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01/08/2026

Ripristinare la verità e dare fiducia alla scuola pubblica

di Andrea Morniroli e Annamaria Palmieri

Ci sono almeno tre ragioni per  provare indignazione leggendo  analisi  come quella pubblicata  sul Corriere della sera  del 28 luglio  a firma di Ernesto Galli della Loggia  con l'ambizioso titolo "Parlare (davvero) di scuola"; un editoriale nel quale  dietro un' apparente preoccupazione  intellettuale per il futuro dell"Italia, a cui vengono richiamate tutte le forze politiche,  si  porta avanti in realtà una battaglia anacronistica e  xenofoba contro l'inclusione e l'integrazione scolastica in Italia.
La prima ragione:  gran parte delle affermazioni di principio,  contenute  nell' esordio sulle proporzioni e le caratteristiche della multietnicità a scuola,  sono false. La  generalizzazione  secondo cui  in "molte scuole, specie elementari"  del nord Italia ma presto anche negli altri cicli, la maggioranza degli alunni  nelle classi,  a volte la totalità,  sarebbero figli di immigrati  "spesso di religione islamica e fortemente osservanti"  è semplicemente  una stupidaggine.  
Certo, non mancano casi simili, e allo stesso modo  non è sorprendente che in territori che impiegano  alte percentuali di lavoratori immigrati (per portare avanti la propria economia) le scuole, come tutti i luoghi sociali,  siano abitati  dai figli di quegli stessi lavoratori. Ma  basta leggere i dati e le numerose indagini sull'argomento  condotte da autorevoli enti, a partire dall'ISTAT,  per verificare che  la presenza di allievi e allieve con  background migratorio  in Italia  si distribuisce su diverse popoli, rumeni, cinesi,  popolazioni dell'est Europa, tanto per elencarle alcuni : non solo  arabi, né  di certo solo islamici "osservanti" . 
Seconda osservazione: se la presenza straniera in Italia  è  molto più  variegata di quanto non credano gli islamofobi, anche i numeri  sono  decisamente  più  bassi (una percentuale inferiore al 12 %)  di quelli registrati negli altri paesi d'Europa, come Francia e Germania, ed è  difficile immaginare che solo  qui in Italia  gli stranieri, anzi gli islamici , arrivino al punto  da scalzare  gli italiani e i loro presunti valori occidentali. 
Terza bugia, forse  più  grave delle precedenti. Nell' argomentare dell'articolo non vi è nessun cenno al fatto che -  se anche  si volesse credere ad una presenza così  consistente e invadente  di studenti  stranieri,  arabi e non arabi  -   più  della metà  è  (o sarebbe)  costituita da nati in Italia! Perché  i numeri ci dicono questo: i nati in Italia aumentano proporzionalmente al fenomeno delle migrazioni  e non è  certo  immaginabile continuare a volerli trattare  come una sacca di popolazione segregata, da temere piuttosto che  riconoscerne i diritti  come nostri fratelli e sorelle.
Avanza il sospetto che il "problema psicologico" cui sarebbe  chiamato chi va  ad insegnare, problema   su cui si focalizza  con tono grave e greve  l'editoriale di Ernesto  Galli della Loggia non sia  della scuola italiana,  bensì dell'editorialista.  Di chi davvero  pensa di poter affermare che la Storia è  stata "inventata"  dall'Occidente. Prima di mettere in piedi scenari apocalittici, bisognerebbe imparare a  conoscere e riconoscere  le scuole e dare loro la fiducia necessaria: la scuola pubblica in Italia, se messa in condizione di operare con le risorse adeguate,  professionali  logistiche ed economiche , ha in poco piu di 150 anni  affrontato sfide  molto più  impegnative di quelle   "presunte" da Galli della Loggia. Se ci si volesse occupare con serietà  della sfida interculturale, le energie da mettere in circolo non passano certo per il pericolo dello "snaturamento" delle identità , ma per altre considerazioni critiche ben più  serie: a fronte di un progressivo spopolamento delle scuole  per la diminuzione delle nascite, la permanerza di una legge anacronistica  sulla cittadinanza, le dinamiche di segregazione scolastica, lo scarso investimento nella formazione  di base sulle competenze nella mediazione linguistico-culturale. 

L'islamizzazione delle scuole  e nelle scuole, la stessa che ispira le risoluzioni parlamentari  volute dalla destra  contro un presunto indottrinamento religioso anti-occidentale (l'ultima in Commissione cultura risale a pochi giorni fa),  semplicemente non esiste. Mentre esiste di certo il tema tutto politico di superare il pregiudizio  nei confronti dell'altro, del diverso, di chiunque porti con sé un bagaglio di esperienze differente e complesso: ma, come recita la nostra Costituzione,  è  compito della Repubblica rimuovere ogni ostacolo, non agitarlo  come una bandiera ideologica per suscitare  paure  e chiusure preventive e difensive.

Scrivono...

Andrea Morniroli Già co-coordinatore nazionale del Forum Disuguaglianze Diversità, Assessore alle Politiche sociali e alla Scuola della Regione Campania

Annamaria Palmieri Dirigente scolastica presso un istituto professionale di Torino, attualmente tutor organizzatore di Scienze della formazione primaria all'università di Salerno. Già Presidente del Cidi Napoli e successivamente per due legislature Assessora all'Istruzione del Comune di Napoli.

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