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14/09/2026

Per Emma Bonino

di Rosanna Angelelli

Ho conosciuto Emma Bonino insieme con Adelaide Aglietta in un consultorio familiare vicino a via Palestro a Roma. Si era nel 1974, insegnavo a pochi passi da questa sede e invitai le due attiviste radicali a organizzare nella mia scuola, un Liceo Scientifico, un corso di educazione sessuale focalizzato  sulla contraccezione informata, libera e responsabile. 

Desidero puntualizzare questo aspetto del corso, perchè ritenevo ( e lo ritengo tuttora) che la  rivendicazione di un aborto liberamente scelto e legalizzato  si era allora fortemente radicalizzata proprio per via dei gravi ostacoli posti a metodi di contraccezione sicuri ed efficaci. Come si può sostenere una procreazione consapevole e responsabile se la persona non è libera, perchè consapevole, informata, su come vivere la sua sessualità? Non siamo ipocriti! A tutt'oggi si continua a ricorrere all'aborto come regolatore di défaillance della contraccezione. A monte  della questione dell'aborto c'è stato dunque, e purtroppo continua ad esserci, l'ostacolo sistematico  all'informazione sulla sessualità, un  ostacolo che è di natura innanzitutto culturale.  E tanti sono gli agenti responsabili di questa sottocultura se non ignoranza: certa politica governativa, la cultura cattolica, certe teorie pseudo scientifiche sulla sessualità, particolari disegni economici, finanche vari interessi di mercato inerenti la sanità e l'industria farmaceutica.   

Si era, come già detto, nel 1974, e parlare di legalizzazione della pillola era ancora un sacrilegio. Si sarebbero dovuti aspettare altri due anni, quando la legittimazione del suo uso fu sancita con tanti filtri e paletti, tutt'ora presenti, in primis il filtro della ricetta del medico e il  costo del medicinale.

 Eppure già dal 1953 esisteva l'AIED [1], i cui obiettivi e attività riguardavano la realizzazione di diritti civili quali la contraccezione, l'educazione sessuale, il divorzio e l'istituzione di una rete di consultori familiari e di poliambulatori. Quali furono i principali ostacoli giuridici da abbattere per l'esercizio di una procreazione informata e consapevole? Si dovette arrivare al 10 marzo 1971 ( quindi passarono quasi vent'anni dai dichiarati intenti dell'AIED) perchè la Corte Costituzionale abrogasse l'art. 553 del Codice Penale Rocco, codice datato al regime fascista e per altro a tutt'oggi in vigore, nonostante le numerose e doverose modifiche. Esso sanciva il divieto di propagandare e usare qualsiasi mezzo contraccettivo, prevedendo un anno di reclusione per chi si fosse reso responsabile di simile reato. Ma  dovettero passare ancora cinque anni di lotte radicali per fare abrogare quel "Regolamento per la registrazione dei farmaci" ( Reg. n. 478 del 1927) di cui il Ministero della Sanità si serviva artatamente per  continuare ad applicare, in barba alla decisione della Corte Costituzionale, il divieto a registrare "specialità medicinali e presidi medico-chirurgici aventi indicazioni anticoncezionali". E ancora due anni dopo la L. 194/1978 con cui si liberalizzò l'aborto, altresì, avrebbe abrogato l'art. 552 del CP depenalizzando la "procurata impotenza alla procreazione".

Emma allora sembrava una ragazzina, con i suoi capelli ricci e gli occhi azzurri che da tenerissimi tuttavia si oscuravano rapidamente di appassionata indignazione. Eppure quanta forza d'animo e umana gentilezza nel suo fare politica! Io debbo a lei la schietta caparbietà nel sostenere e difendere i diritti di autodeterminazione delle donne, ben sapendo, insieme con lei, che nella rivendicazione andava coinvolta la questione di una cultura maschile inadeguata a una contraccezione sicura. 

Il corso, allora, fu organizzato rispettando tutti i passaggi collegiali; su 34 partecipanti, solo una ragazza non potè frequentarlo. Ricordo ancora la giustificazione di suo padre che "non si dovesse insegnare alla figlia a fare all'amore". E tuttavia in quel citato "amore" quel padre involontariamente aveva riconosciuto il complesso valore sentimentale implicito nella sessualità... Il corso su questo aspetto fu molto prudente e rispettoso, attestandosi il medico dell'AIED specificatamente sulla fisiologia della  procreazione. Agli incontri fu presente anche l'insegnante di religione, un prete "illuminato", che scriveva su "Famiglia cristiana" e che ringraziò il medico per il suo rispettoso rigore scientifico. Ricordo che sui vari metodi contraccettivi si trattò a lungo anche a proposito dello Ogino-Knaus, che allora appariva il criterio di contraccezione caldeggiato dalla cultura cattolica più aperta. E su questo ci furono discussioni accese, proprio perchè il medico aveva mostrato la complessità e la varietà della fisiologia femminile. Ricordo infatti che alla fine una ragazza si alzò in piedi dichiarando divertita che "lei era una figlia dell'Ogino- Knaus!".

E oggi? Chi è ragazza (ma anche ragazzo) oggi mi sembra che viva in un certo senso con maggiore  isolamento  la propria emancipazione sessuale e sentimentale. È vero che si sono radicalmente rovesciati i presupposti della contraccezione. Il contenimento demografico sostenuto dall'ONU e dall'OMS a partire dagli anni '60, è rigettato in una Italia oggi fortemente denatalizzata, ma noi pensiamo che la questione della natalità debba continuare a svolgersi pur sempre nella consapevolezza della scelta. 

E quale educazione alla complessità sessuale oggi il Paese fornisce al giovane? Una educazione indiretta, molto spesso sui canali online, addirittura attraverso suggestioni porno, mentre la scuola, che dovrebbe essere il luogo della relazione e della presentazione riflessiva di ogni aspetto della vita, trova ostacoli da ogni parte per realizzare almeno quell'istruzione scientifica di base a chiarimento e supporto dei risvolti emotivi e affettivi delle esperienze dirette. 

Emma Bonino parlava di "libertà responsabile", penso che purtroppo noi  ne siamo ancora lontani e inadeguati. E mi hanno dolorosamente colpito gli insulti che ho letto online contro di lei, tacciata dell'assassinio di tanti innocenti attraverso la liberalizzazione dell'aborto: voci di odio e di ignoranza assoluta a proposito delle difficoltà della vita. 

A costoro dedico l'appendice di questa mia scrittura.

Un corollario: le "note di qualifica"

A tutt'oggi la condizione di "ragazza madre" procura  in noi un certo sconcerto. Sappiamo quanto sia destruente allevare un figlio fuori di un contesto familiare "normale".

Ricordo che in una conversazione con Emma lei si indignò nel sapere che dalla Legge Casati (1859) in poi, per accedere all'insegnamento elementare e iscriversi alle Scuole Normali (poi denominate Istituti Magistrali) era obbligatorio che il Sindaco attestasse la "distinta moralità" dell'aspirante insegnante. Per una donna, una gravidanza fuori del matrimonio era uno scandalo pubblico, per una maestra il segno di "una condotta incompatibile con la dignità della funzione docente". Le sanzioni riguardavano l'allontanamento o il licenziamento per motivi morali e vennero accentuate sotto il fascismo. Quando cominciai a insegnare nel lontano 1966, una parte delle note di qualifica date dal Preside e importantissime per giustificare il punteggio di servizio di una supplente era secretata e poteva contenere rilievi morali e politici senza alcun diritto alla loro conoscenza e quindi alla difesa dell'interessata/o.

Nei concorsi pubblici fino alla L. 732/1984 ci si iscriveva esibendo un certificato di buona condotta, con la L 142/1990 si rimosse definitivamente la certificazione comunale sulla moralità e sullo stato civile del candidato. Era però passato quasi un secolo e mezzo... con quante potenzialita professionali  irrimediabilmente discriminate? Con quante mortificazioni etiche?

E oggi? Dov'è arrivato il processo di sviluppo delle "opportunità?" L'aggiunta dell'aggettivo "pari" è diventata finalmente inutile o va ancora difesa questa ricerca di "parità"?

 

Note

[1] AIED, acronimo per Associazione Italiana per l'Educazione Demografica , fondato da un gruppo di giornalisti, scienziati, intellettuali di diversa estrazione politica, tra cui  Calamandrei, Salvemini, Rossi, Olivetti, Traverso, Buzzati, Bauer, Galante Garrone e  quel Luigi de Marchi, liberal-radicale, che arrivò a propugnare persino anche il diritto alla sterilizzazione

 

Scrive...

Rosanna Angelelli Di formazione classica, già insegnante di materie letterarie nei licei, è stata per anni redattrice di "insegnare".