"Con il presente decreto si provvede alla revisione dell'assetto ordinamentale dei percorsi degli istituti tecnici, in attuazione degli artt. 26 e 26-bis del decreto legge 144/2022, al fine di poter adeguare i curricoli alle esigenze in termini di competenze del settore produttivo nazionale secondo gli obiettivi della Riforma 1.1 della Missione 4, Componente 1, del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che mira ad allineare i curricoli degli istituti tecnici alla domanda di competenze che proviene dal tessuto produttivo del Paese, in particolare verso l’output di innovazione del piano nazionale Industria 4.0 e l’innovazione digitale in atto in tutti i settori del mercato del lavoro."
Questo è l'art. 1 c.1 del D.L. 29 del 19/2/2026, pubblicato il 9/3/2026 che interviene pesantemente sulla struttura degli istituti tecnici.
In questo spazio raccogliamo le opinioni critiche, collettive o individuali, su una riforma che, anzitutto, è avvenuta per decretazione, quindi senza alcuna discussione pubblica, e che, modificando i quadri orari, in particolare quelli di italiano, geografia, lingua, ha privato uno degli indirizzi di studio più importanti del nostro paese della sua reale valenza formativa.
In questa prospettiva, il comma citato, più che un'assunzione di responsabilità reale da parte del governo rispetto alla significatività della nuova norma, sembra un'affermazione sbrigativa e semplificatoria, per tacitare ogni discussione.
NO ALLA RIDUZIONE DEL TEMPO SCUOLA A VANTAGGIO DELL’ADDESTRAMENTO"; 30/3/2026
FLC-CGIL, documento per l'avvio dell'agitazione, 1/4/2026
FLC-CGIL, "Una riforma 'inutile e dannosa'", 3/4/2026
CUB Scuola-Università-Ricerca-Torino, pagina FB: mozioni dei collegi docenti di molti IISS piemontesi
su insegnare:
Lorella Villa, "Una scuola su misura d'impresa o della cinica riforma degli istituti tecnici dell’era Valditara", 15/3/2026
P. Pepe, I nuovi istituti tecnici e il paradosso della geografia ridotta, 15/3/2026