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24/06/2026

Indicazioni nazionali 2025 e Matematica

di Fabiana Fabiani

Con il Decreto ministeriale 9 dicembre 2025, n. 221, ovvero il Regolamento recante Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione, si è concluso il percorso di sostituzione delle Indicazioni nazionali 2012. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del 27 gennaio 2026 si prevede l’entrata in vigore dall’11 febbraio 2026, con successiva applicazione delle stesse nell’anno scolastico 2026/2027.

Tra le notevoli modifiche dell’impianto culturale e curricolare delle scuole, particolare attenzione viene posta alle discipline matematiche. Il testo del Regolamento dichiara: “…le istituzioni scolastiche sono chiamate a prestare particolare attenzione alle discipline di Matematica e Tecnologia considerato che le nuove Indicazioni nazionali integrano le competenze e gli obiettivi di apprendimento con riferimenti espliciti all’informatica, anche in coerenza con quanto previsto per le competenze digitali dalle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica e dalle Linee guida per l’insegnamento delle discipline STEM.  Infatti, le nuove Indicazioni nazionali introducono per la prima volta obiettivi specifici di apprendimento relativi all’informatica fin dalla scuola primaria, superando un approccio meramente strumentale e promuovendo l'uso critico e consapevole delle tecnologie, inclusa l'Intelligenza Artificiale.” 

In realtà, il testo delle Indicazioni nazionali pone una serie di nodi rispetto all’apprendimento/insegnamento della matematica, su cui sono intervenuti studiosi e ricercatori nell’ambito matematico, i quali possiedono una attenzione alla relazione con la pratica didattica e al contesto scolastico italiano. Tra questi, in particolare, Pietro Di Martino, professore ordinario di Matematiche Complementari presso l'Università di Pisa*, e Roberto Natalini, matematico e Direttore dell'IAC-CNR, sottolineano che l’enfasi posta sull’informatica nell’ambito della matematica risulta discutibile dal punto di vista culturale, in quanto riduce la matematica a mero strumento operativo al servizio di altre discipline e di fatto ne nega la specificità epistemologica e la sua funzione formativa autonoma.

Peraltro, nel lavoro a cui sono chiamate le singole istituzioni scolastiche nell’organizzazione del curricolo, emerge un problema di formazione dei docenti, i quali esprimono il loro disagio di fronte al fatto di non essere formati per insegnare matematica secondo questa prospettiva. La loro formazione è centrata sulla matematica con un significato formativo e un’epistemologia propria, due aspetti che differenziano la matematica dalle altre scienze e, in particolare, dall’informatica.

Un altro elemento di criticità, che emerge da parte di molti docenti, è la scomparsa del riferimento al laboratorio di matematica, come ambiente in cui si esplora la disciplina, si sperimentano percorsi cognitivi originali, nonché si producono nuove ipotesi e congetture da parte degli allievi. Nelle Indicazioni nazionali la correttezza del prodotto finale risulta centrale rispetto alla costruzione di un pensiero matematico diffuso e l’importanza della condivisione di significato di ciò che si fa attraverso quella disciplina.

Il quadro che emerge dall’attuazione delle Indicazioni nazionali rispetto all’ambito matematico è, quindi, un quadro frammentato e poco organico, che non risponde ai bisogni formativi delle giovani generazioni in questa disciplina e, anzi, rischia di allontanarle, soprattutto quando l’approccio alla disciplina si schiaccia prioritariamente sugli aspetti finanziari, come recita il testo stesso: “In  questo  contesto,  essa [la matematica]  svolge  un  ruolo fondamentale nella costruzione delle prime competenze  di  educazione finanziaria, intesa come sviluppo della capacità di compiere  scelte economiche informate e responsabili. Le linee guida per l'educazione civica promosse a livello nazionale sottolineano l'importanza di iniziare precocemente a formare cittadini consapevoli del valore del denaro, della gestione delle risorse, della pianificazione e della responsabilità economica.”

 

*il contributo è leggibile solo in abbonamento. 

Scrive...

Fabiana Fabiani Componente del direttivo del Cidi Torino, già insegnante di scienze umane, collaboratrice di "insegnare" dal 2003 al 2009.

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