la caratterizza in termini di sviluppo del pensiero nel tempo storico, per utilizzarla nei vari tempi dell’apprendimento. I passaggi essenziali nella storia della disciplina devono essere esaminati e scanditi. È la contestualizzazione storica ed epistemologica, che rende il sapere scientifico un sapere critico.” [3]
Leggendo questo passaggio, il pensiero va inevitabilmente ad Antonio Gramsci, quando scriveva che
“comprendere e valutare realisticamente la posizione e le ragioni dell'avversario (e talvolta è avversario tutto il pensiero passato) significa appunto essersi liberato dalla prigione delle ideologie (nel senso deteriore, di cieco fanatismo ideologico), cioè porsi da un punto di vista «critico», l'unico fecondo nella ricerca scientifica.[4].

Questo punto di vista critico nel processo didattico è, a mio avviso, il traguardo a cui tendono, con angolature differenti, tutti i contributi del libro: uno sguardo che rispetti la visuale di ciascun@, contribuisca alla transizione ecologica e rintracci, attraverso e attraversando la scienza, esplorando le zone di contatto con la letteratura, il senso profondo della parola umanità.

Il testo è aperto, narra storie e pratiche, dialoga con chi legge suscitando interrogativi: un testo adatto ad una buona dialogica lettura.

 

Note

[1] M. Gloria Calì, "Restiamo umani", in "L’ora di scienza", 2026 PM Edizioni, pag. 14

[2]Nel 1905 Albert Einstein pubblica: Sulla produzione e sulla trasformazione della luce, da un punto di vista euristico ("Über einen die Erzeugung und Verwandlung des Lichtes betreffenden heuristischen Gesichtspunkt”), Sul moto di piccole particelle sospese in un liquido stazionario, come richiesto dalla teoria cinetica molecolare del calore ("Über die von der molekularkinetischen Theorie der Wärme geforderte Bewegung von in ruhenden Flüssigkeiten suspendierten Teilchen”), Sull'elettrodinamica dei corpi in movimento ("Zur Elektrodynamik bewegter Körper”), L'inerzia di un corpo dipende dal suo contenuto di energia? ("Ist die Trägheit eines Körpers von dessen Energieinhalt abhängig?"). 

[3] Eleonora Aquilini, "La scienza nella scuola: il valore dell’apprendimento  disciplinare nella costruzione della persona. Il pensiero  scientifico per l’educazione alla cittadinanza", in "L'ora di scienza", 2026, PM Edizioni, pag. 33.

[4] Antonio Gramsci, "Il materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce", 1971, Editori Riuniti, pag. 19.

"L'ora di scienza" 

Cultura scientifica a scuola per lo sviluppo della persona

a cura di M. Gloria Calì e Carlo Fiorentini

 

PM edizioni, Maggio 2026

pp. 152

euro 20

Scrive...

Giulia Cordone Docente di matematica e fisica in un liceo linguistico palermitano. E’ socia dell’Associazione PALERMOSCIENZA e fa parte del direttivo del C.I.D.I. Palermo.