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24/03/2026

Manifesto della pedagogia laica - presentazione

di Massimo Baldacci

Il Manifesto della pedagogia laica, come viene indicato nella Premessa, muove dalla preoccupazione per la rinascita di integralismi religiosi e soprattutto ideologici. Sono fenomeni in larga misura imputabili ai meccanismi della globalizzazione e del neoliberismo. Questi meccanismi hanno determinato tanto aspre diseguaglianze sociali, quanto forti pressioni verso un’omologazione globale, scatenando reazioni di varia natura.

Di fronte a questo quadro, torna pienamente d’attualità il valore di una pedagogia di ispirazione laica. Nel nostro Paese, una tale pedagogia vanta una tradizione importante (basta pensare a Bertin, Borghi, Cives, De Bartolomeis, Frabboni, Laporta, Massa, Visalberghi, nonché a studiosi come De Mauro e Pontecorvo), ma nell’ultimo decennio si è frammentata e dispersa. Da ciò è sorta l’esigenza di riprendere consapevolezza del compito storico della cultura laica nel campo educativo. In occasione del seminario dedicato al tema di un’Agenda della pedagogia laica, svoltosi presso il Dipartimento di Scienze della formazione dell’università di Roma Tre l’11 dicembre 2025, è nato il movimento della pedagogia laica. Il movimento si riconosce nella Costituzione italiana, e intende promuovere i valori della cultura laica, quali: la democrazia, l’autonomia della cultura, la libertà di pensiero, l’atteggiamento critico e antidogmatico, il dialogo, la tolleranza e il rispetto reciproco. Il movimento è aperto alla partecipazione di tutte/i coloro che condividono tali valori, e intende dialogare e collaborare con tutte le forze che si riconoscono nella Costituzione e nella sua promessa di emancipazione e di pieno sviluppo della persona umana.

La prima decisione del movimento è stata quella di stendere un Manifesto della pedagogia laica. Tale Manifesto non rappresenta un decalogo normativo o un programma chiuso. Piuttosto, intende porsi come una sorta di promemoria aperto, come una rete di nodi tematici, e come il documento di una ricerca in progress. Questa impresa poteva essere il frutto soltanto di un intellettuale collettivo, di un lavoro corale articolato per gruppi e sottogruppi, e basato sul libero confronto. A partire dall’individuazione di alcune aree tematiche generali, i gruppi di lavoro hanno provveduto alla loro articolazione in temi più specifici, affidati a sottogruppi che si sono organizzati autonomamente. Ha così preso il via un lavoro che, rinunciando a dogmi aprioristici, ha visto emergere tesi e argomentazioni – che restano comunque rivedibili – dalla discussione collegiale. Questo metodo va considerato come costitutivo della stessa laicità. Così, il quadro complessivo del Manifesto si presenta pluralistico, non privo di parziali e inevitabili sovrapposizioni, come pure di sensibilità in parte differenti. Non si tratta, cioè, di un quadro compatto, bensì articolato e diversificato. Le diverse tesi non sono caratterizzate da una unità monolitica, ma sono comunque attraversati da una comune ispirazione laica. Il nostro auspicio è che questo lavoro possa contribuire alla diffusione e al consolidamento di una cultura laica e democratica nel campo della scuola e dell’educazione.

 

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